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Radici cattoliche del libero mercato

di Paolo Marini | 13 Aprile 2014

Questa storia inizia in un certo senso con Tommaso D’Aquino, se è vero che “alcuni autori della prima scolastica avevano condannato coloro che possedevano ricchezze. San Tommaso e i tardoscolastici rifiutarono questa condanna.

cristiani_per_la_libert+áL’opera non è fresca di stampa ma merita di essere rispolverata/riscoperta laddove e ogni volta che qualcuno affermi con sicumera l’inconciliabilità tra teoria liberale e cultura cristiana (e più specificamente cattolica): “Cristiani per la libertà” dell’argentino Alessandro Chafuen (Liberilibri), con introduzione di Dario Antiseri (per il quale il libro si rivolge proprio a quel ‘qualcuno’) e prologo di Michael Novak (secondo cui esso apre ad una revisione di tesi da lungo tempo accettate), mostra quanto le idee economiche dei tardoscolastici abbiano influenzato i fisiocratici, autori liberali classici come Ferguson e Smith e verosimilmente i maestri della grande Scuola austriaca. Qualcosa che potrà dispiacere ad alcuni frequentatori delle ‘opposte’ sponde ma che non deve in realtà sorprendere, perché la storia del pensiero è ricca di intrecci che legano tra loro uomini vissuti in epoche e contesti anche diversissimi. Un equilibrio di fondo – tipico di chi tratta la materia, appunto, da studioso, senza volerla ingaggiare a fini altri ed ulteriori – porta d’altronde l’autore ad affermare l’impossibilità di sostenere che “tutti gli scritti tardoscolastici favorissero il libero mercato”.

Questa storia inizia in un certo senso con Tommaso D’Aquino, se è vero che “alcuni autori della prima scolastica avevano sostenuto che i beni avrebbero dovuto essere di proprietà comune, e avevano condannato coloro che possedevano ricchezze. San Tommaso e i tardoscolastici rifiutarono questa condanna, e impiegarono argomentazioni bibliche e l’analisi dell’azione umana per dimostrare le loro idee”. Ma chi furono i tardoscolatici? Si tratta di uomini di fede e di pensiero che operarono all’incirca tra il 1350 e il 1500; i loro nomi, tra gli altri, sono quelli dei domenicani Francisco de Vitoria e Domingo de Soto, dei francescani Juan de Medina, Luis de Alcalà e Henrique de Villalobos, dell’agostiniano Miguel Salón e – dopo la fondazione della Compagnia di Gesù (1540) – dei gesuiti Luis de Molina, Juan de Mariana, Francisco Suárez e Antonio de Escobar y Mendoza. Lo sviluppo del testo è convenientemente ordinato per argomenti, cosicché si propongono le loro tesi/opinioni su proprietà privata, finanza pubblica, teoria della moneta, commercio, valore e prezzo, giustizia distributiva, salari e profitti, interesse e attività bancaria.

Nelle conclusioni, molto opportunamente, l’autore lancia un grido di allarme: “Se le analisi dei tardoscolastici sono esatte – afferma -, la nostra civiltà è in pericolo”. I nemici di una società libera pretendono una limitazione severa dell’uso della proprietà privata – dimenticando che essa si radica nella libertà umana; ottengono, per conseguenza, la trasformazione di terre produttive in aree incolte, della cooperazione in conflitto sociale, di individui liberi in sudditi o schiavi (ancorché – aggiungiamo noi – spesso inconsapevoli). Le tenebre incombenti aumentano, tuttavia, anche la consapevolezza della luce; così, “in molte regioni del mondo, gli amanti della libertà stanno togliendo i vessilli della morale da mani immeritevoli”. A tutti costoro servirà – e non poco – la conoscenza e la capacità di rinverdire, se possibile anche con elaborazioni nuove, il vino vecchio ma nobile di questa formidabile schiatta di pensatori.

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

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