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“Ragazzi, giovani, adulti e Vecchioni

Tu da navigante esperto della vita “hai saputo parlare con il cielo” e hai parlato con noi e ci hai fatto parlare, rendendoci naviganti, con il cielo.

di Mario Rigli | 26 Marzo 2018

E ci hai fatto conoscere un poeta “che sposta i fiumi con il pensiero” Roberto. Si, perché quel poeta noi l’avevamo davanti ieri sera, a qualche metro di distanza. E per essere lì, vicini a te, abbiamo aspettato due ore l’inizio del tuo concerto, che è stato molto di più di un concerto. Due ore seduti e senza alzarsi perché le sedie a disposizione erano poche decine per le oltre duemila persone venute ad ascoltarti. Ed io non ho più l’età, ho solo qualche anno meno di te, per assistere ad un concerto in piedi, anche se era il tuo concerto.

E da dove abito, in questo mio scorcio di vita, sono partito prestissimo, ho mangiato prestissimo e alle otto ero già seduto a pochi metri da dove saresti apparso due ore dopo. E ne è valsa veramente la pena. Tu da navigante esperto della vita “hai saputo parlare con il cielo” e hai parlato con noi e ci hai fatto parlare, rendendoci naviganti, con il cielo. E ci hai detto e cantato “parole rosse come il sangue, nere come la notte” ma anche limpide e chiare come la notte di ieri sera, stranamente bella e dolce, tiepida e luminosa, in questo nostro frangente temporale valdarnese di pioggia ininterrotta.

E veramente hai spostato in nostri fiumi interni, i torrenti nostri di dentro, i nostri ruscelli che ieri sera, per merito tuo, sono diventati davvero affluenti leggeri dei nostri laghi del cuore, dei nostri mari dell’anima.

Tu ci hai aperto anse e coste, arene di sabbia e scogli a picco sul mare, tu ci hai fatto esplorare dirupi nostri e sconosciuti o almeno soltanto percepiti.

Del resto questo fa un poeta. Un poeta parla per sé, ma parla agli altri, dice degli altri, di coloro che ascoltano i suoi versi e le sue melodie.

E tu ci hai donato una grande serata, tu hai parlato dei tuoi figli, delle tue nipoti, delle tue amicizie, dei tuoi amori, della tua spiritualità. Tu ci hai parlato dell’uomo, della vita, dell’esistenza. Tu ci hai parlato di amore, di amicizia, di vita, di Dio. Tu ci hai parlato di tutto e lo hai fatto con le tue canzoni che amiamo.

Ma non hai solo cantato, hai parlato e parlato molto, Fra una canzone ed un’altra tu ci hai parlato come ad una cena di amici, tu ci hai parlato con abbracci e lo hai detto anche tu. Tu ci hai abbracciato, ci hai ringraziato, ci hai sentiti. Hai sentito la piazza che era dentro le tue canzoni e le tue note.

E non hai solo cantato, fra una canzone e l’altra hai parlato con noi, hai parlato di tutto con noi.

E la tua saggezza di settantenne, hai qualche anno in più dei settanta, ci ha pervaso. Ci hai inondato della tua saggezza. E alla tua età, qualche anno più dei settanta, sei ancora ragazzo, ma ragazzo saggio. Si , alla tua età si fanno bilanci, io lo so per esperienza che ho solo pochi anni meno dei settanta. Il tuo bilancio deve essere esaltante, come artista e come uomo. Tu hai dato molto di te, sempre e lo dai anche ora, anche ora pianti olivi anche se sai che non li vedrai mai fiorire.

E la commozione più forte, anzi solo una fra le più forti, è stata quando hai parlato anzi hai cantato delle tue nipotine. Ma non hai solo parlato di loro, ma del grande tema dei diritti civili. E tu lo hai risolto in scioltezza, parlando delle tue nipotine che hanno due mamme una delle quali è tua figlia.

Milano mia portami via, fa tanto freddo,

ho schifo e non ne posso più,

facciamo un cambio prenditi pure

quel po’ di soldi quel po’ di celebrità

ma dammi indietro la mia seicento,

i miei vent’anni e una ragazza che tu sai

Milano scusa stavo scherzando,

luci a San Siro non ne accenderanno più.

Si sono accese Roberto, tu le tue luci dell’anima, le hai accese questa sera nel mio paese . Tu sei stato due giorni nella nostra terra in una tabaccaia isolata. Forse ti sarai sorpreso di quell’agriturismo dai cento comignoli, ma lì un tempo si essiccava il tabacco ed i comignoli erano necessari. E sono convinto che in quell’agriturismo tu hai respirato un po’ della nostra terra e dell’anima del Valdarno, che è una grande anima.

Spero che tu abbia preso almeno un po’ di quel tanto che ci hai dato. E grazie ancora, grazie anche per quella ultima tua canzone, quella “Samarcanda” che parla della morte e del destino e ne parla in maniera leggera, e tu come un novello “Jeansenista” aspetti gli eventi, anzi non li aspetti ma cerchi di spronare il tuo cavallo per determinarli gli eventi e mentre cavalchi a spron battuto pianti olivi che non vedrai mai fiorire.”

Mario Rigli

 

 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, canzone, disposizione, giovani, mare, merito, milano, persone, soldi

Info Mario Rigli

Nato a Terranuova Bracciolini il 7-7-49. Si è occupato di poesia e narrativa da sempre. Ha partecipato, con importanti riconoscimenti, a numerosi premi letterari nazionali e internazionali. Nel corso del 1985 ha pubblicato il volume di racconti “Laurine” presso l’Editore “La Ginestra” di Firenze, ha ottenuto la targa di rappresentanza alla decima edizione del Premio Casentino, il Primo Premio Assoluto al “Cardo d’Argento”, il 1° assoluto a Concorso Internazionale “Natale di Pace” a Roma. Per il complesso della sua attività gli è stato conferito il riconoscimento “Gli Etruschi” a Roma. Nel 1986 ha conseguito il Premio Speciale “Trofeo delle Nazioni” a Roma, il 2° ex-aequo per la poesia al concorso “Federico Garcia Lorca” , il 6° premio per la narrativa alla XVI edizione del premio “San Valentino” di Terni, il Trofeo di Rappresentanza alla undicesima edizione del “Casentino”, il 5° ex-aequo per la poesia al premio “Città di Cava”: Nello stesso anno gli è stato conferito il riconoscimento “I Protagonisti”. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta poetica “Immaginato nettare” con l’editore carta verde e nel 1998 la raccolta poetica “A ticket to hell” a due mani con il figlio Filippo sempre per l’editore Carta Verde. Suoi lavori recenti sono “Schegge di Luna” pubblicato in arabo nel 2013 ad Amman in Giordania traduzione e prefazione del poeta e traduttore Nizar Sartawi. Una pubblicazione a Mombay sempre nel 2013 in lingua hindi da parte della poetessa e traduttrice Vijaya Kandpal. La traduzione e la prefazione per il poeta arabo candidato al nobel per la poesia Munir Mezyed del volume “Le uve della vigna del cielo” pubblicato in Italia da Albatros nel 2011. Ha partecipato come unico autore italiano alla antologia poetica internazionale “The second genesis” pubblicata a Waipur India. Nel 2014 è stato coautore del libro “Intelligenze per la pace” insieme a Gianmario Lucini per le edizioni CFR. Nel 2014 ha scritto la prefazione e illustrato il libro “Le luci del Pratomagno di Ulisse Giovannuzzi. Nel 2015 ha scritto la postfazione del volume : “Storia di una mattonella di graniglia” di Fernando Poccetti. Nel 2016 ha tradotto in Italiano e ha fatto la prefazione per il volume “The birth of a poet” del poeta libanese Mohammad Ikbal Harb edito da Inner Child Press (Usa) e ha partecipato con sue poesie alle antologie internazionali “Morocco” e “Aleppo” sempre edite da Inner Child. Nel 2017 si è tenuta una sua retrospettiva nella sala del Consiglio Comunale di Terranuova Bracciolini, di pittura, scultura, poesia, narrativa e musica di quarant’anni del suo lavoro. Nel novembre del 2017, come paroliere è uscito il suo CD “Poesie in Musica” musicato, arrangiato e cantato da Fabio Martoglio. Le sue poesie sono tradotte in inglese, francese, spagnolo, portoghese, macedone, russo, arabo, hindi, pagasinian, tedesco . Suoi racconti e poesie sono presenti in antologie e riviste. Come pittore e scultore ha partecipato a moltre mostre regionali e nazionali.

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