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Qui si rischia depressione collettiva

di Carla Ceretelli | 21 Settembre 2015
Sindrome palese di bipolarismo politico/istituzionale
Ma ancora c’è chi lo nega e sta sull’albero a cantare litanie buddiste. Ooohhmmm.
Fra i germanofobi e germanofili c’è, di sicuro,  l’errore della germania, prima e dopo. Strano, si diceva che i bipolari siamo noi..
 l’Italia e l’Ungheria ne usciranno male, usate come campi profughi da dove la Germania deciderà chi, come e quando accogliere, con tutte le drammatiche conseguenze. Dio ce la mandi buona. Ma la seconda ha già preso, giusto o non giusto, provvedimenti. E i cavalli di frisia si stanno arrotolando vieppiù.
Dopo  la sospensione unilaterale di Schenghen, la  scelta tedesca è  un errore allucinante
Non si distingue il luogo dove distinguere profughi da migranti economici,  la stampa  è nel caos.  Niente ordo ab chao, purtroppo.
Controllo dell frontiere, senza bontà o cattiveria. Buonisti e cattivisti non usano più. Qui siamo al si salvi chi può.
Ma il Presidente, quello della repubblica dico, l’hanno ibernato? Nessuno ama  chi invade il campo  ma questo non gioca proprio.. apparentemente almeno.
Intanto assistiamo a un sondaggio che dice che il 33% delle persone crede allo studio, un altro 33% non ci crede, e poi ci sono un 33% di indecisi.
Da uno studio risulta infatti  che per ogni esperto che dice una cosa c’è un altro esperto che dice il contrario di quella cosa. In pratica, basarsi sul giudizio degli esperti dà la stessa percentuale di possibilità che tirando a sorte.
Questo studio è stato portato avanti da un’equipe di esperti. Ma c’è un’altra equipe di esperti che dice che non è vero.
In un’intervista a Repubblica fa sapere di non averla presa bene: “I parlamentari del Pd che hanno votato così dovranno risponderne alla propria coscienza. È una scelta grave, perchè è un caso di razzismo”. Kyenge sottolinea di provare “amarezza” verso il Pd. «Non polemizzo, ma una domanda a quelli del mio partito che hanno votato così voglio rivolgerla: si sono interrogati sul serio sull’effetto che avrà questo voto, da domani? Con che coraggio potremo trasmettere il valore di custodi dei diritti ai giovani?”. Wow… ma questa chi si crede di essere perbacco!
Qualcuno malignamente ha insinuato che possa esservi stato un ricatto al Pd da parte di Calderoli, che avrebbe promesso di non intralciare le riforme se salvato? Come se la politica potesse essere una continua merce di scambio.  Kyenge stavolta  non si sbilancia, erremosciando che tutto ciò  riguarda la responsabilità personale dei   senatori.  E sottolinea con il suo strascicato francesismo che non tocca a lei indagare.  Già questo termine fa riflettere sul delirio di onnipotenza di questa donna. Infatti  sottolinea magna cum supponentia,  che entrando nelle istituzioni, si fa giuramento di adempiere in trasparenza ai propri compiti. Quindi soggiunge che parecchi non sono al loro posto. Ma lei si naturalmente. Donna senza macchia e senza  paura. oddio, qualche macchiolina l’avrebbe, ma non si può dire che si rischia di essere nominati razzisti.  E chi ha  votato così, considerando   un’attenuante il fatto che il leghista  si sia scusato, forse ha sbagliato davvero posto. Se la suona e se la canta. Fa il ministro il presidente del consiglio e della repubblica .. ma lei se lo può permettere,  e chi la tocca…
Pronta dunque  a lasciare il Pd per le frasi di Calderoli e la mancata autorizzazione a procedere avallata anche dal suo partito. E poi, prolissa com’è sottintende che dipenderà dal comportamento dei prossimi giorni e ,  precisa, con gli occhioni spalancati e il muso duro,  di non aver querelato Calderoli perché “per il reato di  istigazione all’odio razziale, si procede d’ufficio. Sulla diffamazione, invece, è necessaria la querela”. Ecco, ora che ci siamo ben acculturati su tutto ciò stanotte dormiremo tranquilli.
Intanto  arriva la ciliegina sulla torta, con buona pace di Kiengè e Boldrini in prima linea. Che arricchirà culturalmente e geneticamente la vecchia e scalcinata Europa.   Uno tsunami di sei milioni di profughi pronti, dai primi mesi del 2016, ad invadere l’UE. Ma ancora c’è chi lo nega e sta sull’albero a cantare litanie buddiste. Ooohhmmm. E lo Sceicco Muhammad Ayed, figura di spicco tra gli islamici, ha tenuto il discorso alla moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme, nel quale ha esortato i musulmani “ad avere figli con le occidentali in modo da poter travolgerli sotto i loro piedi, ad Allah piacendo”. Del resto già da tempo c’erano state minacce che parevano solo tali all’epoca. Diceva senza mezzi termini il Presidente algerino Houari Boumedienne, in un discorso all’Onu nel lontano 1974: “Un giorno, milioni di uomini dell’emisfero meridionale, andranno nell’emisfero settentrionale. E non ci andranno come amici. Perchè ci andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I ventri delle nostre donne, ci daranno la vittoria”. Pochi anni dopo, gli faceva eco Mu’ammar Gheddafi, presidente della Libia: “Ci sono segni che Allah concede la vittoria dell’Islam in Europa senza spade, senza armi, senza conquista. L’Europa si trasformerà in un continente musulmano in pochi decenni”. Qualcun altro disse: grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo.
C’è chi parla   di nostre  o vostre donne, ma i babbi saranno islamici e le donne considerate contenitori di embrioni.
Nota a margine
19 settembre – Esiste un rischio ”gigantesco” che la crisi dei migranti segni la fine del progetto europeo: e’ l’avvertimento lanciato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’intervista al quotidiano austriaco Der Standard. ”La crisi e le tensioni sono molto piu’ veloci della risposta europea”, ha osservato Gentiloni rispondendo a una domanda a questo riguardo, ”quindi e’ vero, il rischio e’ gigantesco”.
Il ghiro si svegliò dal letargo. Estivo.
Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bipolarismo, calderoli, crisi, discorso, europa, germania, gheddafi, giovani, intervista, italia, la germania, libia, pd, persone, presidente del consiglio, provvedimenti, razzismo, repubblica, riforme, scambio

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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