La democrazia in rete non comporta la previa lettura del Manifesto: beh, fatevene una ragione, magari cercando di capire perchè lettori e votanti di quell’area sono in continua diminuzione.
Articoli altezzosi, tipico della sinistra che non sopporto, quella che pretende di insegnare senza studiare, perchè possiede i sacri principi non rinunciabili: esattamente i prof che nel 68 prendevo a pernacchie.
Vediamo un po’: all’inizio i parlamentari grillini dovevano votare come diceva Grillo, poi come decideva il gruppo parlamentare, adesso sulla questioni importanti si decide con un referendum riservato agli iscritti. A me sembra una evoluzione positiva. Anche perchè questi parlamentari sono eletti su incostituzionali liste bloccate però con l’ordine di lista deciso con primarie tra gli iscritti, non ricordo la % dei partecipanti. A queste primarie, indette dalla sera alla mattina ha votato solo il 30% degli iscritti, forse l’argomento non interessava o non era stato studiato da tutti. Poco male, le prossime primarie, forse si faranno meglio, comunque io vedo un progresso positivo.
La democrazia in rete non comporta la previa lettura del Manifesto: beh, fatevene una ragione, magari cercando di capire perchè lettori e votanti di quell’area sono in continua diminuzione. Per esempio, forse era meglio se Ferrero faceva delle primarie prima di affidare le sorti della sua area a un imbranato vanesio. Chissà quale % degli iscritti ha partecipato al congresso che lo ha ancora riconfermato? E quale parteciperà al congresso, piuttosto clandestino, di SEL? Ma se quel congresso indica come devono votare i deputati di SEL, secondo le articoliste è un metodo sacrosanto.
Tanto per fare un esempio in casa PD, nell’orgia di primarie che sta continuando (dobbiamo ancora fare quelle per gli organi regionali), alle primarie interne al partito per scegliere i 3 candidati da portare alle primarie pubbliche, ha votato il 30% degli iscritti.
Alle primarie per i segretari provinciali e connessa assemblea provinciale aveva votato poco più del 50% degli iscritti, sono quelli che han dato il 60% ai renziani e il 40% ai dalemiani, % che ,secondo l’associazione vedove e orfani di D’Alema, conta di più del 18% preso da Cuperlo sui 3 milioni di elettori paganti alle primarie, e autorizza l’associazione prefiche esterne a fare un tifo da stadio per la costituzione di una sinistra interna organizzata sotto la ferma guida dell’ondivago Fassina, per poi arrivare a una scissione che avrà sicuramente minor fortuna di quella del DS.
Piuttosto, ma questa è una questione interna del PD, nella speranza che chi si occupa adesso di organizzazione sia meglio dei due catastrofici suoi predecessori, si dovrebbe studiare un sistema di primarie per l’ordine di lista del candidati all’assemblea regionale del partito. E mettersi in testa, magari a martellate, che le liste bloccate ( e segrete, perchè nessuno sa chi, come e dove decide l’ordine) sono incostituzionali anche all’interno di un partito. Se i partiti fossero regolati per legge come dovrebbe essere, per ricevere dei contributi pubblici.


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