Han cominciato Lombardia e Veneto, le regioni governate dalla Lega, a indire un referendum per avere anche loro uno “statuto speciale”. E immagino che in ogni altra regione ci sia qualche populista che pensa di raccattare voti proponendo la stessa cosa e andando in giro a proclamare la sua volontà indefettibile di lottare con lo stato centrale e avere qualcosa di più dei vicini: perchè difficilmente sanno parlare d’altro. Cioè dovremmo passare i prossimi decenni col bilancino in mano a discutere che spetta qualcosa di più alla Lombardia perchè è la più ricca, al Veneto perchè è il più cattolico, alla Toscana perchè ha le banche più massoniche e scassate, al Lazio perchè ha la capitale, al Piemonte perchè ha fatto l’unità d’Italia, alla Liguria perchè discendono dai neanderthal e via cazzeggiando.
A me sembra che, se mai, dopo 70 anni dalla costituzione, siano da abolire le regioni a statuto speciale, con un bel referendum di riforma costituzionale, preceduto da una commissione di indagine sugli sprechi e gli insuccessi di quelle costosissime e incapaci regioni . A partire dalla Sicilia, di cui bisognerà conteggiare il personale e i costi del medesimo e confrontarlo con l’incapacità decisionale, dall’Alto Adige dove la Volkspartei è un’associazione a delinquere, dalla Val D’Aosta che sta per fallire per sostenere il casinò dove tutti quelli che han fatto i consiglieri regionali han fatto assumere un parente, e adesso che non serve più alla ‘ndrangheta per riciclare non ci va più nessuno. Non so molto della Sardegna e direi che il Friuli va invece preso a esempio per come funziona la sanità: ma prima che tutti gli italiani ci si trasferiscano sarà meglio mandarci gli assessori delle altre regioni a imparare.
E mentre ci siamo, pur nel massimo rispetto delle autonomie, che però non comprendono l’autonomia di buttare i nostri soldi dalla finestra, raccogliere le firme per un’azione collettiva alla Corte dei Conti per i 70 milioni (140 miliardi delle vecchie lire, ci si fa un grande ospedale, ruberie comprese) che Maroni ha buttato per comprare dei tablet che per il voto referendario non han funzionato. Da chi li ha comprati? e quanta è stata la tangente? Non dimentichiamo che si tratta della regione dell’eterno Formigoni…
Claudio Bellavita

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