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Referendum di regime

Domenica 15 luglio siamo stati sommersi di servizi televisivi e giornalistici sulle ore frenetiche della raccolta delle firme, in prossimità del raggiungimento del quorum. In tutta Italia non si è riusciti a trovare uno che dicesse che il referendum è una bufala.

di Redazione Pensalibero.it | 17 Luglio 2007

Avviene tutto secondo un canovaccio già visto e sperimentato. I “giornaloni” appartenenti alle “famiglione” della finanza e del capitale salgono sulla barca allestita da qualche improvvido professorino o politico in cerca di facile visibilità e decidono di dare una strizzata alla politica per rimetterla sotto controllo. E in ciò trovano aiuto in partiti o pezzi di partiti in crisi di identità, disposti ad assecondare le trame oscure di questo maldestro capitalismo italiano, ben sapendo quale sarà poi il prezzo che dovranno pagare.
Successe nel lontano ’92: venne sepolta un’intera classe politica e ne fu salvata un’altra che ringraziò consentendo il saccheggio del nostro Stato sotto forma di privatizzazioni che andarono ad arricchire finanzieri italiani e stranieri, nemmeno imprenditori con validi progetti industriali.
Succede la stessa cosa oggi con il referendum sulla legge elettorale. Abbiamo tutti visto che la bambola è partita. Non solo l’immancabile Corriere della Sera dei salotti buoni, con Repubblica, Il Sole 24 Ore e compagnia bella, ma anche la pubblica RAI, che misteriosamente, nonostante la presenza dei partiti trova, in questi casi, sempre il modo di adeguarsi ai potentati: tutti a sostegno del referendum. Domenica 15 luglio siamo stati sommersi di servizi televisivi e giornalistici sulle ore frenetiche della raccolta delle firme, in prossimità del raggiungimento del quorum. In tutta Italia non si è riusciti a trovare uno che dicesse che il referendum è una bufala, spiegandone il perché. E cioè che non rimette il cittadino al centro del sistema ma, al contrario, lo espelle completamente.
E ciò a causa della combinazione di tre elementi: 1°) – il premio di maggioranza alla sola lista che prende più voti; 2°)- la mancanza del voto di preferenza; 3°)- l’esonero dalla raccolta delle firme per presentare le liste. La conseguenza di tutti e tre questi elementi assieme è che i partiti che confluiranno in una sola lista, da una parte e dall’altra, non avranno alcun incentivo a sciogliersi perché vedranno accresciuto il loro valore marginale (cioè saranno ancor più indispensabili per vincere, anche quelli che raccolgono solo lo zerovirgolaqualcosa); e che deputati e senatori saranno scelti tutti a tavolino perché si dovrà tener conto degli equilibri; senza disturbare le istanze e le organizzazioni locali, delle quali non c’è bisogno per la raccolta delle firme.
Qualcuno ha definito questo un referendum truffa. Errore: si tratta di un referendum di regime.

Pubblicato in : Primo piano

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