Una inaugurazione elettorale molto evocativa quella del candidato Presidente del centro-sinistra toscano. Sulle note di “Buon viaggio” di Cesare Cremonini, ha appena concluso la conferenza stampa, approntata sulla rocca federiciana in una giornata limpida ma sferzata da una pungente tramontana, che ha gelato molti degli addetti ai lavori di stampa locale e nazionale, ma non il loquace candidato che ha esposto le sue idee e non si è sottratto dal fuoco di fila delle domande. Incontro proseguito poi al comitato elettorale di San Miniato Basso, allestito dai tanti amici e compagni di Giani, che proprio qui è nato e come ricorda, frequentato l’asilo a pochi metri dal n° 512 della Tosco-Romagnola.
Non si può evitare di notare un certo orgoglio nei due sindaci che si sono succeduti e che insieme si danno un gran daffare al comitato, Gabbanini e Giglioli. Ma l’affetto dei sanminiatesi presenti, e di un po’ tutti coloro che sono accorsi dalla zona del cuoio e da molte parti della Toscana, la sera al Circolo Culturale, è palpabile.
<San Miniato per almeno tre motivi, perché qui ho le mie radici e perché dalla Torre di Federico II si possono scorgere i lembi di almeno 9 delle 10 province toscane> esordisce.
<Per la sua centralità rispetto alle antiche e nuove vie di comunicazione della Toscana, qui si incrociano l’Arno e la Francigena e le direttrici che da Firenze vanno verso i porti della Regione, collegamenti che intendiamo potenziare. San Miniato infine come modello di “Toscana diffusa” quell’incontro ovvero tra storia, cultura, patrimonio paesaggistico e produttivo, come connessione tra città grandi e piccole che sono la ricchezza di questa terra>.
Il programma è ancora tutto da scrivere e Giani assicura che intende valorizzare il patrimonio di idee e culture che le 18 sigle che lo sostengono, portano in dono alla coalizione e a tal proposito gli abbiamo chiesto se non ritenga troppo frammentato il quadro politico e se intende lavorare per una maggiore unità del c-sx nei prossimi 5 anni e se ci sarà come da alcune parti sollecitato una “Lista Giani”.
<Una “Lista Giani” non è al momento prevista, anche perché esiste appunto già un vasto ventaglio di proposta politica, tuttavia non escludo categoricamente una tale possibilità anche se non rientra attualmente tra le nostre priorità. Se in futuro ci sarà una domanda di maggiore unità delle forze che attualmente mi sostengono, sarò certamente ben lieto di “dare una mano” in questa direzione>.
Sul versante del Programma di Governo per il prossimo quinquennio, pur se i particolari vanno ancora messi nero su bianco, le idee del candidato sono abbastanza chiare. E d’altra parte ha speso già 40 anni della sua vita in politica, partendo dalla gavetta e conquistandosi con tenacia ogni gradino. E’ l’unico tra i candidati in Italia dell’ultimo decennio, che ha visitato tutte e 273 le comunità della sua regione e anche molte delle sue frazioni, una passione civica fuori della norma (ma serve anche un certo allenamento…). Una notevole dimostrazione di forza di controtendenza, in un’epoca talmente nuovista che brucia febbrilmente nomi e partiti e dove il grande valore aggiunto dell’esperienza e delle “ore di volo” sembravano ad un certo punto una cosa da deplorare…
<-Le infrastrutture innanzi tutto, occorre migliorare l’efficienza dei nostri porti, prima grande via d’accesso commerciale della Regione. L’autostrada Tirrenica, per completare la grande viabilità non solo Toscana ma tra il Sud e il Nord del paese. Il potenziamento della FI-PI-LI. La terza corsia della Firenze-Mare. L’aeroporto di Firenze infine, come grande porta del turismo internazionale. Ma anche una rete di piccole e medie opere locali, che migliorano la qualità della vita dei residenti e potenziano le capacità di mobilità delle aziende.
-La Toscana del lavoro e dell’ambiente, due mondi che debbono collaborare sempre più ed essere interdipendenti e complementari. Sosterremo le aziende in crisi e l’imprenditoria giovanile e femminile, dobbiamo costruire una rete tra le aree produttive perché Toscana diffusa è un concetto da estendere proprio ai settori produttivi.
Implementare le fonti di energia rinnovabile per la Toscana del 2030, attenzione ai cambiamenti climatici così come concertato dagli accordi di Parigi, aumentare il trasporto elettrico nelle città e piantare almeno 100.000 nuovi alberi in tutta la Regione.
-Sanità. Settore più che centrale nelle attività di governo regionale, e non solo perché assorbe l’86% delle risorse economiche generali. Siamo certo tra le regioni più avanzate anche nella gestione e ricerca sanitaria a livello nazionale, ma ciò non toglie che là dove è possibile migliorare, siamo pronti ad intervenire anche strutturalmente. Naturalmente, servirà un periodo di tempo di almeno 6 mesi per capire al meglio dove e perché eventualmente, apportare delle modifiche indispensabili.
-Cultura e turismo, altri settori fondamentali dell’idea di Toscana diffusa che abbiamo in mente, un progetto che passa dai Musei civici alle Università, dal fare rete tra le istituzioni locali e l’impresa privata, dal potenziamento degli investimenti in attività culturali e ricreative>.
Insomma, finalmente qualcuno che parla di progetti e di idee di società, con la calma e la serenità di un rullo compressore e che non fa uso retorico dell’ascolteremo e del ci metto la faccia…i classici non-argomenti largamente utilizzati nell’ultimo ventennio da una classe politica mordi e fuggi. Anche perché il Giani, il suo bel faccione da compagno di classe un po’ secchione ma che non ha la smania di essere il primo della classe per forza, è un bel pezzo che ce lo mette.
Intanto che “andiamo in stampa” iniziano ad affluire i dati delle elezioni regionali e a fronte di una vittoria con largo margine della candidata del c-dx in Calabria, in Emilia Romagna il c-sx tiene, con addirittura un PD intorno al 30% e la vittoria quasi certa del presidente uscente Bonaccini. Insomma l’ennesima “non-vittoria” per Salvini che adesso dovrà trovare assieme ai suoi alleati, anche il candidato o la candidata che non vinceranno anche in Toscana.
Suggeriamo un giro di citofonate.
Alessandro Silvestri

Lascia un commento