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Referendum: Accozzaglia batte Resto del Mondo

La batosta è arrivata nonostante l’occupazione di tutti gli spazi della RAI e il dispiegamento di mezzi e di appoggi ricevuti da stampa, televisione, Confindustria, poteri finanziari, capi di stato esteri, etc.

di Nicola Cariglia | 4 Dicembre 2016

A parte il divario superiore ad ogni previsione tra il NO ed il SI, la sconfitta di Matteo Renzi, da sola, da la misura degli errori commessi in quasi tre anni di governo. Le pasticciate riforme costituzionali e la personalizzazione del referendum sono il punto finale di questi sbagli. La serie comincia con la decisione stessa di assumere la presidenza del consiglio. Sono impietosi i filmati che circolano sui social network che lo raffigurano a scandire che “mai e poi mai” avrebbe costituito un governo senza prima passare dal voto popolare. Poi, in anni di governo, provvedimenti annunciati e non realizzati, talvolta confusi, altre ancora annullati in gran parte, come nel caso della riforma della pubblica amministrazione ad opera della Corte Costituzionale.
La batosta è arrivata nonostante l’occupazione di tutti gli spazi della RAI e il dispiegamento di mezzi e di appoggi ricevuti da stampa, televisione, Confindustria, poteri finanziari, capi di stato esteri, etc. Per questo è per il giovane presidente del consiglio ancora più dolorosa e significativa. E la straordinaria partecipazione al voto rende ancora più evidente il fossato creatosi con i sentimenti degli italiani. Fatale è stato l’errore di rinchiudersi nella ristretta cerchia del “giglio magico” e dei poteri economici, nazionali e internazionali, che non disinteressatamente lo hanno spinto nel tentativo di fare dell’Italia una contraddittoria democrazia a sovranità popolare limitata.
E’ evidente, alla luce del risultato, che pensare ad una prosecuzione del governo Renzi sarebbe impossibile. La sconfitta bruciante, al di la di ogni giudizio di merito, lo ha reso privo della autorevolezza indispensabile ad affrontare le troppe questioni economiche e politiche ancora irrisolte. E’ logico prevedere la nascita di un governo di transizione per approvare una nuova legge elettorale e condurci nel più breve tempo possibile a nuove elezioni. Prima delle quali il panorama politico dovrà trovare la capacità di riorganizzarsi per colmare quel vuoto che lo scombussolamento della lunga e pessima campagna referendaria ha creato. Al di là dei toni e delle polemiche esagerate degli ultimi mesi è lecito nutrire speranze. In democrazia non ci sono persone insostituibili e non siamo mai all’ultima spiaggia. E le crisi sono una occasione di autorigenerazione del sistema.
Infine, una piccola nota che riguarda questo giornale. Da quando è stata fissata la data del voto, Pensalibero, nel rispetto di tutti, ha pubblicato una tribuna referendaria che desse conto delle opinioni del SI e del NO. Come direttore ho smesso di manifestare la mia opinione che i lettori sanno essere stata contraria alle riforme sottoposte a referendum. Non volevo che la mia opinione, poiché sono il direttore, fosse scambiata come una sorta di linea di Pensalibero. Che non voleva né poteva esserci. Tra i collaboratori le opinioni erano e sono diversificate, a conferma che questa è proprio una palestra di libertà. Quanto ci sarebbe piaciuto che questo spirito di rispetto per le altrui opinioni avesse caratterizzato tutta la campagna referendaria!
Nicola Cariglia

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, confindustria, corte costituzionale, crisi, democrazia, elezioni, governo, legge elettorale, matteo renzi, merito, mondo, nuova legge, Pensalibero, persone, presidente del consiglio, presidenza del consiglio, provvedimenti, rai, referendum, renzi, riforme, sovranità popolare

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luciano Priori Friggi

    7 Dicembre 2016 alle 15:38

    Non vedo come si possa impedire che si torni a votare per i Consigli Provinciali.

    COST. – Art. 114. (2)
    La Repubblica e` costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citta` metropolitane, dalle Regioni [131] e dallo Stato.
    I Comuni, le Province, le Citta` metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princıpi fissati dalla Costituzione.

    L’articolo 114, con la Riforma diventava: “Repubblica” costituita da “Comuni, Città metropolitane e Regioni”.

    Le “Province” venivano eliminate dalla Costituzione, ma visto che la Rif. non e’ passata le Province restano e bisognera’ al piu’ presto, credo, indire, come si dice(va?), i relativi comizi elettorali.

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    7 Dicembre 2016 alle 11:10

    Attenti, le dimissioni dell’abusivo appena un’ora dopo gli exit poll, con tanto di lacrimuccia e mogliettina accanto come alla Casa Bianca ” de noartri ” è stata solo una scena preparata. Ma quale emozione credibile in chi considera la poltrona un’appendice carnale del proprio corpo? Gli incontri tra l’abusivo e Mattarella poi dovrebbero essere trasmessi, visto che difettiamo di comici. L’abusivo mette dubbi e risposte in bocca a Mattarella, Mattarella da clone dubita e risponde obbediente e poi i due fanno un comunicato concorde. Ora inizia la vera partita dell’abusivo e dei suoi lecchini che già si sono appropriati del 40% dei SI’ come voto renziano. Che poi all’interno del PD sia cresciuta questa ondata di culto della personalità lo spiega solo il cattodenaro che non è più del denaro. Non si deve credere un’acca alle dichiarazioni dell’abusivo, che ha già un progetto per restare di persona o all’ombra di qualcuno. L’individuo dichiarò solennemente che non avrebbe mai galleggiato. Ma come? Se c’è una persona fatta di purissimo sughero, al cui confronto anche un Nencini sembra un dilettante, questo è lui, l’abusivo. È lui che possiede una prosopopea patologica e ben addestrata ai mascheramenti democratici del momento, è lui che non rinuncerà mai a sentirsi il salvatore della patria perché non rinuncerà mai a credere di essere quel che non ì mai stato. E pensare che sarebbe bastata maggiore severità negli ottanta alle scuole medie inferiori di Rignano perché oggi ci fosse nel comune del Valdarno un cameriere in più, forse anche un gelataio o un pizzaiolo. E invece la concezione scolastica cattocomunista pretese che la licenza media fosse un diritto, specie nei paesi contro l’alterigia scolastica della borghesiola urbana. Don Milani docet, un altro di cui non ci libereremo mai. Peccato però che il diritto degli ultimi alla licenza media fosse anche il diritto alla potente di guida per accontentare tutti i Marchionne della terra. Peccato! Conclusione prevedibile già nello stupido ’68 saccheggiato dai cattolici: i non selezionati selezioneranno, ed eccoci servito Renzi. Come vedete i conti tornano sempre, anche se sono conti annodati al pettine della serva.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      7 Dicembre 2016 alle 16:39

      Marzio, se non fosse per i rifermenti culinari, questo pezzo sarebbe da incorniciare!
      Giorni fa espressi a un amico svizzero l’idea che Renzi dovrebbe riconvertirsi in lampredottaro, nella zona di piazza Santa Croce a Frenze, ma l’amico, buongustaio, mi ha risposto che il lampredotto è prodotto troppo nobile per il “nostro”, In effetto ha ragione, lasciamo stare anche il gelato, la pizza poi….io lo vedo meglio come venditore/imbonitore nei centri commerciali al sabato pomeriggio, oppure come un Mastrota alla TV come venditore di quasiasi cosa. Certo che tornare alle origini e allevare i maiali, potrebbe anche andargli bene,oppure uno specializzato nello spurgare il bottino.
      Invece ce lo ritroveremo ancora in politica per i prossimi 20 anni.

      Rispondi
  3. NICOLA CARIGLIA

    6 Dicembre 2016 alle 21:32

    A dirla tutta, cari amici, l’accozzaglia non mi fa paura quanto il pensiero unico…

    Rispondi
    • Paolo Francia

      6 Dicembre 2016 alle 21:56

      pillola di saggezza.

      Rispondi
  4. eugenio caggiati

    6 Dicembre 2016 alle 11:05

    Renzi ha fatto tanti sbagli, prima e nel dibattito referendario,…….ma chi lo vuole far passare da buzzurro…… faccia un attimo di riflessione su se stesso…… Avessimo tanti quarantenni così, un po’ più modesti ma con il proprio orgoglio e tanta conoscenza, ….avremmo meno settanta/ottantenni, ignoranti e presuntuosi al potere o come informatori/formatori.
    Abbiamo mandato a casa Renzi…..così ci teniamo 65 professoroni superpagati al CNEL, 1000 parlamentari con tanti doppioni che obbligano i governi di tutti i colori ad andare avanti a colpi di fiducia, due camere uguali che decidono…. come in Romania (unici in Europa), venti assessori regionali al turismo che girano il mondo a spese nostre a promuovere il loro orticello, venti assessori al trasporto che “difendono” il confine della loro regione, ecc…. Però abbiamo dato una sberla al “potere” !!! Siamo un popolo così….abbiamo bisogno di avere un nemico per sentirci liberi e difendere (stando in pantofole) la costituzione. I veri partigiani….i padri costituenti…..erano un altra cosa !!!! Renzi era il grande nemico…. Adesso come vincitore posso guardare al futuro con grande orgoglio…ma cercando di non guardare chi ho avuto al fianco……per non dover riflettere ….e vergognarmi.

    Rispondi
    • Luigi

      6 Dicembre 2016 alle 12:59

      Caro Eugenio,
      Le spese di questo Referendum, sono superiori a tutte quelle che tu hai elencato, senza gli urli degli stupidi del si che credevano vincesse chi fa più rumore, le avremmo risparmiate senza dover eliminare nulla.

      Rispondi
      • Giampaolo

        7 Dicembre 2016 alle 10:02

        Gentile sig. Eugenio, Del rampollo mi ero fatto una convinzione ancora all’epoca in cui fu sindaco di Firenze. Un ragazzotto che snobbava il Consiglio Comunale ritenendolo una perdita di tempo. Per il resto la sua “intensa vita lavorativa post laurea” lo ha portato a pensache che “l’è tutto sbagliato; l’è tutto da rifare”, ma non è Bartali è solo un “superomino” presuntuoso. probabbilmente figlio di suo padre che voi conoscerete certamente meglio di me.

        Rispondi
    • Paolo Francia

      6 Dicembre 2016 alle 16:40

      Ma se c’é uno che dovrebbe vergognarsi, questo è Renzi! Ma come si fa a considerare un venditore di casseruole un cavallo di razza?!? Ha mentito, ha fatto carte false, ha invaso tutto, e dopo la legnata, invece di andarsi a nascondere che fa?!? Dice che gli italiani non hanno capito la BELLA RIFORMA e ricomincia! Allora altro che cavallo di razza, è un perfetto idiota, Questa sinistra elitaria, ricca, lontana dal popolo, cosi disconnessa dal tessuto sociale, dalla vita della gente, ha fatto becero populismo per fottere gli italiani e assicurarsi il potere in eterno, Che si presenti Renzi, bene, bravo, avrà il contropelo e il ben servito.
      Mandiamo a casa questa gente con le prossime elezioni, cacciamoli via, altro che cavalli di razza. Questo sono dilettanti allo sbaraglio, le isitituzione, la politica, non è la “ruota della fortuna”! A casa questa gente, o se non lo han capito, come ha sottolineato Paolo Mieli (non un leghista!) alla prossima avranno i forconi nel sedere!

      Rispondi
  5. andrea7977

    5 Dicembre 2016 alle 19:44

    Accozzaglia si. Era ed è un’accozzaglia dove dietro al “volere del popolo” (anacronistica frase cui ormai non crede più nessuno) si nasconde la presunzione e la miseria intellettuale e politica. Come in Inghilterra il provincialismo (lo stesso che impedì l’approvazione della costituzione europea) è l’attore principale di un’altra sconfitta dell’Europa nella speranza ormai fievole che non sia l’ultima. Da prima potenza mondiale “in pectore”, l’Europa così divisa non rappresenta più alcun riferimento. Gli Stati Uniti, la Russia, la Cina si divideranno ilo mondo senza di noi, anzi, si divideranno anche l’Europa.
    L’accozzaglia con il suo codazzo popolare a cui certo non interessa una sconosciuta costituzione, ha fatto di tutto per allontanare l’unica persona con una visione Politica (nel senso di una parola dimenticata, nel suo significato, da circa venticinque anni). Tutto rimane in una situazione che ha condotto l’Italia sull’orlo del precipizio. Forse sarà opportuno cominciare a pensare di emigrare.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      5 Dicembre 2016 alle 20:42

      Da ragionamenti come questi, si capisce che la lezione non è stata capita, cioé si accusa chi ha vinto e non si comprende la ragione che ha portato alla vittoria. Quanto all’Europa, non è messa meglio dell’Italia quanto a “europeismo”, né fatevi illusioni per la situazione in Austria. Il populismo è quello che Renzi ha perpetrato in questi anni, becero e arrogante. Piu’ populista di lui si muore, Non hanno vinto i populisti, né l’accozzaglia, ha vinto la gente, quella che sembra odiare la sinistra, che di sinistra conserva solo il nome per ingannare i propri elettori. La musica, speriamo, è finita.

      Rispondi
      • Franco Guerrazzi

        6 Dicembre 2016 alle 13:04

        A mio avviso soltanto una pochissima parte di elettori ha votato sapendo che cosa votava; ma quanti conoscono veramente la costituzione ? Come è nata ? Dell’inciucio DC-PCI per mantenere i patti Stato- Chiesa ? Tutto questo è il merito di chi ha gestito l’ istruzione nel nostro paese. In America giurano sulla costituzione, perchè la costituzione è di tutti, da noi giuriamo sulla bibbia, ma la bibbia e di qualcuno non di tutti e se invece di fare l ‘ora di religione, in tutte le scuole , dalle elementari,fosse stata insegnata e studiata ed anche amare, la costituzione , oggi sicuramente il voto sarebbe stato più veritiero e meno espresso per sentito dire…Non voglio essere maligno, ma penso che a qualcuno faceva comodo che fosse così…..Perciò con il mio modestissimo parere credo che questo referendum sia stato un referendum contro Renzi e non contro la riforma . in quanto veniva sbandierata la perdita di indipendenza nazionale a favore dell’ EU……..ed è vero, ma quella modifica dell’ art. 117 era già stata fatta dal governo Monti con l ‘ approvazione dai due terzi del parlamento………….ecco perchè secondo me , ancora, sarebbe valido l’ insegnamento della carta nelle scuole…………..

        Rispondi
        • Giampaolo

          7 Dicembre 2016 alle 10:15

          Sig. Guerrazzi, la Costituzione USA è 1787 ed è nata dopo il tentativo di secessione. Come tutti i paesi che si rispettano, è la fondamenta dello Stato. Anche quella Sovietica fu così, finché una RIVOLUZIONE non la cambiò.

          Rispondi
      • Giampaolo

        7 Dicembre 2016 alle 10:08

        sig. andrea7977, solo per ricordare la verità. Fu la Francia che bocciò la “costituzione europea”, perché “aveva paura dell’idraulico polacco” Ovvio che poi non se ne facesse nulla.

        Rispondi
  6. Luigi

    5 Dicembre 2016 alle 14:46

    Caro Nicola,
    Mi sembra che i tuoi lettori, invece di comprendere il caso umano cui assistiamo, per pigrizia mentale ancora vedono il Renzi di ieri e credono possa tornare, come tanti altri prima di lui.
    Ma il rottamatore, non ha programmato nulla, non siede in Parlamento e a quanto capisco, licenziato ora resta senza lavoro, rischia di finire i suoi giorni nelle Osterie a bere.
    Se lo seguivamo avrebbe portato l’Italia alla stesso traguardo, la sua incapacità di provvedere al futuro impressionante, da avversario spero per pietà umana, lo tengano come segretario PD, che così ci liberiamo di ambedue, con un Referendum solo!

    Rispondi
  7. Alberto Lopez

    5 Dicembre 2016 alle 12:07

    Con riferimento alla nota conclusiva sul comportamento adottato da questo giornale. Ma vi pare normale che l’edizione fiorentina del Corriere della Sera di domenica 4 dicembre, giorno delle votazioni, abbia riservato spazio solo alle ragioni del Sì a partire dall’editoriale del direttore, per concludere con un intervento del consigliere comunale di Porcari, Daniele Marchetti, passando per quelli di Gasparotti e di Tirabassi?!

    Rispondi
  8. Silla Cellino

    5 Dicembre 2016 alle 11:32

    Io invece lo trovo comprensibile, ma solo perché è avvenuto e ciò che è reale è razionale [cit.]. Sul giusto ci farei molta tara e non dispero di trovarci prima o poi d’accordo su questo.

    Rispondi
  9. Marzio Siracusa

    5 Dicembre 2016 alle 11:22

    Non facciamoci troppe illusione. L’Italia è il paese dove Napolitano Giorgio nei primi mesi del 1957 a Budapest stava idealmente con i boia facchini che portarono la forca nella cella di Nagy per impiccarlo in privato, Eppure Napolitano Giorgio non sparì dalla vita politica come l’etica gli imponeva, ma dopo mezzo secolo diventò presidente della repubblica combinando quel che sappiamo nel 2011, L’Italia non è la Gran Bretagna che nel 1947 mandò a casa Churchill, che pure l’aveva salvata dall’invasione tedesca. No, in qualsiasi paese dopo una simile sconfitta politica l’abusivo di Palazzo Chigi senza sciogliersi in congedi alti e commoventi sparirebbe per sempre e da anonimo Cincinnato ritornerebbe ai suoi campi. Ma l’abusivo non ha mai lavorato come centinaia di politici, non ha campi a cui ritornare, quindi il suoi motto è ” Provaci ancora Sam! “. La sfrontatezza e la chiacchiera del piazzista non gli mancano, ora starà un po’ in ombra per riadeguare il copione, ma il succo sarà sempre lo stesso, con altra strategia e la recita dell’umiltà cattolica compagnona ce lo ritroveremo tra i piedi, simpatico col seguito di simpatici lecchini. E pensare che è solo un ragazzuccio viziato tra centinaia di raguzzucci viziati grazie al paese di bengodi messo su dal Monte dei Paschi. Non ci illudiamo!

    Rispondi
    • Paolo Francia

      5 Dicembre 2016 alle 12:46

      Illusioni no Marzio, ma almeno goditi qualche giorno i’eco dello schiaffone che questa gente si è presa, con la gioiosa e ricca macchina da guerra, mentre dall’altro lato ci si è dovuti arrangiare. Non ha capito l’abusivo, lo si capiva da quel drammone, sono talmente nel futuro che non hanno la capacità di comprensione del presente, della reale vita della gente.
      Ma ancora una volta, non è lui il problema, ma tutto l’apparato, ancora stamane editorialisti del cavolo al Corriere della Sera, ancora a parlare di una sua possibile rinascita, ecco, su quello hai ragione. Ma intanto sappi che non siamo ai tempi un po’ oscuri di botteghe oscure….siamo nell’era del tweet, sconfitti a Palazzo Chigi che ritornano, tocco’ solo a Prodi che fu disarcionato dopo poo e ci torno’ dopo 10 anni,
      Un bel ciaone a questi cialtroni e a coloro che continuano ad arrampicarsi sugli specchi per cercare di difenderli, Un ciaone alla Boschi, ai lacché, ai lecchini, ai servi!
      I servi, come ci hai insegnato, votano si.Hanno perso, ed almeno oggi è festa, domani è un altro giorno.Boschi & Verdini, sconfitti nei propri comuni di residenza e voto!
      E , per smentire ancora quel giullare, nessun crollo dei mercati, nessuno tsunami borsistico per il momento. Sbugiardato anche nelle previsioni del dopo, lui che di futuro vive, non ha previsto la tramvata. Sai perché? Perché a questa gente manca il decoro, l’umiltà, lp spessore umano, Non si puo’ scindere il Renzi pensiero dal suo essere fisico.

      Rispondi
      • Franco Guerrazzi

        7 Dicembre 2016 alle 15:09

        Questo non crollo dei mercati può far pensare !!!

        Rispondi
  10. Luigi

    5 Dicembre 2016 alle 09:18

    Chi troppo vuole, cade sovente, precipitevolissimevolmente!
    Renzi, ora costretto a vivere con lo stipendio della moglie, disoccupato e rottamato, prova l’effetto su se stesso.

    Rispondi
  11. Giampaolo

    5 Dicembre 2016 alle 08:51

    E’ triste pensare Nicola che, nonostante la batostam vi sono ancora persone arroganti che pensano che bisognava cambiare il POPOLO. Mi spiace e mi spiace anche per l’amico/compagno Silla che giustifica quella parolaccia che nessun capo di Governo può permettersi di dire, a meno che non sia un estremista, personaggio di cui in questo momento l’Italia e gl’Italiani non hanno bisogno.
    Adesso Bisogna riaggregare un popolo che deve ritrovare la giusta via per un vero PASSO AVANTI che non sia drogato da aiuti monetari fasulli, ma da intrapprendenza e volontà di contare.
    Spero che le reti televisive tengano conto di ciò e non continuino a propinarci ricette alimentari di dubbio gusto che certamente le famiglie non faranno mai. Siamo un popolo semplice. Una buona minestra di fagioli in veneto od una buona “chianina” in Toscana valgono molto più che le trasmissioni della Clerici.

    Rispondi
    • Silla Cellino

      5 Dicembre 2016 alle 11:55

      Caro Giampaolo,

      ho ammesso e condiviso che quella espressione fosse inelegante; invece ex post il livello dei commenti ne ha in qualche modo giustificato l’uso. E non mi soffermo sull’eleganza, fortunatamente di livello diverso, usata da Renzi nelle sue conclusioni di stanotte, sennò qualcuno mi dice che faccio il tifoso e invece il tifoso lo faccio moderatamente solo allo stadio e quando esco non ne parlo più.
      PS. Magari Fassina avrebbe detto coacervo e avrebbe avuto ragione perché non l’avrebbe capito nessuno.
      PS2. Concordo sui fagioli e non solo quelli veneti, ma la chianina, che adoro, è ancora troppo cara per un uso popolare. Al mento più opportuna una minestra di pane, magari ribollita, dove gli ingredienti si mescolano e si armonizzano, ma solo quelli più portati a stare bene insieme.

      Rispondi
      • Silla Cellino

        5 Dicembre 2016 alle 11:57

        naturalmente non era un mento, ma un momento :-)

        Rispondi
  12. Luciano Priori Friggi

    5 Dicembre 2016 alle 08:22

    Ha vinto il CNEL

    Rispondi
  13. Paolo Francia

    5 Dicembre 2016 alle 02:26

    Ma l’accozzaglia non è una cosa necessariamente negativa, il cacciucco alla livornese, per esempio, è un’accozzaglia di frutti di mare, molluschi, pesci vari, pane, pomodoro, olio, aglio ma è una eccellente accozzaglia.
    Ma non ha vinto l’accozzaglia, no, ha vinto la democrazia, ha vinto il buon senso, ha vinto le gente vera, quella che in massa si è spostata e ha cacciato via questo abusivo, che anche nel momento ultimo, continuava a inviare tweet con faccine, purtroppo è cosi, non ci puo’ fare nulla, è davvero senza speranze.
    Ma, ripeto, lo si capisce, lo si deduce, lo si evince solo sentendolo ragionare 2 minuti, quello che è inconcepibile è che in tanti ci siano cascati, facendo del Gian Babbeo abusivo di Rignano uno statista, alambiccandosi nel vedere in lui quello che non esiste!
    Quello è stato il problema fino ad oggi, non Renzi, Ma il renzismo, coloro che hanno seguito il pifferaio di turno.
    1000 giorni persi in Job act, quando il lavoro non c’é e quel che c’é è mal pagato, con pochissime tutele, la “buona scuola”, che buona non è, il Ponte sullo Stretto, le bufale, le panzane, il linguaggio volgare, inascoltabile, fuori dalla decenza! Solgan, propaganda e tanta arroganza, per questo sarà ricordato.
    Renzi ,un incubo finito prima dell’alba, ma ora basta con la presa per i fondelli del popolo, basta il voler trasformare un Gian Babbeo in statista, questo anche per i prossimi Gian Babbei, basta giochetti di palazzo.
    Renzi, se gliel’hanno mai recapitata, avrà ricevuto la mia lettera, quella che ho ricevuto lunedi 21 novembre nella cassetta delle lettere, in Francia , insieme all’altra con il kit elettorale, che mi indicava dandomi del tu, cosa avrei dovuto votare! Gliel’ho rispedita a mie spese, ci ho messo un bel naso lungo, quello di Pinocchio! Già , Pinocchio, le bugie hanno le gambe corte.
    La Costituzione, si potrà sempre migliorarla, ma non vederla cosi umiliata da cialtroni e incompetenti, è salva! L’abusivo torna a Pontassieve, forse imparerà a votare portandosi la prossima volta un documento di identità ? L’avrà imparato lo sbruffone?
    Il 4 dicembre, la vera nuova festa della Liberazione.

    Rispondi
  14. Silla Cellino

    5 Dicembre 2016 alle 01:42

    Sono sicuro, caro Nicola, che dopo aver visto e/o ascoltato i commenti di stanotte, converrai che accozzaglia era forse un termine poco elegante, ma sballato no. Ad meliora, sperando che ci siano.

    Rispondi
    • Nicola Cariglia

      5 Dicembre 2016 alle 10:21

      Caro Silla,

      Io concordo. Ma ti invito a riflettere su quanto sia pericoloso disegnare una Costituzione come un abito su misura di una ipotesi di governo. Ovviamente ho ripreso il termine accozzaglia come bonario sfotto ‘. Ma trovo giusto che al 60% abbiano contribuito forze eterogenere e milioni di cittadini sciolti.

      Rispondi

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