“E’ venuto il momento di ragionare su un progetto per Firenze al di la delle appartenenze e dei vincoli di partito per fare prevalere la cultura del fare bene rispetto a quelle del non fare o del fare comunque”. Questa, secondo il Gruppo dei Centouno, la lezione che si ricava dal risultato dei due referendum sulla Tramvia a Firenze.
“Nonostante la moderata differenza numerica – secondo i Centouno- si è avuta l’avvisaglia di un autentico terremoto politico su Firenze”.
“Per la prima volta, infatti, si è palesata una maggioranza eterogenea di contrari alle scelte di uno schieramento altrettanto eterogeneo ma ben più potente.
Sulle grandi opere si è infatti realizzata, in questi anni, la convergenza del governo cittadino, della maggioranza politica del consiglio comunale, di larghi settori dei partiti di opposizione, dei vertici delle categorie economiche.
Ma la vera svolta di cui Firenze ha bisogno, potrà realizzarsi solo sulla base di un disegno in positivo per la crescita della città.”
Per il Gruppo dei Centouno
Nicola Cariglia

…“faccia-ci provi -il sindaco non della sua parte,ma di tutta la città” . Caro Adalberto ,non credo che il tuo appello possa avere un qualche seguito . Nonostante la suddivisione dei pareri , cosa che ha fatto rilanciare la storiella buffa dei Guelfi e Ghibellini , a questo punto della storia ,quando tutto è stato concepito ,studiato ed elaborato con attenzione agli interessi della “parte”, cambiare i calcoli non è più possibile . Gli interessi “ di tutta la città “ sono altra cosa . Non l’obiettivo principale , ma risultato eventuale e residuale.
La “sinistra degli affari” e la “destra di circostanza” hanno di fronte solo la bandiera della “governabilità” , realizzata ,con l’attuale legge elettorale provinciale e comunale , in un sistema che fa del Sindaco il signorotto locale che il consiglio comunale può solo compiacere , e gli assessori possono solo ossequiare. Legge che ha poi avuto il perfetto suggello delle liste “elettorali “ bloccate . Torno a dire ,manca solo il ripristino dello “jus primae noctis”….!
Domenici fa il sindaco di tutta la città ,a dispetto dei pareri contrari , esercitando il potere che gli è dato . Esercita appunto il potere. Su tutta la città .E tenendo conto della “gratitudine” che ogni appalto naturalmente produce , deve restare al suo posto per controllare la situazione , rinunciando momentaneamente alle votazioni nazionali.
Del resto ,pensa a tutti gli equivoci messi in piedi per resistere : dalla modernità per piazza del Duomo ( sembra che senza passare da lì non ci sia modernità), dalla pedonalizzazione del centro ( è impossibile pedonalizzare senza le rotaie del treno ,come tutti sanno ), al risparmio di risorse pubbliche ( vedendo via di Novoli , con la costruzione di opere murarie per le rotonde, e la loro distruzione alcuni mesi dopo , si resta convinti !) . E capirai che non si tratta di Guelfi e Ghibellini………e che quelli di Matulli sono più elucubrazioni che ragionamenti.
L’opposizione di Mario Razzanelli ha prevalso sui ragionamenti di Giuseppe Matulli.
Comunque la si pensi,bisogna riconoscere che il capogruppo dell’UDC ha vinto ,contro la supponenza della sinistra degli affari e contro le conraddizioni,le incertezzed il disinteresse della destra di circostanza.
Il sindaco,che ha reagito ad ogni tipo di critica con le querele e le offese,è riuscito nell’impresa di far disamorare i Fiorentini,e di farli preoccupare,di fronte ad un’opera che,se ben realizzata,potrebbe e dovrebbe risultare utile e benefica per la città,per l’ambiente,per il territorio.Prenda dunque atto della sua sconfitta,non perseveri sul percorso dell’arroganza,accetti le critiche:fermi la strage degli alberi;corregga gli errori di tracciato;provveda ad una seria verifica preventiva,ad una simulazione dei risultatieffettivi(diversa mobilità,grado di inquinamento)derivanti al traffico cittadino da tutto il complessodegli interventi(tramvia,linee Ataf,parcheggi).
Lo faccia.E faccia-ci provi-il sindaco non della sua parte,ma di tutta la città.