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Questi partiti agonizzanti che non muoiono mai

di Nicola Cariglia | 25 Ottobre 2015

Matteo Renzi non è l’uomo destinato a traghettare il Paese dalla “seconda” alla “terza” repubblica. E’ il rianimatore che sta praticando la respirazione bocca a bocca alla “seconda” repubblica.

Si spreca l’inchiostro a scrivere sulle divisioni dei partiti, lasciando intravedere chissà quali conseguenze. Ricordiamolo: la “seconda repubblica” è stata partorita, in circostanze tutte da chiarire. Ma il fine è risultato subito chiaro: instaurare un potere opaco e senza controlli. Partiti che fossero mera finzione, gusci vuoti senza la minima traccia di democrazia interna e leggi elettorali che minassero alla base il principio della sovranità popolare. In Italia, infatti, da oltre venti anni, Deputati e Senatori sono espressione diretta dei vertici di questi partiti finti. I quali, a loro volta, avendo molti motivi di gratitudine verso i potentati che li hanno aiutati a conquistare i partiti, accettano molte loro indicazioni nel designare i parlamentari e, se al governo, i ministri.

Dunque, si sarebbe molto più che ingenui a credere che il futuro dell’Italia possa essere determinato dalle contorsioni del partito di Alfano, dal seguito (inesistente) di Verdini nell’elettorato, o dai distinguo autoreferenziali della opposizione a Renzi dentro al PD.

Per chi ancora non lo avesse capito: Matteo Renzi non è l’uomo destinato a traghettare il Paese dalla “seconda” alla “terza” repubblica. E’ il rianimatore che sta praticando la respirazione bocca a bocca alla “seconda” repubblica. Colui che già ne ha allungato la vita. Con ogni espediente, come dimostra il soccorso di naufraghi e opportunisti di ogni risma. Che non si sa quanto sia da lui realmente attratto e quanto, invece, sia a lui benevolmente offerto da chi ha interesse.

Perciò il futuro e imperscrutabile, e non dipende dai verdiniani, dagli alfaniani, dai bersaniani, dagli ex montiani e dalle tante tristi ed effimere maschere che si agitano nella politica nostrana.

Per capire l’oggi e il domani dell’Italia occorre risalire alle origini. Come e perché è nata la “seconda” repubblica? Perché i partiti che erano l’architrave della prima erano ormai cotti? No, questa è solo una circostanza che ha favorito il processo. Perché siamo giunti da una situazione di democrazia effettiva ad uno stato di democrazia virtuale, ben evidenziato dagli ultimi tre governi insediati prescindendo dalla volontà popolare, ce lo avrebbe potuto spiegare quella commissione parlamentare di inchiesta su Tangentopoli più volte richiesta e mai concessa. Sarà, purtroppo, materia solo per gli storici.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, commissione, democrazia, espressione, futuro, governo, italia, matteo renzi, opposizione, pd, processo, renzi, repubblica, sovranità popolare

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    30 Ottobre 2015 alle 15:33

    Sarebbe interessante un commento di Marzio, che da qualche tempo tace.

    Rispondi
  2. n.c.

    29 Ottobre 2015 alle 11:50

    Caro Paolo,

    Ho una fede incrollabile nella capacità delle democrazie di autorigenerarsi

    Rispondi
  3. paolo francia

    29 Ottobre 2015 alle 10:47

    Ncola, ma in questo sfascio giornaliero do corruzione, tangenti, politici che si arricchiscono e prendono per i fondelli i cittadini, te pensi che un NO a quela schifezza che hanno fatto basti?!?

    Rispondi
  4. n.c.

    26 Ottobre 2015 alle 17:57

    Condivido l’indignazione e la voglia di non accettare supinamente, espresse da Mercanzin. Anche secondo me l’occasione si presenterà a breve con il referendum sulle modifiche costituzionali. Credo che Pensalibero si impegnerà e che non dovremo badare troppo alle compagnie. La battaglia andrà fatta con chi ci sta. E un bel NO alle riforme costituzionali (oscene e strumentali) significherebbe davvero aprire una nuova pagina in Italia.

    Rispondi
    • paolo francia

      26 Ottobre 2015 alle 19:38

      speriamo che non sia troppo tardi e che gli italiani, storditi e presi da 1000 casini, non disertino le urne e non rendano vano il referendum.

      Rispondi
  5. Giampaolo Mercanzin

    26 Ottobre 2015 alle 09:37

    Naturalmente era (nella 2^ frase) quelle VERIFICATESI, non “verificatosi”. scusa.

    Rispondi
  6. Giampaolo Mercanzin

    26 Ottobre 2015 alle 09:31

    Bravo Nicola. Mettiamolo il dito su questa piaga. Questa “farsa” è nata da una situazione di odio verso cho cercava di far prevalere l’Italia LAICA.
    La situazione creatasi ha portato a conseguenze ben superiori a quelle verificatosi a Piazzale Loreto, con somma gioia degli osannanti “clientes”.
    Credo però che non dovremo rassegnarci a questa situazione; le poche risorse disponibili per salvaguardare libertà e democrazia vanno spese tutte.
    Dall’esperienza di Besostri dobbiamo trarre il coraggio che serve. Vi sono referendum che non possono essere nascosti.
    MOBILITIAMOCI.

    Rispondi
  7. paolo francia

    26 Ottobre 2015 alle 09:30

    errore di traduzione mattutino, ovviamente CRIS significa GRIDI, non crisi.

    Rispondi
  8. paolo francia

    26 Ottobre 2015 alle 09:16

    L’art de l’imposition consiste à plumer l’oie pour obtenir le plus possible de plumes avant d’obtenir le moins possible de cris.

    Credo che questa frase di Jean-Baptiste Colbert, il ministro delle finanze di Louis XIV riassuma bene lo scopo della politica e soprattutto dei politici. L’arte della tassazione consiste a spennare l’oca per ottenere il piu’ possibile di piume prima di ottenere il meno possibile di crisi.

    Finché gli italiani non faranno anch’essi la loro rivoluzione, continueranno a essere spennati dai Renzi di turno.

    Rispondi
  9. Enrico Martellini

    26 Ottobre 2015 alle 08:51

    È virtuale secoda repubblica perché non c’è mai stata ua rivoluzione come in Francia che ne ha cambiate quattro. Non tanto per tangentopoli, ma per gli assassini di Falcone e Borsellino che segnaro lo spartiacque della democrazia. Da quel giorno L’Italia rimase immobile, igessata, come sempre è stata nonostante certe eccellenze.

    Rispondi
  10. daniele

    26 Ottobre 2015 alle 08:45

    Giusto l’articolo di questi partiti agonizzanti che non muoiono mai.
    Dunque con uno spirito compassionevole aiutiamoli a morire.

    Rispondi
  11. Luigi

    26 Ottobre 2015 alle 08:40

    Caro Nicola,
    Sei allegro come al solito, credi ancora nella ragione, personalmente non credo più nanche a quella, o siamo figli d’un Dio impazzito o come ora preferisco credere e Renzi in questo certo aiuta, siamo solo frutto di una sequenza apparentemente significativa che inevitabilmente appare momentaneamente dal caos irrazionale, come una rulette in cui succedono in sequenza 1,2,3,4,5 ma che non ha nessun motivo di continuare in modo razionale ovviamente, questo spiega tutto.

    Rispondi

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