Bene, abbiamo una data.
Ma non facciamoci illusioni, non è la data del voto per il referendum costituzionale, bensì la data del Consiglio dei Ministri che fisserà quella della votazione.
Sempre meglio di niente, lunedì 26 settembre sapremo quando si voterà.
Intanto nel partito del Premier se le danno di santa ragione, lo scontro Giachetti vs D’Alema alla Festa dell’Unità di Roma, oltre a confermare che da quelle parti volano gli stracci, da la misura di come i contrari alla riforma, mossi dalle motivazioni più disparate, stiano aumentando a vista d’occhio.
Referendum italiano ma campagna “internazionale”, si scomoda la diplomazia USA, si scomodano le istituzioni finanziarie internazionali, il nostro Renzi si prende la briga di contrastare la Merkel e Hollande su migranti e crescita.
Adesso si che si ragiona, ci voleva un referendum “interno” per dare una botta di vita alla politica estera.
Il rischio che sia solo una polemica utile per un recupero di immagine è alto, ma vedere il Premier costretto a litigare con i suoi principali amici in Europa sulle questioni migratorie, sull’Africa e sulla filosofia dell’austerità, nel tentativo di recuperare qualche punto di popolarità, è in ogni caso divertente.
Si va alla fine di novembre e chissà quali nuovi alleati cercheranno di dare una mano al giovane Renzi in evidente difficoltà.
La partita è ancora lunga e tutto può succedere …
Massimo Codari

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