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Renzi e Grillo: due modi diversi di intendere la rivoluzione

di Giuseppe Ferone | 16 Settembre 2012

Cos’è veramente Matteo Renzi? L’uomo nuovo di centrodestra oppure il rappresentante italiano della nuova sinistra?

Un anno fa in occasione del Big Bang, la manifestazione indetta da Renzi alla stazione fiorentina della Leopolda, molti giornalisti si espressero in merito al “fenomeno Renzi”.

“Troppo giovane e troppo riformista. Solo in Italia le caratteristiche di Renzi possono essere considerate un difetto e non un pregio”, scrisse Giuliano Ferrara su Panorama. Parole di elogio vennero anche dal giornalista conduttore de La Zanzara, Giuseppe Cruciani, e da alcuni giornali di centrosinistra come Il Riformista dell’allora direttore Emanuele Macaluso. Insomma, un’esponente di sinistra, del maggior partito della sinistra italiana, che viene elogiato dal centrodestra. E da sinistra? Beh, ovviamente non una parola di conforto, né di curiosità o incoraggiamento. Solo insulti.

“Ha idee da anni Ottanta” disse Bersani, segretario del partito di Renzi. “Provoca e cerca solo visibilità” affermò il leader della Cgil Susanna Camusso. “E’ vecchio quanto è vecchia la rivoluzione liberista nel mondo” disse Nichi Vendola.

Si dichiarò anche Beppe Grillo, allora uno dei guru della sinistra antiberlusconiana, con tali parole: ”Cari fiorentini, siete passati da Lorenzo il Magnifico all’ebetino di Firenze. E’ già vecchio. E’ stato nella Margherita, ora è nel Pd. E’ stato presidente della provincia. State attenti ai falsi giovani”.

Ma cos’è veramente Matteo Renzi? L’uomo nuovo di centrodestra, che però a destra non ci vuole proprio stare, oppure il rappresentante italiano della nuova sinistra? Quella del dopo 1989, quella riformista e quella anticomunista? Non lo sappiamo. Ma questo non è nemmeno il periodo propizio per saperlo.

Già, la cosa importante è capire che Matteo Renzi rappresenta oggi la rivoluzione. Ma non la rivoluzione di Beppe Grillo, quella violenta e populista, fatta a colpi di insulti, demagogia e grida spagnolesche. No, la rivoluzione di Matteo Renzi è la rivoluzione moderna, al passo con i tempi. Una rivoluzione che abbia come parola d’ordine “cambiamento” e non “distruzione”. Renzi rappresenta oggi l’unica arma possibile che possegga la sinistra per battere definitivamente Grillo e far passare la febbre dell’antipolitica agli italiani.

E per quanto i suoi oppositori (i maggiori proprio a sinistra) si ostinino a dire di Renzi che sia “un giovane vecchio”, il suo primo valore portante è invece proprio la novità. Una nuova forma di espressione e di linguaggio poltico, rassomigliante più agli sms dei giovani piuttosto che ai poemi ottocenteschi. Un nuovo modo di intendere la politica. Un nuovo modo di “fare” politica. Questo è Ranzi. Novità e cambiamento. Costruendo e non distruggendo.

La rivoluzione di Renzi è la giusta via tra i due opposti estremismi. Gli estremismi del grillismo, da una parte, e della vecchia politica “dei dinosauri” e della casta, dall’altra.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Ferone

Giornalista pubblicista, ha collaborato per due anni con l’Avanti!, quotidiano socialista. Attualmente scrive per diverse testate nazionali e locali come Rinascita, Il Punto e Ottavonews. Ventitreenne, è studente di giurisprudenza a Roma presso l’Università Tor Vergata, dove è anche stato eletto nel 2012 Consigliere di Dipartimento. Da sempre socialista, contro ogni totalitarismo, sia esso comunista, fascista o di qualsiasi altro colore, compreso il totalitarismo dei magistrati, i quali, secondo lui, rappresentano la vera dittatura presente oggi in Italia. Per questo è assolutamente convinto della necessarietà, in Italia, di una riforma della Giustizia.

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