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Renzi: ecco in pillole quello che voglio

di Matteo Renzi | 15 Novembre 2012
  • sono per l’abolizione del finanziamento ai partiti. Ogni centesimo dato ai partiti è uno sfregio al referendum promosso dai radicali e votato dai cittadini. Si può fare politica in modo diverso. E noi lo stiamo dimostrando (siamo – tra l’altro – a quota 138.000 euro di contributi raccolti dai cittadini in questa campagna elettorale. Serve ancora dire che si può fare politica in modo diverso e trasparente? E naturalmente abbiamo messo online non le voci di spesa, ma le fatture. Il che è ben diverso…).
  • sono per dieci ministri, di cui la metà donna. Ieri curiosamente su questo mi hanno rimbrottato alcuni parlamentari. Ma se lo ricorderanno che la Bassanini, cioè una legge dello Stato, prevede 12 ministri e che tutte le volte sforano non perché sia necessario ma perché non riescono a contenere gli appetiti? Non vorremo mica tornare al Governo Prodi con oltre 100 tra ministri e sottosegretari perché dovevamo dare uno sgabello a tutti i partiti e partitini? Sono antipolitico io a dire che si può fare con dieci o è antipolitico chi tutte le volte moltiplica i costi e i posti della politica?
  • sono per un Paese che premi il merito. Un Paese dove si trova lavoro perché si conosce qualcosa, non perché si conosce qualcuno. Un Paese dove la scommessa sul capitale umano stronchi la cultura della raccomandazione.
  • sono per una norma chiara sul conflitto d’interessi. E ancora non mi spiego perché chi poteva farla, non l’ha fatta. E poi si lamentano del berlusconismo…
  • sono per riformare il fisco rendendolo più semplice: basta con la logica del terrore di Equitalia, ente costruito dai governi di destra e da quelli di sinistra che si è dimostrato forte coi deboli e debole coi forti. Rovesciamo l’impostazione. E quando qualcuno dice: facciamo come Hollande, vorrei ricordare che in Italia le persone che dichiarano sopra il milione di euro sono solo 796. Anche portando al massimo l’aliquota si otterrebbero briciole. Non facciamo demagogia, vi prego. Parliamo di cose concrete. E andiamo a far pagare le tasse a chi non l’ha mai fatto, incrociando le banche dati, non svolazzando sugli slogan.
  • sono per creare lavoro partendo dalla constatazione che chi ha governato ci lascia un Paese non fondato sul lavoro ma affondato sulla rendita. A partire dalla vergogna del lavoro femminile. Per creare lavoro occorre fare le cose che loro non hanno fatto: semplificare la burocrazia, riformare la giustizia, cambiare le regole del gioco secondo il modello della flexsecurity e del contratto unico a tutele progressive. E basta con la logica di migliaia di articoli: ne bastano 59, quelli che stanno dentro il progetto di Codice del Lavoro firmato da Pietro Ichino.
  • sogno per i miei figli un’Europa che non si occupi solo di spread ma di servizio civile obbligatorio. Che elegga direttamente i propri vertici. Che abbia una Banca Centrale che pensi alle famiglie e alle imprese, non solo alle banche e ai tecnocrati. Un’Europa che abbia un’anima. Un’Europa che ci veda spendere bene i suoi soldi. Ma anche un’Europa che non sia così ottusa da bloccare gli interventi a favore dei terremotati.
  • sogno diritti civili come in tutti i Paesi civili. E doveri privati. Civil partnership, ius soli per cui chi nasce qui è italiano, asili nido. E nel mio pantheon inserisco Nelson Mandela, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente qualche mese fa e Lina Ben Mhenni, la ventiduenne tunisina che con il suo blog ha contribuito a dare il via alla primavera araba e che ancora oggi continua la sua battaglia a favore della libertà e delle donne tunisine.
  • sogno di non inseguire il voto dei moderati in conto terzi. Gli stessi che si lamentavano di me quando volevo prendere il voto dei delusi del centrodestra oggi sognano l’accordo con Casini. Ma che senso ha? Se siamo credibili non abbiamo bisogno di qualcuno che intercetta il voto moderato per noi. Sincero sostenitore del bipolarismo quale sono, penso che non serva Casini. Servono le idee e la credibilità per parlare anche agli altri. Poi – lo so – c’è chi dice che se vinco io salta il centrosinistra: la nota profezia di Massimo D’Alema. Ma io non credo alle profezie dei Maya, figuriamoci se credo alle profezie di D’Alema.
  • sono per un sistema culturale in cui la scuola sia il caposaldo di tutto. E dove internet, cultura, green economy non siano solo fattori identitari ma occasione di creazione di posti di lavoro. Ne abbiamo parlato anche a Milano in questo incontro con i Comitati locali e Ermete Realacci
  • sogno di affidare il Paese a una classe dirigente nuova perché quella di prima ha fallito. E perché noi abbiamo offerto idee, proposte e speranze nuove. I cittadini non hanno alibi. Possono decidere. Adesso!
Pubblicato in : Primo piano

Info Matteo Renzi

Matteo Renzi è un politico italiano. È stato presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014 alla fine del 2016 ed è stato segretario del Partito Democratico eletto alle elezioni primarie dell’8 dicembre 2013. E’ stato per due mandati Presidente della Provincia e per uno Sindaco di Firenze. Oggi è leader di Italia Viva il partito da lui fondato fuoriuscendo dal Pd, Senatore della Repubblica e Direttore Editoriale del quotidiano “Il Riformista”.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    16 Novembre 2012 alle 10:35

    Certo Cartoni che si può sognare anche a casa, con una bella riserva d’alcolici.

    Rispondi
  2. Ippolita Medici Tornaquinci

    16 Novembre 2012 alle 10:28

    Caro Matteo, nella mia lunga esistenza (ho 70 anni) ho vissuto spesso fasi di speranza nel credere in un cambiamento dei politici verso il senso del dovere e verso la serietà. (Sono un ottimista). Mio padre Aldobrando lasciò la politica nel 1946, perchè era già tutto uno schifo! Spero che tu non mi deluda un’altra volta. Mi sembra di sentire aria nuova. Auguri!
    Ippolita

    Rispondi
  3. aloisio de paola

    15 Novembre 2012 alle 20:43

    Sono sempre aloisio.
    Dirò di più se ci dai una risposta corretta che ci convinca che fai sul serio per raggiungere l’obiettivo ,daremo un concreto supporto alla tua elezione.
    Al

    Rispondi
  4. puccio cartoni

    15 Novembre 2012 alle 20:15

    Si può sognare anche senza entrare in un bar ,non lo sapevi ,Siracusa? Non ci trovo niente di male ,anzi …sono portato a diffidare di chi non riesce a sognare .Caso mai occorre osservare che la situazione legislativa creata dalla Casta ha preticamente blindato tutto ; ed il fatto che anche decreti governativi tesi a risanare il “sistema” ( perchè questo ci vorrebbe !) dovrebbero passare dal voto parlamentare … qui casca l’asino,come dimostrano anche recenti vicende .Non c’è limite alla spudoratezza di certi “eletti dal popolo “,purtroppo …che finiscono per aver sempre ragione . E criticare chi sogna è veramente sospetto…

    Rispondi
  5. Marzio Siracusa

    15 Novembre 2012 alle 18:54

    Caro Matteo, uscirai mai dal bar?

    Rispondi
    • aloisio de paola

      15 Novembre 2012 alle 20:37

      Caro Matteo
      nelle tue esternazioni non ho colto un briciolo di politica economica finanziaria.
      Ti sei accorto che il debito pubblico è arrivato a 20.000.000.000 di euro?
      Puoi dirci che provvedimenti intendi prendere quando sarai al punto G?
      (G sta per governo)
      Io ed i miei amici e collaboratori attendiamo una Tua risposta che, speriamo come è nel tuo stile, non sia “allineata” ma concretamente operativa per dare impulso all’economia e non alla finanza.
      Cordialità
      Aloisio

      Rispondi

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