I classici affrontano problematiche senza tempo e quindi sempre attuali. Questo avviene in modo particolarmente significativo in Shakespeare.
Re Lear al Teatro della Pergola di Firenze in prima nazionale dal 10 al 19 gennaio In una produzione della Compagnia Mauri Sturno e della Fondazione Teatro della Toscana e che è parte del progetto Il Teatro? #BellaStoria! – Stagione 4 affronta appunto questioni e problematiche che sono di ogni epoca a cominciare da quelle del potere e dai conflitti intergenerazionali.
Glauco Mauri che impersona per la terza volta Re Lear ( dopo averlo fatto nel 1984 e il secondo nel 1999) ha parlato della difficile impresa d’interpretare questo personaggio che è “un sublime crogiolo d’umanità” accompagnato però dalla convinzione che “ per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino”
Spero – conclude Glauco Mauri – che quel luogo magico che è il palcoscenico possa venire in soccorso ai nostri limiti. Cosa c’è di più poeticamente coerente di un palcoscenico per raccontare la vita? E nel Re Lear è la vita stessa che per raccontarsi ha bisogno di farsi teatro.
E Andrea Baracco regista di questa edizione sottolinea che re Lear “è una delle tragedie più nere e per certi versi enigmatiche tra quelle di William Shakespeare “ ma che sotto quel nero sembra splendere qualcosa di incredibilmente luminoso e proprio questa luce sepolta dall’ombra la rende così affascinante”.
Re Lear :tragedia sui conflitti familiari ma soprattutto tragedia del potere
Osserva infatti, a questo proposito Andrea Baracco “Padri indegni che hanno generato figli inetti, le madri assenti, estromesse dal dramma, parafrasando Amleto, qui la fragilità è tutta e solo maschile. Nessuno dei personaggi è in grado di regnare, di assumersi l’onere del potere, nessuno sembra avere la statura adatta, nessuna testa ha la dimensione giusta per la corona, chi per eccesso, vedi Lear, chi per difetto vedi tutti gli altri. Solo giganti o nani in questo universo dipinto da Shakespeare”.
Il regista ha aggiunto, inoltre, che i tormenti di Lear, di Gloucester (interpretato da Roberto Sturno ndr ) i turbamenti di Edgar, i desideri di Edmund, i tremori e i terrori delle tre figlie del Re, Cordelia, Goneril e Regan, attraggono da sempre perché la complessità e in alcuni casi la violenza che produce il conflitto generazionale è per forza di cose universale”.
Insieme a Glauco Mauri e a Roberto Sturno gli attori (in ordine alfabetico) Dario Cantarelli, Enzo Curcurù, Linda Gennari, Paolo Lorimer, Francesco Martucci, Laurence Mazzoni, Francesco Sferrazza Papa, Aurora Peres, Emilia Scarpati Fanetti, Aleph Viola
La traduzione è di Letizia Russo, la riduzione e adattamento Andrea Baracco e Glauco Mauri scene e costumi Marta Crisolini Malatesta, musiche Giacomo Vezzani, Riccardo Vanja luci Umile Vainieri, video Luca Brinchi, Daniele Spanò.
Gabriele Parenti

Lascia un commento