Dall’assemblea laica, liberale e socialista di Firenze è scaturita la decisione di dar vita ad una rete di circoli e movimenti per costruire nel Paese una nuova aggregazione politica, terza rispetto ai poli esistenti. Un processo difficile ma non impossibile visto lo scontento e l’indifferenza verso centro destra e centro sinistra. L’aggregazione, è stato sottolineato da più parti, va fatta ancorandola a proposte politiche concrete. Sarà poi la somma di queste proposte e battaglie a decidere la collocazione della “rete” al momento del voto. Oltre al metodo, l’assemblea ha anche messo a punto alcuni contenuti il primo dei quali è il superamento della legge elettorale attuale, non tanto per la sua proporzionalità, ritenuta importante per la riuscita del progetto, quanto per l’assenza, nella legge, del voto di preferenza. La scelta non è stata casuale. La mancanza della preferenze non solo è sbagliata da un punto di vista democratico perché impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti ma permette alle forze politiche attuali di perpetuare se stesse nella forma e nei contenuti che conosciamo. In altri termini visto che l’elezione di deputati e senatori è diretta conseguenza della posizione occupata nella lista e dato che questa dipende esclusivamente da una ristretta minoranza di persone, è ovvio che saranno collocate nelle posizioni migliori e quindi saranno elette solo quelle persone che sono in sintonia con chi, oggi, rappresenta la forza politica A o B. Un modo più che sicuro per cristallizzare un quadro politico e impedire un qualsiasi, sia pur minimo, ricambio. Nessun dubbio dunque che questa deve essere la prima battaglia. Va solo messo a punto come procedere. Lo strumento principe è il referendum abrogativo, il che postula la raccolta di almeno 500 mila firme tutte autenticate. Partiamo da due dati di fatto: 1) i nostri circoli da soli non possono riuscire, nel tempo prescritto per la raccolta, a centrare l’obiettivo 2) il ripristino della preferenza è un’istanza che viene portata avanti da partiti i più diversi, da settori delle singole forze politiche e da associazioni le più varie. La prima cosa da fare allora è che, in ogni comune, ovviamente dove sono presenti, i nostri circoli si diano da fare per creare dei “comitati per la preferenza” ai quali far partecipare tutti coloro che, singoli, associazioni o partiti, condividono il progetto. Si deve assolutamente evitare la tentazione di portare avanti questa battaglia in prima persona. Sarebbe il modo migliore per allontanare tutti gli altri. Una volta che il comitato è stato creato a livello comunale bisogna prendere contatto con i comitati esistenti nella stessa provincia e vedere insieme agli altri di arrivare a coprire i comuni eventualmente scoperti. Fatta questa operazione, e sempre a livello provinciale, va fatto un censimento degli organi di informazione, in primis, quotidiani, radio e tv, ma anche se non soprattutto siti internet, che possono o appoggiare la battaglia o essere disponibili ad ospitare comunicati e prese di posizione. Poi a livello regionale va istituito un coordinamento molto agile fra tutti i comitati provinciali. La base delle iniziative e dell’azione politica deve comunque restare sempre il “comitato per la preferenza” comunale. Grosso modo questo lavoro potrebbe occupare il tempo da ora alla fine di settembre. Il mese di ottobre dovrebbe essere speso per dar vita al coordinamento nazionale. E la campagna di raccolta, utilizzando tutti gli strumenti comunicativi nel frattempo individuati, potrebbe partire a novembre. Questa è solo una proposta per iniziare il confronto e passare dalle parole ai fatti. Internet resta lo strumento migliore per dialogare. Può essere utilizzato anche per individuare tutti i siti che possono partecipare alla battaglia. Diamoci sotto. I poli che conosciamo sono solo delle tigri di carta.
Referendum abrogativo della legge elettorale: è l’arma per smontare questo centro destra e questo centro sinistra. Decidiamo insieme come usarla.
Dopo l’assemblea è scaturita di dar vita ad una aggregazione di circoli e movimenti, ancorata a proposte politiche concrete. Una delle priorità è l’abrograzione della legge elettorale ed il ripristino del voto di preferenze

Io credo che l’iniziativa per il ripristino delle preferenze sia davvero lodevole perchè ridà finalmente ai cittadini la possibilità di incidere nella scelta dei propri rappresentanti in Parlamento. Per me la battaglia dovrebbe essere però sulla modifica della legge elettorale stessa: essendo un’impresa troppo ardua chiedere che venga tolto il premio di maggioranza,il quale di fatto crea un sistema più maggioritario che proporzionale, io ritengo che sarebbe necessario modificare le soglie di sbarramento e la ripartizione su base regionale dei seggi al Senato. Questa legge,creata per impedire che nascesse un terzo polo alternativo a CdL e Unione, infatti non dà a tutti la stessa possibilità di accesso al Parlamento e perciò oltre all’abolizione delle liste bloccate bisognerebbe inserire una soglia di sbarramento uguale per tutti i partiti(sia per chi faccia parte di una coalizione sia chi si presenti per conto suo) al 4% su base nazionale sia alla Camera che al Senato. In questo modo non esisterebbe più il ricatto dei micropartiti, si formerebbero coalizioni più omogenee e partiti più omogenei e finalmente andrebbe in Parlamento soltanto chi gode davvero di un consenso popolare e non chi fa parte di corti dei vari sovrani che governano la politica italiana di questi anni.