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Referendum: come votare

Una scelta sbagliata in entrambi i casi.

di Rosario Amico Roxas | 18 Luglio 2016

Finita la corrida delle elezioni amministrative, torna di prepotenza il referendum per stravolgere la Costituzione italiana.  Capire il nesso di talune modifiche è arduo, perché si dovrebbe poter entrare nei meandri tortuosi della mente culturalmente minorata del presidente del consiglio che su tale referendum scommette la sua stessa carriera politica (salvo  ripensamenti in corso d’opera).

Si pone adesso l’amletico dubbio se votare SI  oppure votare NO; l’astensione rappresenta una delega in bianco ad altri che andranno a votare per reconditi fini o per palesi interessi.

Escluso il voto NI, perché sarebbe annullato, rimane la scelta, la decisione e la responsabilità di permettere a personaggi politicamente di più che mediocre levatura, l’onere di modificare una Costituzione scritta  da statisti veri, da studiosi, filosofi, da Benedetto Croce a Calamandrei, da Togliatti a Nilde Jotti, a modificarne la struttura si sono assunti l’onere  tale Matteo Renzi, una imprecisata Maria Elena Boschi, un pluri- inquisito Denis Verdini, e altri di analogo livello culturale e morale.

Votare SI significherebbe delegare simili personaggi ad eseguire un compito eccessivamente superiore alle loro modestissime capacità.

Se ne deduce che sarebbe più opportuno votare NO, ma in tal caso, il mio singolo voto, anche insignificante, andrebbe a fondersi con il voto dei vari Matteo Salvini; con il voto vendicativo di un Berlusconi in caduta libera che cerca appigli per arrestare la caduta; assimilarsi al voto di un tale Brunetta che vanta per se stesso una candidatura al Nobel per l’Economia, che nessuno gli ha mai riconosciuto, diventa una mortificazione irrecuperabile.

Sulla Costituzione si giura con la formula:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi”; giurano i Presidenti della Repubblica,Ministri, Giudici costituzionali, Magistrati, Sindaci, militari, dipendenti pubblici.

Avrà ancora valore un giuramento su una Costituzione così maldestramente alterata ?

Mi sembra come il giuramento sulla Bibbia, ove venisse alterata dal cardinale Tarcisio Bertone.

Come potrà mai essere sentito un giuramento verso una Costituzione che gli stessi modificatori abusivi hanno definito “una schifezza”, “uno scempio”, una fetenzia”, e con quale faccia potranno mai giurare senza sentirsi coperti di ridicolo e trattenere l’impeto di lanciarsi in una liberatoria risata ?

Il nodo gordiano della decisione ultima, spetta ad ogni singolo elettore, che dovrà, in ogni caso, forzare la propria coscienza nel fare una scelta sbagliata in entrambi i casi.

Pubblicato in : Primo pianoTag: benedetto croce, berlusconi, bertone, costituzione, costituzione italiana, elezioni, filosofi, fini, matteo renzi, personaggi, presidente del consiglio, referendum, renzi, repubblica

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

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