
La discussione va aperta. Alla vigilia del Congresso di Radicali Italiani, che si terrà a Chianciano dal 29 ottobre al 1 novembre, con tutto quello che sta accadendo sul piano politico, con la crisi in corso, con la partitocrazia unita contro l’alternativa rappresentata dai Radicali, con l’attivismo militante della consueta disinformazione mass-mediatica del Regime, con tutto questo e molto altro ancora, il dibattito interno ai Radicali acquista un’importanza centrale. Infatti, ora che la fotografia del Potere dominante è stata scattata e denunciata con l’analisi sulla “Pesta Italiana”, ora che la denuncia del malcostume e della degenerazione tuttora in corso è stata scritta e ribadita, ora abbiamo l’urgenza di accompagnare questa nostra analisi con una chiara proposta politica, con una soluzione propositiva, per dare una risposta politica e una prospettiva diversa da quella offerta dal Potere unico e trasversale agli schieramenti in campo. Insomma, come ho più volte detto e ribadito in questi ultimi due anni: io credo si debba lanciare con più forza e vigore una costituente Liberale. Ci vuole un “altro” campo! Ritengo che sia necessario costruire un campo “altro” rispetto a quello dell’anti-politica, sia essa di centro, di destra o di sinistra. C’è da costruire un’alternativa liberale e democratica all’odierna e vecchia “democrazia reale”. C’è da coltivare un terreno aperto, capace di dialogare con i cittadini, gli elettori, gli indecisi, i delusi, i disgustati, gli amareggiati, gli ultimi, i disillusi, bisogna parlare con tutti, a 360°, per realizzare l’alternativa al mono-polo della partitocrazia, cioè l’alternativa a quello che Marco Pannella definisce “monopartitismo imperfetto”. A questo punto, abbiamo la responsabilità di dare una prospettiva “altra” in alternativa a questa nostra lettura politica sulla “Peste Italiana”, così da indicare una via di uscita possibile. Perché abbiamo la responsabilità di costruire la traiettoria politica liberal-democratica e libertaria e riformatrice che ci porti al cambiamento dei costumi attraverso la proposta di un modello diverso, cioè attraverso l’individuazione e la costruzione di un “altro” campo, di un campo “altro”: mi riferisco al campo della Politica, conla P maiuscola, in alternativa a quello dell’anti-politica del Potere fine a se stesso. E questo campo “altro” deve essere quello dei Federalisti europei, per gli Stati Uniti d’Europa. Ma chi meglio di noi Radicali può candidarsi, oggi più di ieri, ad assumersi questa responsabilità di Governo del Paese affinché l’Italia ritrovi autorevolezza in Europa. E’ tutta la nostra storia che ce lo dice, che lo urla! Certo, c’è bisogno di personalità politiche che abbiano questo profilo europeo. Ma quante sono le personalità che, qui in Italia, possono rappresentare un riferimento credibile e affidabile per l’Europa? Personalità di questo tipo, con le giuste qualità e capacità, ve ne sono poche, pochissime, se ne contano sulle dita di una sola mano. Una di queste personalità è senz’altro Emma Bonino. Ma Emma ha un vantaggio rispetto a tutti gli altri: Emma ha anche un partito, un movimento che sostiene con lei questa battaglia per l’Europa.

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