Il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca ha invitato tutti i liberali italiani ad impegnarsi per il NO al referendum confermativo sulle riforme costituzionali. Si tratta, secondo De Luca di “evitare la devastazione delle istituzioni realizzata, a colpi di maggioranza, prima dal centro-sinistra, e dopo dal centro-destra, questa volta con un intervento più pericoloso perché più profondo”. Nella stessa dichiarazione il segretario liberale “fa appello alle forze più responsabili, sia della Casa delle Libertà che dell’Unione, per proporre l’elezione di un’Assemblea Costituente, che possa mettere mano ad una riforma meditata e coerente da realizzare con un ampio consenso, come deve essere per le leggi fondamentali”
Referendum: il PLI invita a votare NO
La proposta di De Luca

Concordo pienamente con quanto scritto da Francesco Giubilei
Invece voterò SI’. Non perché mi piaccia la riforma del centrodestra, ma perché la vittoria del sì mi pare l’unica possibilità perché, dopo, si possa finalmente aprire una fase costituente. La vittoria del no porterebbe al seppellimento di ogni possibilità di riforma, per il gioco di sponda già in atto tra la sinistra estremista e i sepolcri imbiancati del conservatorismo nazionale alla Scalfaro. Proprio la vittoria del centrosinistra alle politiche mi induce a scegliere la strada del sì, in quanto gli equilibri parlamentari potrebbero portare i partiti ad imboccare la strada di una fase costituente. Se vince il no, scordiamoci qualsiasi modifica, che sarà travolta da un’orgia di retorica resistenziale. Oltretutto, sarebbe bene ricordarselo, la bocciatura della riforma non porterebbe al ripristino della Costituzione originale, ma confermerebbe la riforma del Titolo V, quella del centrosinistra, che ha creato la confusione che conosciamo nei rapporti tra Stato, Regioni e Enti Locali.