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Re Giorgio come il vecchio Seneca

di Giuseppe Ferone | 7 Maggio 2012

“Napolitano: la politica va difesa”. Proprio lui, Re Giorgio, il politico che ha ucciso la politica.

Lo conoscete il detto “Predica bene e razzola male?” bè è famosissimo. Lo si è usato, in passato, in numerosissime situazioni per definire l’operato di persone di spicco che parlavano come dei grandi oratori nelle piazze pubbliche, per fare poi, nella loro vita privata, tutto il contrario di ciò che affermavano. E’ stato il caso di Seneca, grande filosofo stoico romano, il quale predicava la povertà e il disprezzo per il denaro e le cose materiali ed era invece un noto nababbo. Ora, accostare la figura del nostro attuale Presidente della Repubblica alla figura del noto filosofo romano è cosa che darebbe assai fastidio a Seneca e sicuramente lo farà rigirare dentro la sua tomba. Ma non è colpa di chi scrive se proprio un virgolettato dell’Ansa diceva “Napolitano: la politica va difesa”. Proprio lui, Re Giorgio, il politico che ha ucciso la politica, il comunista che ha donato l’Italia al banchiere Goldman Sachs, proprio lui, se ne esce con queste massime. Che dire. Proprio quel Napolitano che nonostante avessimo nella nostra Costituzione la forma istituzionale della repubblica parlamentare si è comportato da perfetto capo dello Stato in stile americano investendo della carica di presidente del consiglio una persona designata da egli stesso e non dal popolo. Ed ora dichiara caparbio alla stampa “La politica va difesa”?? proseguendo poi la sua asserzione “occorre impegnarsi perché dove si è creato del marcio venga estirpato, perché i partiti ritrovino slancio ideale, tensione morale, capacità nuova di proposta e di governo”. Non ho parole. Il Kapo dello Stato ha poi precisato: “Ci si fermi a ricordare ed a riflettere prima di scagliarsi contro la politica, non si cada nella demagogia”. Mi preme far sapere al Presidente che purtroppo la demagogia, per quanto negativa essa sia, al giorno d’oggi non rappresenta affatto un pericolo. Non solo, infatti, il popolo è stato letteralmente ed istituzionalmente ucciso con questo governo tecnico, ma lo si sta continuando a tartassare ogni giorno con sempre più pesanti schiaffoni. Quale demagogia potrebbe riuscire a prendere il potere in questa situazione? la più sanguinosa delle guerriglie sarebbe democraticamente più legittima dell’attuale governo. Non c’è, dunque, pericolo di demagogia e populismo al giorno d’oggi. Assolutamente. E si calmi anche Beppe Grillo, dunque, che immediatamente un secondo dopo le dichiarazioni di Re Giorgio ha rilasciato un comunicato stampa affermando “Non sono un populista”. Tranquillo Beppe, in un mondo dove il presidente Napolitano dice che la politica deve essere difesa tu non sei affatto un populista, ma il migliore degli statisti. Peccato che, tale mondo, non è affatto un mondo delle favole dove accade tutto il contrario di tutto, ma si dia il caso che sia il mondo reale in cui viviamo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Ferone

Giornalista pubblicista, ha collaborato per due anni con l’Avanti!, quotidiano socialista. Attualmente scrive per diverse testate nazionali e locali come Rinascita, Il Punto e Ottavonews. Ventitreenne, è studente di giurisprudenza a Roma presso l’Università Tor Vergata, dove è anche stato eletto nel 2012 Consigliere di Dipartimento. Da sempre socialista, contro ogni totalitarismo, sia esso comunista, fascista o di qualsiasi altro colore, compreso il totalitarismo dei magistrati, i quali, secondo lui, rappresentano la vera dittatura presente oggi in Italia. Per questo è assolutamente convinto della necessarietà, in Italia, di una riforma della Giustizia.

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