Il 16 agosto scorso il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci ha interrotto un concerto salendo sul palco e dicendo ai presenti che se non rispettavano le norme di sicurezza previste per le manifestazioni all’aperto il concerto sarebbe stato annullato. Dopo qualche mugugno il pubblico è ritornato ai posti che erano stati assegnati rispettando la distanza di sicurezza e il concerto ha potuto riprendere.
Negli stessi giorni, in una zona non molto lontana, nel Viterbese, migliaia di persone hanno occupato una proprietà privata organizzando un cosiddetto rave party che è andato avanti per giorni in un clima di totale illegalità, dove lo spaccio e il consumo della droga sono stati solo un aspetto di questo raduno, senza che nessuna autorità pubblica sentisse il dovere di intervenire. Solo dopo che questo spettacolo è andato avanti per quasi una settimana, quando la notizia della situazione si era diffusa a livello nazionale, c’è stato un blando intervento delle forze di sicurezza che hanno invitato i partecipanti a lasciare il luogo che avevano occupato.
Sono due episodi che è opportuno mettere a confronto perché sono paradigmatici di due opposte concezioni di intendere il controllo del territorio e al tempo stesso consentono di misurarci con ciò che si intende per esigenza di libertà.
Il controllo del territorio è diventato in Italia qualcosa di molto fragile, dipendente, più che dalle leggi, dalla buona (o dalla cattiva) volontà di chi intende (o non intende) rispettarle. In realtà tra controllo del territorio ed esercizio della libertà c’è un rapporto molto stretto, un rapporto che non è di opposizione, come alcuni ritengono, ma al contrario di complementarità. Se io non posso muovermi nel territorio in sicurezza la libertà diventa solo un concetto astratto, qualcosa che è in balia del caso o dell’arbitrio di chiunque. Un eccesso di controllo e soprattutto il suo esercizio arbitrario mettono a rischio la libertà; ma la libertà è a rischio se non sono garantite le condizioni per esercitarla e questo avviene quando su un territorio non viene garantita la legalità. Giustamente l’opinione pubblica è preoccupata se ci sono aree del Paese nelle quali l’esercizio della legalità è messo in pericolo dalla criminalità organizzata; ma non sono meno pericolose le tante piccole (o meno piccole) violazioni della legalità che vengono compiute ogni giorno, senza che ci sia un intervento che valga a contenerle e a sanzionare.
Valentino Baldacci (www.vocerepubblicana.it)

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