“Egli rappresenta ed impersona l’unità e la continuità nazionale, la forza permanente dello Stato al di sopra delle mutevoli maggioranze. E’ il grande consigliere, il magistrato di persuasione e di influenza, il coordinatore di attività, il capo spirituale, più ancora che temporale, della repubblica”. Così Meuccio Ruini definiva il capo dello Stato nella sua relazione sul progetto di Costituzione presentata alla presidenza dell’Assemblea costituente il 6 febbraio 1947. Perciò nessuno ha più titoli di Giorgio Napolitano per assicurare i suoi concittadini che mai verrà meno “la volontà di prevenire e colpire infiltrazioni criminali e pratiche corruttive nella vita politica e amministrativa”. Bene, bravo, verrebbe da dire. Sennonché l’inquilino del Colle approfitta dell’occasione per denunciare altresì il “dilagare dell’antipolitica, in una costante delegittimazione delle istituzioni”. E, già che c’era, Napolitano dichiara che l’antipolitica è una patologia eversiva. Dimentica però che l’antipolitica non è altro che il frutto della malapolitica, di una partitocrazia talmente marcia da non riconoscere i gaglioffi che vi hanno nidificato. Oggi come oggi, piaccia o no, la politica, questa politica d’accatto, non può vestire i panni del medico. Per il semplice fatto che essa è la malattia.
Re Giorgio e i nemici della democrazia
Pubblicato in : Tre palle un soldo (dell’immaginifico prof. Paolo Armaroli)
Info Paolo Armaroli
Già professore ordinario di Diritto pubblico comparato e docente di Diritto parlamentare nell’Università di Genova, è stato deputato al Parlamento dal 1996 al 2001 e ha pronunciato più di mille discorsi. Ha pubblicato tra l’altro libri sul presidente della Repubblica, sulla governabilità, sulla grazia a Sofri, un vero intrigo costituzionale, e sullo strano caso di Fini e il suo doppio. Negli ultimi quarant’anni ha scritto quattromila articoli sui più importanti giornali nazionali: Il Tempo, il Giornale, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Nazione, Libero, La Voce, Il Secolo XIX. Collabora al “Corriere fiorentino”, supplemento quotidiano del Corriere della Sera.

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