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Questi ci portano a sbattere: fermiamoli prima che sia tardi

In questi sette giorni, purtroppo, gli elementi che mi spingono a ribadire, addirittura rafforzandolo, l’allarme, sono aumentati. Casaleggio lo dice apertamente: il Parlamento in futuro non necessario.

di Nicola Cariglia | 23 Luglio 2018

La scorsa settimana avevo scritto un articolo dal titolo inequivocabile “Ribattere colpo su colpo a chi smantella la democrazia” che ha fatto un gran rumore: tantissime letture e commenti a iosa. Molti hanno elogiato l’allarme da me lanciato per le avvisaglie di regime che mi era parso di individuare nei comportamenti dell’attuale governo pentaleghista. Altrettanti si sono scandalizzati per vari motivi: perché, a loro dire, prima si stava peggio; perché sarebbe stato un allarme esagerato; perché il governo in carica va sempre e comunque sostenuto e persino, udite udite, perché gli esponenti oggi al potere sarebbero talmente inconsistenti che ritenerli capaci di mettere a repentaglio la democrazia è una vera e propria idiozia.

In questi sette giorni, purtroppo, gli elementi che mi spingono a ribadire, addirittura rafforzandolo, l’allarme, sono aumentati. In una intervista a La Verità, Davide Casaleggio, titolare della holding che di fatto possiede un partito politico, quello dei 5Stelle, lo ha detto esplicitamente: “in futuro il Parlamento potrebbe non essere più necessario”. Che ne pensano gli increduli, quelli che ritengono esagerati i timori per la democrazia, e che spesso per la democrazia si battono solo quando qualcun altro l’ha già salvata?

Ma non basta, perché sono proprio i comportamenti di questi giorni a preoccupare. La maggioranza Lega-5Stelle ha inscenato un duello sulle nomine alla Cassa Depositi e Prestiti, il nostro forziere, che nemmeno ai tempi della detestata (dagli sciocchi) Prima Repubblica. Intanto si affilano coltelli (e forchette) per la grande abbuffata che si annuncia per le nomine alla RAI. Tema delicato quello della stampa, in ogni democrazia. E la maggioranza ha già fatto capire di che panni si vesta e come ritenga importante mettere il guinzaglio ai giornali. Già il direttore del Mattino di Napoli, Alessandro Barbano era stato licenziato su due piedi. Si dice dessero noia il suo garantismo,  la sua indipendenza nei confronti del potere giudiziario e la scarsa acquiescenza verso i partiti di governo. Ora, come se non bastasse, il portavoce del presidente del Consiglio ha pronunciato parole di vera intimidazione nei confronti di un giornalista del Foglio, il cui direttore, Cerasa si ostina a non piegarsi ad una interpretazione di comodo della professione giornalistica. Infine, la perla, un vero e proprio scandalo, non adeguatamente stigmatizzato da una pubblica opinione ormai cloroformizzata. Mi riferisco alla querela presentata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, per diffamazione a mezzo stampa, contro il giornalista e scrittore Roberto Saviano. Già la querela di un ministro dell’Interno è discutibile. Salvini ci ha aggiunto di suo un carico che da solo dimostra la sua concezione della democrazia. Ha presentato la querela su carta intestata del Ministro dell’Interno perché “definire mafioso il soggetto posto all’apice dell’Amministrazione che più di ogni altra ha il compito di combattere le organizzazioni criminali svilisce il ruolo dell’amministrazione medesima“. Salvini, forse, nemmeno ci pensa, ma così dimostra che la sua è una visione totalitaria della democrazia. Perché la responsabilità politica del ministro è una cosa, e l’organizzazione della struttura ministeriale, a lui precedente e destinata a restare tale quando se ne sarà andato, è un’altra. E’ distinta, anche se legata da leale spirito di collaborazione, e si può ben criticare un ministro senza che le critiche coinvolgano gli apparati ministeriali.

Ecco, questi sono gli ultimi colpi di martello che mi inducono a dire che occorre non abbassare la guardia. Sono segnali che rivelano una concezione della democrazia che potrebbe accomunare l’Italia alla Russia, alla Turchia, all’Ungheria, alla Polonia e a un numero crescente di Paesi ove vigono regimi di democratura, formalmente con i riti della democrazia, sostanzialmente con governi autoritari. E non è consolante la previsione che  questo governo incontrerà gravi difficoltà a causa dei pasticci che si stanno addensando: il debito destinato a crescere a causa dello spread, i provvedimenti che provocheranno più disoccupazione invece di aumentare l’occupazione, una politica per l’immigrazione tutto fumo e poco arrosto, che ci fa litigare con i paesi tradizionalmente amici alla ricerca di accori con paesi che sostengono politiche per noi dannose, i tagli alle pensioni che si profilano all’orizzonte. Certo, quando la gente sarà toccata nel portafoglio è prevedibile che molte cose saranno più chiare. Ma potrebbe essere troppo tardi.

Nicola Cariglia

 

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, democrazia, futuro, giornali, governo, intervista, lega, napoli, organizzazioni, parlamento, pensioni, presidente del consiglio, prima repubblica, provvedimenti, rai, regime, repubblica, tagli

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    28 Luglio 2018 alle 17:29

    Io invece Nicola, nel titolo e nell’articolo di “Famiglia cristiana” vedo un saporito accostamento tra buonismo e voglia di roghi medievali, dove il cattolicesimo compie una delle sue tante epocali piroette, conigli d’ogni colore fuori dal cilindro davanti a cui i laici vanno nel marasma mentale. E poi la stampa dichiaratamente cattolica non è il braccio della Chiesa, com’è naturale che sia? Insomma chi non crede che un don Ciotti ottanta anni fa in Spagna avrebbe potuto marciare a fianco dei Cavalieri di Cristo Re, è un bell’illuso.

    Rispondi
    • nc

      29 Luglio 2018 alle 11:41

      Ti sembrerà strano: io, giornalista da una vita, do assai meno importanza alla stampa. Il lavoro mi ha vaccinato.

      Rispondi
      • marzio siracusa

        30 Luglio 2018 alle 10:28

        Può anche darsi che essere stato funzionario nell’informazione radiotelevisiva Rai assediata dalle agenzie di mezzo mondo, t’abbia fatto sottovalutare il giornalismo della carta stampata.

        Rispondi
        • nc

          30 Luglio 2018 alle 11:29

          Qualunque cosa voglia dire “funzionario nell’informazione”, ho fatto e sono un giornalista che non alzerebbe mai paratie. Infatti ho citato “l’Espresso, il Fatto, o qualsiasi altro”.

          Rispondi
  2. n.c.

    28 Luglio 2018 alle 16:05

    Marzio, francamente non vedo la ragione di tanto scalpore per il titolo di Famiglia Cristiana. Di titolo si tratta, appunto. Se lo avesse pubblicato un altro giornale, l’Espresso, il Fatto, o qualsiasi altro, nessuno se ne sarebbe accorto. Se Famiglia Cristiana avesse pubblicato lo stesso articolo con diverso titolo, sarebbe stato liquidato con un trafiletto. E che Famiglia Cristiana non gradisca Salvini, non provoca in me scandalo o meraviglia. Diversa cosa le pressioni oblique o dirette della Chiesa (non dei giornali cattolici) sullo Stato.

    Rispondi
  3. marzio siracusa

    28 Luglio 2018 alle 08:32

    Cari Nicola e Paolo, anche la moderazione ha bisogno di sangue e il sangue di moderazione. Apprezzo Pensalibero, ma per apprezzarlo ancora più vorrei, Nicola, che il giornale e la redazione si impegnassero per salvare il poco che resta di Firenze, risalendo ai problemi che mezzo secolo fa l’entusiasmo di essere o credersi fiorentini non permise di vedere. La critica a quanto è stato progettato per questa città può essere una palestra salutare per avviare una critica vera per tutta Italia, uscendo dai due guanciali di una democrazia e di un socialismo bolsi che non hanno più cinghia di trasmissione verso la realtà. C’è nell’aria un’esasperazione per il non fatto che da decenni doveva essere fatto, tale da portare all’urlo e all’offesa, specie quando il non fatto trova giustificazione in accordi e scelte internazionali altrettanto bolse, basate su valori da libri scolastici. Direi Nicola che una cosa è la moderazione, altra e intollerabile il non dire dicendo o il dire non dicendo. Un esempio è offerto dal tenore e dall’acquiescenza dei cosiddetti laici alle brighe dei cattolici. I media hanno dato risalto per pochi giorni all’indecente “Famiglia cristiana ” col suo “Vade retro Satana” diretto a Salvini. Ora che il settimanale più popolare della CEI assuma a proprio blasone quanto di più retrivo offrono i cascami del cattolicesimo, gabellando il mondialismo finanziario per nuova evangelizzazione, mi sembra intollerabile. Non ti pare Nicola, che “Famiglia cristiana” faccia violenza e offenda? Non credi che tutta l’informazione seria avrebbe dovuto invocare la cacciata del pretonzolo mediocre che dirige il settimanale cattolico, oppure poiché l’offesa schiva all’apparenza i canoni della volgarità, è offesa accettabile e comprensibile. Eccoci al punto. Tu giustamente rigetti il metodo dell’offesa, mi pare però che soprattutto ti dia noia l’offesa volgare, facendo passare offese ben peggiori nei canoni della comprensione e della dialettica. Per me le cose non stanno così, all’offesa non volgare reagisco con uguale e maggiore virulenza. Offesa non volgare è anche fingere di non capire, magari nemmeno per malafede ma per habitus mentale, offesa non volgare è alzare il muro degli schematismi contro cui urtano emotività legittime, offesa non volgare è l’aplomb di un razionalismo che non rischia nulla, e offesa non volgare è addurre come sacrosante e indiscutibili le ragioni del possibile e del fattibile. Da cui deduco che tutta la nostra realtà storica è fortemente offensiva per il singolo e la collettività. Se il rigetto dell’offesa non è inquadrato in questo principio, si alimenta di educazione, cioè di ipocrisia e vernice. Ora Paolo da sanguigno propende per un’offesa sottesa sul volgare, ma a questo si arriva quando l’altro, tu Nicola, si ripara dietro il muro invalicabile e insopportabile dell’accaduto che da nebuloso si vuole chiaro e razionale senza che lo sia, per cui l’ambiguità condiziona sempre più il discorso politico, facendo i sanguigni sempre più inutilmente sanguigni e i moderati sempre più inutilmente moderati. Quindi cari Nicola e Paolo, tenendo a cuore queste premesse avete ottime prospettive di fare davvero pace e magari diventare amici.

    Rispondi
  4. nc

    27 Luglio 2018 alle 20:43

    Caro Marzio,

    sei sufficientemente uomo di mondo e smaliziato. Per cui, capisco ed apprezzo le motivazioni del tuo intervento. Ma mi sorprende che tu abbia potuto pensare che mi sia, non dico adirato come tu scrivi, ma solo minimamente turbato per avere replicato a brutto muso a Paolo Francia. Con il quale ho interloquito cum studio, sed sine ira. Pensalibero è uno dei pochi giornali dove si può intervenire liberamente. Non ci sono filtri nei commenti. E, in quindici anni, abbiamo pubblicato decine di migliaia di articoli e nessuno può dire che il direttore gli o le abbia imposto la linea. Solo un paio di volte, in quindici anni, ho dovuto comunicare agli autori che non avrei pubblicato i loro articoli. Non ricordo perchè. Ma visto che scrivono ancora, i due collaboratori di Pensalibero avranno pensato, come minimo, che magari non avevo ragione, ma avevo le mie ragioni. Se fossi uno che si adira per le altrui opinioni, avverse alle mie, non avrei pensato e realizzato un giornale che è palestra di libertà. Tecnicamente ci sono mille modi per filtrare le opinioni, dei quali nemmeno uno mi appartiene. C’è però una regola: non si può offendere. E’ invalicabile. Se qualcuno offende altre persone, collaboratori o lettori che hanno postato i loro commenti, viene cancellato. Se, invece, offende il direttore, questi, essendo patologicamente contrario ad ogni forma di censura, non elimina i commenti. Più semplicemente, risponde per le rime. Con Paolo Francia l’ho fatto e lo farò ancora, perchè ritengo che spiri in Italia una brutta aria. Coloro che hanno conquistato il potere, e gli sciocchi servi dell’attuale potere, spesso servi anche di precedenti poteri, pensano di poter fare di tutto perchè in maggioranza e usano la violenza verbale, morale e psicologica come arma contundente verso coloro che non si adeguano. Il Francia si è lasciato andare a questa poco commendevole abitudine, come altri. E a lui, come ad altri, credo sia doveroso fare capire che l’intimidazione non funziona. Per cui lo citerò solo per ribattere colpo su colpo alle offese. Non è invece possibile alcun dialogo sui contenuti. Perchè scrive prescindendo dagli articoli, dando la stura alle sue esondazioni umorali. Insomma, sta utilizzando lo spazio di Pensalibero come un Tazebao, e, quel che è peggio, con profonda disonestà intellettuale, attribuendo a caso posizioni mai assunte dall’interlocutore di turno. Ma, sia detto senza offesa, è un problema tutto suo, che certamente risolverà con il suo lungo periplo attorno al mondo. Nel frattempo io, continuerò a garantire libertà di espressione a chiunque vorrà farlo tramite Pensalibero, e a difendermi da chi tale libertà vorrebbe toglierla (sembra assurdo ma è accaduto più volte) proprio al suo direttore.

    Rispondi
  5. marzio siracusa

    27 Luglio 2018 alle 17:36

    Altro che rincitrullito nello stesso posto, Paolo. A rileggermi trovo il mio invito “fate pece”, sono diventato barese, mentre tu ti perderai a Honolulu io guarderò il mare all’orizzonte, sognando d’emigrare in Albania. E ora dimmi, chi è più originale?

    Rispondi
    • Paolo Francia

      27 Luglio 2018 alle 21:56

      Pensa, Marzio, che passero’ anche proprio da la a Honolulu, tra la Nuova Zelanda e il Sud America, ti pensero’ mentre te starai guardando l’Albania da lontano l’Albania. Nicola, scambia idee e maniera di esprimerle in violenza e offese, quindi inutili insistere, la sua natura moderata è piu’ forte di tutto, né pero’ accetto di farmi attribuire della disonestà intellettuale, questo è assai grave anche dalla bocca di un moderato, quindi Nicola, moderati per davvero. Ho solo detto, e lo ripeto, che il titolo del tuo pezzo è assolutamente inappropriato al punto che pare comico, e che nel contenuto non mi paiono le tue argomentazioni serie e di rilevanza, quando saprai convincermi non manchero’ di fartelo sapere. Peccato che tu utilizzi due pesi e due misure, il vento non ti piace, mentre quello del Giglio Magico non ti faceva saltare sulla sedia e impugnare la penna? No, allora l’aria che tirava ti piaceva? Contento te! Io preferisco quella che tira oggi, ma ripeto, sono molto piu neutrale nel sostenere il governo di quanto tu sia, a priori, contrario da prima del suo insediamento. Ripeto, evidentemente è scontro tra moderati e sanguigni, e io di natura appartengo al secondo gruppo.

      Rispondi
  6. marzio siracusa

    27 Luglio 2018 alle 07:55

    Vorrei mettere pace vera tra Nicola e Paolo. A Paolo riconosco il merito di aver fatto saltare i nervi a un moderato della prima repubblica, il che non è poco. Ma ricordo anche a Paolo dopo il suo tour musicale per il mondo di non tornare tra noi insopportabilmente apolide e cittadino del mondo, in poche parole di non tornare aeroportuale visto che già la musica lo fa volare ovunque si annidi lo spirito. A Nicola invece ricordo di non adirarsi se Pensalibero è frequentato anche da chi gli dà ai nervi, anzi ne sia contento e non speri di espellere chi abiura la moderazione, altrimenti negherebbe il suo stesso merito, aver messo su Pensalibero, che pur avendo a referente una città di vecchi rimbecilliti, per quanto ne so ha un profilo quasi unico nel panorama del giornalismo on line. Quindi figli miei, fate pece e rassegnatevi, tu Nicola ad ammettere che le coordinate politiche della democrazia rappresentativa otto novecentesca sono davvero morte per sempre, visto che fibrillano anche in Inghilterra, loro patria d’origine. E tu Paolo datti pace perché quando questo governo si troverà davanti il muro della contabilità, o lo aggirerà col nazionalismo spaccandosi perché non ci sono soldi per mettere su una flotta e un’arma aerea decorose, tali da tenere sotto il nostro controllo il sud del Mediterraneo, Nato o non Nato, Bruxelles o non Bruxelles, oppure M5S e Lega s’intrufoleranno coi cattolici di sinistra e di destra, sotto la guida illuminata dei moderati più estremisti tra i moderati estremisti, Bergoglio e Mattarella, la coppietta comica e che dio ce la conservi.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      27 Luglio 2018 alle 11:16

      Nella mia risposta a Nicola, avevo dimenticato che molto spesso, anzi sempre di piu, la ragione per la quale resisto qui è proprio il leggere le risposte di Marzio, o di Luca, che corrispondono al mio modo di vedere le cose, e questa qui ultima ne é la conferma.
      Nicola si è offeso a morte per la mia ironia sul suo progetto livornese, ma purtroppo sono molto diretto e alcuni non la prendono bene, nonostante cio’ non nutro nessun sentimento cattivo nei confronti di Nicola, che stimo nonostante la sua disistima messa nero su bianco e stizza. Quanto al governo, Marzio, so perfettamente che non troveranno i soldi, ma questo non mi impedisce di affermare che questo sia un governo migliore dei precedenti, d’altronde basta vedere come il “modello” di Renzi, Macron, stia affondando da monarca da 3 soldi, le dichiarazioni della sua guardia del corpo non lasciano dubbi, un monarca con ambizioni da tiranno, tutti si inchinano ai suoi sorrisi e passaggio, ma il Re sta diventando nudo.
      Facebook che ora “like” a Nicola, sta finendo dove merita, e pèer questo mai ho ceduto e mai cedero’ ad iscrivermi la, 129 miliardi di dollari persi in borsa, bruciati cosi, allora sono io a dire “I like”, finché questi magnati che decidono della stampa e della politica e finanza non falliscono, la libertà di noi tutti è in pericolo, altro che Fronte Repubblicano e pericolo fascista con Salvini e Di Maio, Nicola vede il bruscolino ma gli sfugge la trave. Sbaglia di bersaglio.
      Aspettavo anche il tuo commento sul mio giro del Mondo, anzi, quando ho accettato, ci ho anche pensato, perché è una cosa stancante e lunga, ma come rinunciarvi, sapendo che sarebbe difficile se non impossibile coi propri mezzi fare un tour simile? Allora saro’ un apolide per 5 mesi, sempre meglio che rincitrullito nel solito posto, ma continuero’ ad essere me stesso anche dopo. Non ti preoccupare, i ricnitrulliti da aeroporto li riconosco e mi fanno ridere, ma ne faro’ parte mio malgrado, non si puo’ avere sempre capra e cavoli.
      Faccio pace con Nicola, anche se sarà probabilmente unilaterale.

      Rispondi
      • Luca Bagatin

        27 Luglio 2018 alle 13:22

        Ad ogni modo caro Paolo tieni presente che, comunque sia, Pensalibero è una testata davvero libera, che ospita posizioni diverse, spesso anche contrastanti fra loro.
        Personalmente ci collaboro da oltre dieci anni e penso che la chiave del suo successo sia proprio questa, ovvero dare voce al dibattito affinché ciascuno possa formarsi da solo una opinione.
        Non ho mai ravvisato monolitismi o pensiero unico da queste parti e ben venga che ci siano sempre più lettori e sempre più lettori dal pensiero critico e eretico.

        Rispondi
  7. nc

    26 Luglio 2018 alle 11:05

    per Paolo Francia,

    Federica Sciarelli al TG 3? Caspita, questo si che è il cambiamento che tutta Italia aspettava e che l’Europa ci invidia. E che rapidità! Ancora non c’è il consiglio di amministrazione e già si sa chi sarà nominato a dirigere telegiornali e reti, la nomina dei quali spetta al consiglio di amministrazione da nominare. Per il resto, non sono in grado di risponderti. Rivolgiti direttamente al dott. Freud.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      26 Luglio 2018 alle 16:35

      Nicola, le tue spiegazioni, si fa per dire, le tue idee sul Governo sono un disperato arrampicarsi sugli specchi, non si capisce a quale gioco tu stia giocando, quanto a Freud, ti rinvio la palla, ci sarà bene uno psicologo che ti faccia buttar giu il rospo delle elezioni, dei tuoi post in cui affermavi che il governo era nato morto, che non si sarebbero messi daccordo, che nuove elezioni ci sarebbero state subito e tiravi fuori i tuoi alambicchi da prima Repubblica.
      Ora poi calchi la mano con la storia del Fronte Repubblicano, allora, ahiaahihai, altron che Freud!
      Quanto alle tue critiche, da pacca sulla spalla, da tutor anziano che da consigli al delfino, stendiamo un velo pietoso, Renzi ti è in fondo sempre piaciuto e ancora ti seduce, gli davi dei consiglietti da bravo babbo, con tono da Gianni Schicchi verso Lauretta, tanto per restar nel fiorentino, ti avrebbe potuto dedicar “Oh mio Babbino caro”, tutta melassa e nocchino per addrizzare il tiro del citrullo di Rignano.
      Mai ti sei soffermato sul reale rischio di deriva democratica che questa persona neanche velatamente faceva rischiare, col suo spirito gradasso, umiliante e arrogante.
      Ti dedichi invece con pazza gioia a smantellare, dal primo giorno, tutto quanto il governo attuale stia facendo, effettivamente “you dont like”, ma non si capisce il perché, i tuoi pezzi semplicemente non convincono.

      Rispondi
      • nc

        26 Luglio 2018 alle 19:15

        sei un caso disperato. E per sopravvivere ti attacchi a questo giornale che fingi di disprezzare e dal quale non riesci a staccarti. Questo solo ti rispondo perchè, da tempo non discuto con te. Replico solo alle offese e alle falsità perchè non è mia abitudine passarci sopra. Tu sempre a sostenere le ragioni del potere. Io sempre contro. Se mai ci dovesse essere un opportunista, in quale campo lo andresti a cercare?

        Rispondi
        • Paolo Francia

          26 Luglio 2018 alle 21:29

          Caro Nicola, io leggo di tutto, mi esprimo se e quando posso, non sono moderno come te, non ho facebook, né altre diavolerie, ma non ho detto nessuna falsità, che tu abbia simpatie neanche celate per Renzi sarebbe una falsità?!? Perché ti da cosi fastidio ammetterlo? Dovresti sostenere questa gente che sta cercando di far qualcosa, non accodarti alla insopportabile tiritera della dittatura, quella che avete voi nella vostra testa! “Questi qua ci portano a sbattere”, ma andove?!? Dove ci portano Di Maio o Salvini a sbattere?!? E’ il primo governo decente dopo decenni, non lo osanno al pari di come te lo disprezzi, ma è un governo che piace alla gente, è forse questo che ti disturba? Che un governo in carica possa esprimere il sentimento prioritario della Nazione? Cosa ti disturba, che i due alleati siano ancora testa a testa sopra al 30% delle preferenze? Ma non dovresti tifare anche te per questo Paese? Cosa proponi? Cosa salvi in questo Governo? Sei disgustato da ancora prima, si percepisce.
          Parliamone invece, scendi dalla tua torre d’avorio, quando Pensalibero si batteva, giustamente, per controbattere al potere in campo, molto spesso MAI eletto, era comprensibile, ma questi titoli potresti evitarli, “questi qua”, non ci portano a sbattere da nessuna parte, non c’é bisogno di fermarli, siamo in una democrazia (certo minata dai “like”), ma pur sempre una democrazia.
          Dovresti riflettere, capire chi ti segue da piu di 10 anni , senza dare del pazzo, dell’ignorante a chi non è convinto delle tue tesi o esprimere su chi ti segue giudizi sprezzanti e inappropriati, stai anche perdendo il senso dell’umorismo, ti starai trasformando in Augias?!?
          “Stai sereno”, il sottoscritto partirà nel 2019 per il mio lavoro per un giro del Mondo di 5 mesi, e l’ultimo dei miei pensieri sarà Pensalibero.

          Rispondi
  8. Paolo Francia

    25 Luglio 2018 alle 22:24

    Bene, Nicola il “moderato” è adesso felice dei “like” dei facebook pubblicati da non si sa chi, la bramosia di elargire il suo bacino di lettori gli fa perdere la testa nel caldo soffocante di luglio, invocando fine della libertà di stampa, quando come direttore dle TG3, solo per fare un esempio, stanno proponendo Federica Sciarelli, una persona degna, pulita e praparata! Andiamo avanti cosi, tra quelli che credono di essere in una dittatura e quelli che cercano di far capire che coloro si sbagliano , e di grosso!
    Entriamo nel merito Nicola, solo che ormai sei esagitato da pericolo di democrazia e non ci si ragiona piu cone te, in piu infatuato proprio da Facebook e altre amenità che con la democratia niente hanno a che vedere.
    Do you “like”?

    Rispondi
  9. n.c.

    25 Luglio 2018 alle 13:41

    C’ERA VOGLIA E BISOGNO DI DISCUTERE E CON PENSALIBERO SI STA FACENDO

    I due articoli pubblicati, questa settimana e la settimana scorsa, sulle pulsioni autoritarie della attuale maggioranza rappresentano un notevole successo di Pensalibero. Abbiamo raggiunto numeri di visitatori senza precedenti. In questo momento, sono oltre cinquemila e duecento sul profilo Facebook di Pensalibero; duemila sul sito. Ma ce ne sono da aggiungere diverse altre migliaia perchè gli articoli sono stati postati o pubblicati da numerosi altri siti e gruppi Facebook, con diffusione che non siamo in grado di valutare.
    In linea con visite e letture gli apprezzamenti espressi con like e commenti. Riteniamo essere un grande successo anche i commenti di segno contrario, persino quelli volgarmente e violentemente offensivi che, se non altro, palesano una realtà che non si deve nascondere. Questa marea abbattutasi su un modesto sito come il nostro, ma grande per libertà, mancanza di pregiudizi e coerenza, la dice lunga sullo stato della stampa. Giornali, radio, TV non ci hanno messo poco a riposizionarsi e adeguarsi al nuovo clima di fastidio verso qualsiasi critica al “nuovo” potere.
    Pur nel rispetto di tutte le idee, spiace che coloro che hanno preso di mira gli articoli di Pensalibero si siano ben guardati dall’entrare nel merito delle questioni sollevate. Noi abbiamo citato fatti precisi, contrari ai principi delle Costituzioni liberali: Casaleggio che immagina sistemi che facciano a meno del Parlamento; Salvini che intimidisce Saviano, minaccia di togliergli la scorta (la decisione non tocca a lui) e lo querela su carta intestata del ministro dell’Interno. Abbiamo citato tentativi accertati di normalizzazione della stampa, perchè non disturbi i manovratori; i provvedimenti improvvisati e improvvidi che danneggiano l’economia, le liti con tradizionali alleati e le tresche con paesi autoritari che si riverberano contro di noi. E ogni giorno c’è ne è una nuova, frutto della medesima visione autoritaria frammista ad ignoranza: addirittura, per decreto, la sospensione della prescrizione per i processi che dovrebbero svolgersi a Napoli, e che ritarderanno a causa della inagibilità del Palazzo di Giustizia. Che colpa ne hanno i poveri imputati napoletani, che hanno diritto alla “ragionevole durata dei processi” sancita dalla Costituzione? Ce ne sarebbero altrettanti da ricordare. E lo faremo, tenendo sempre informati i nostri lettori, ben sapendo che non scuoteranno le opportunistiche certezze dei fan del governo pentaleghista. I quali, troppo spesso, replicano facendo riferimento ai più triti luoghi comuni: il principale, “peggio di prima non si potrebbe”. Perchè, di grazia? Lo diceva anche Renzi, al quale dovrebbero pagare i diritti tutte le volte che annunciano l’era del cambiamento. Sono cose sentite e risentite, in altre epoche e tutte le volte che si profilava all’orizzonte un nuovo Salvatore della Patria.
    Non ci meravigliano, come non ci scandalizzano i “riposizionamenti” di chi un tempo sosteneva altre tesi ed altre “vedettes” politiche. Su un punto siamo intransigenti: ci fa sorridere chi, non conoscendoci, ci rivolge strampalate accuse di “difesa dei vecchi privilegi”, qualunque cosa ciò voglia dire. Ma ci turba profondamente la miseria umana di chi adombra la stessa accusa pur seguendoci da da quindici anni (cioè dalla nascita di Pensalibero). Costoro sanno benissimo che ci siamo opposti, nell’ordine, ai Governi Berlusconi, Prodi, ancora Berlusconi, Monti, Letta e Renzi: governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici. Sanno anche che uno degli idoli del “cambiamento”, Salvini, guida un partito che da 25 anni è ben dentro i meccanismi del potere. Sarà pure un espediente dialettico dettato da amore di polemica. Ma, intellettualmente, è disonestà. O, per dirla con i nuovi profeti del politically correct, disonestà-tà-tà.

    Rispondi
  10. Adalberto Scarlino, Firenze

    24 Luglio 2018 alle 21:59

    Dice bene Marzio Siracusa: comica la foto dei Casaleggio stile sequestratori della Gallura.
    Se la meritano.
    Quanto al resto, caro direttore, i cittadini sono già stati toccati nel portafoglio. Per la precisione, derubati dai boia delle bollette ( Eni etc ) e dai ladri dei servizi pubblici ( a cominciare dal canone RAI TV ) , complici i governi fino ad ora succedutisi. Difficle far peggio.
    E già che ci siamo, caro direttore, davvero il professor Giuseppe Conte può essere un pericolo, davvero vorrà portare il Paese alla catastrofe, alla dittatura ? Davvero può essere considerato, già poche settimane dopo l’insediamento, peggiore dei suoi predecessori ?

    Rispondi
  11. Riccardo Bassi

    24 Luglio 2018 alle 18:17

    Non credo necessario essere allarmisti in seguito alle asserzioni di Casaleggio… anzi, in effetti personalmente sono in forte dubbio se classificarle come idiozie in libertà, o come affermazioni eversive… questa seconda ipotesi andrebbe esplorata attentamente da una magistratura seria e competente… purtroppo in questi ultimi tempi siamo talmente abituati a veder ignorata o, peggio, vilipesa la nostra “fastidiosa” costituzione da non farci quasi più caso… Da notare il tentativo di storpiarla, rendendo inefficace il titolo V, nell’ultimo referendum… e poi, che dire dell’afflato dell’ultimo governo a nome Renzi ad abbracciare, sposare e portarsi a letto il TTIP? Faccio presente che si aveva la pretesa che il parlamento lo ratificasse a scatola chiusa (allora a cosa serve il parlamento?), il megacontratto era secretato ed i nostri parlamentari non vi avevano accesso, come dire che il paese e la sua economia sarebbero stati governati dalle multinazionali che l’avevano redatto, servendosi di 500 avvocati angloamericani espertissimi nello stirngere i cappi al collo… In quanto a Salvini, per dirne una, forse si ritiene che sia razzista ed assassino solo perché nel caso dei barconi esige che venga applicata la legge dell’Ammiraglio?! Dài siamo seri… Egregio direttore, da me stimatissimo per l’obiettività e la serenità sempre mostrate, credo che in quest’articolo abbia prevalso il panico, o quanto meno un certo disappunto per il bagno elettorale della sinistra (mi passi questo termine ormai obsoleto)… Come lei sa, la democrazia prevede l’alternanza dei governi, piaccia o no, e ‘stavolta la c.d. sinistra ha fatto di tutto pur di farsi bocciare, diciamo così ad essere buoni… Saluti con immutata stima

    Rispondi
  12. msrzio siracusa

    24 Luglio 2018 alle 17:36

    La foto dei Casaleggio da seguestratori della Gallura è davvero comica, ma dà speranza, che i moderati escano dalla moderazione, anche se già a dirlo sbaglio perché rintanano subito la capoccia. Il resto mi sembra sopra le righe, molto flambé che incendia la tovaglia più che il piatto.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      24 Luglio 2018 alle 22:51

      Marzio, Nicola da quando il Governo si è inediato, colleziona foto di articoli ridicole, i due Salvini e Di Maio in auto stile Stallio & Ollio, ora i Casaleggio stile rapitori sardi…..ma Renzi come lampredottaro, non si vede?!? Come Pinocchio neanche?!?

      Rispondi
  13. marcello Lazzerini

    24 Luglio 2018 alle 11:44

    ciao Nicola,
    condivido parola per parola, non occorre aggiungere altro se non che – almeno così mi dicono alcuni che hanno vissuto responsabilmente quel periodo – la puzza di fascismo che c’era allora, prima del ’22, si sente anche oggi anche se ancora poco avvertita; la storia c’insegna che si può scivolare lentamente, senza che ce ne accorgiamo, in un regime dittatoriale, che smantella di volta in volta le istituzioni rappresentative, le libertà civili e d’espressione, s’inventa nemici e complotti inesistenti, mette alla gogna mediatica le intelligenze che resistono e si oppongono alle minacce del nascente regime: a quando il rogo dei libri “sovversivi”? E delle persone che li scrivono?

    Rispondi
  14. Paolo Francia

    24 Luglio 2018 alle 09:46

    Non si capisce questo starnazzare su Costituzione vetusta e su forme politiche che dovranno, volenti o nolenti, cambiare in qualcosa d’altro, o forse Cariglia crede che nel 2084 questo sistema potrebbe ancora funzionare?!? Non si agitava, Nicola, quando Renzi voleva chiudere i battenti del Senato, ma realmente, mentre gli agitati del contro governo popolare, non populista, seguivano il loro Guru giu nel burrone, e si agita perché Casaleggio ga semplicemente ipotizzato scenari nuovi in tempi futuri? Niente è in programma, e Casaleggio come me e come Nicola, ha il diritto di esprimere un concetto su un mondo futuro, finisce la, il resto è agitazione convulsa, tremolio incontrollato da Parkinson.
    Luca Bagatin, che stimo essendo le sue riflessioni spesso amaramente vere, deve pero’ capire che il Comunismo, quello che è stato Reale e vissuto come tortura e condanna per le popolazioni, è la ragione per la quale, per esempio, i polacchi (ho un amico carissimo la) non vogliono sentir parlarne neanche in cartolina. Ci hanno provato a realizzarlo, in un’altra epoca, e per un po’ funziono per i dirigenti che si arricchirono sulle spalle del Popolo che opprimevano con tutte le forme possibili! Poi anch’esso è finito, se si vorrà riabilitare qualcosa in quel pensiero, bisognerà lasciar passare altro tempo (le ferite naziste e comuniste sono ancora evidentemente aperte), cambiarne il nome, trovare in quel male assoluto applicato qualcosa di bene, e sono sicuro che qualcosa di bene ci potesse essere, poi umiliato dalle persone assetate di potere e megalomania. Il regalo di Stalin alla Polonia, l’immenso palazzo della Cultura, è oggi stato classificato come monumento storico, ed è in effetti assai bello e ridato al popolo, con sale da concerto, museo della tecnica e della scienza, una piscina e un ultimo piano con vista mozzafiato. Volevano abbaterlo, per le sofferenze subite, ma poi decisero giustamente di lasciarlo la!
    La stessa Varsavia ospita un museo Chopin di una bellezza e ricchezza assoluta, mentre a Livorno la casa natale di Mascagni fu demolita dai comunisti, che ci costruirono un orrendo palazzo di mattonelle rosse in Piazza Cavallotti, cosi che di un grande compositore nato la, non si hanno piu luoghi.
    Insomma, il male e il bene non stanno da un lato solo, la distruzione dell’Europa dai bombardamenti deve far riflettere, Varsavia, Dresda, Berlino, Colonia e tantissime altre, furono rase al suolo dagli USA e GB, e dopo decenni c’é da chiedersi se non avessero potuto trovare un altro modo di estirpare il tiranno senza distruggere la bellezza e dare morte coi bombardamenti, per poi arricchirsi con la ricostruzione.
    Il pericolo NON sono i 5 stelle, né la Lega di Salvini, il Governo Renzi , come quello di Macron, fanno e facevano piu danni all’economia, al lavoro, alla gente e alla democrazia. Nicola, l’agitato di turno con gli altri agitati che tacciono quando i Renzi governano o al piu fanno bonarie critiche e elargiscono paterni consigli, devono farsene una ragione!

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      24 Luglio 2018 alle 11:57

      Caro Paolo, sulla storia e controstoria del comunismo c è molto da approfondire.
      Personalmente sono approdato a simpatizzare per i comunisti partendo da posizioni del tutto opposte. L ho fatto dopo un percorso di apprendimento continuo, rivedendo aspetti storici trascurati e comprendendo come vi siano state falsificazioni storiche nel corso degli anni, anche negli stessi paesi comunisti. Dopo Krusciov ad esempio fu il diluvio e solo oggi i comunisti russi lo comprendono.
      Idem in tutto l est Europa ove c è grande nostalgia di socialismo, anche perché proprio da quelle parti il neonazismo, fomentato dal capitalismo occidentale, rischia di distruggere tutto quanto.
      Non è fallito dunque il comunismo ma la sua revisione , come dice Marco Rizzo.
      È personalmente non amo i revisionismi e mi preoccupano (pensiamo alle fandonie che girano sul nostro Risorgimento e soprattutto sulle nobili figure di Mazzini e Garibaldi).
      Non sono una persona ideologica o ideologizzata. Per carattere non mi riesce proprio. Sono per l approfondimento e per il far luce in quelle vicende troppo frettolosamente bollate come negative oppure, per contro, positive.
      Andando all’ attualità mi chiedo come mai oggi i media tacciano sulle persecuzioni ai comunisti in Polonia volute dal governo autoritario. Idem come mai non si dica nulla sul neonazismo ucraino contro i ribelli del Donbass.
      Qui prodest ?
      Temo al capitale, che ha già fatto troppo male.
      Ed io stesso me ne sono reso conto tardivamente.

      Rispondi
      • Paolo Francia

        24 Luglio 2018 alle 12:19

        Ti inviero, appena lo ritrovo, un video su come si mangiava nei ristoranti in Polonia all’epoca del comunismo, con le catene alle posate, e i piatti in metallo avvitati alle tavole. Su cosa la stampa esalta e su cosa tace, hai ragione, quello che fa comodo lo si esalta, quello che disturba lo si ignora volutamente. Sulle schifezze di Obama, solo silenzio e venerazione, come per Macron e Renzi, quelli che son democratici e veritieri a intermittenza. Nicola per esempio, cade in trappola e raggiunge il Fronte Repubblicano, un’accozzaglia tenuta in vita dal terrore di Hitler (ma che ancora oggi tace su Stalin), per cui vale meglio un Renzi piuttosto che un DiMaio o un Salvini……la stampa, oramai come la politica, sono solo assoggettate allo strapotere della finanza e delle banche, il resto son chiacchiere per creduloni.

        Rispondi
        • Luca Bagatin

          24 Luglio 2018 alle 14:09

          Su Stalin molte cose vanno rilette. Le falsificazioni operate da Krusciov in URSS hanno ingiustamente denigrato quella figura oggi rivalutata molto in Russia e non solo. Krusciov che iniziò peraltro a privatizzare e ad allontanarsi dal marxismo leninismo aprendo la strada a quanto sarebbe arrivato dopo, per culminare con il revisionismo liberale di Gorbaciov e il colpo di stato di Eltsin.
          La Polonia ha una storia particolare. È purtroppo stata militarizzata per troppo tempo. Effettivamente Solidarnosc fu un movimento popolare , pur con le sue contraddizioni che hanno portato con il tempo la Polonia all’ estremismo di destra.
          Diverso il caso di altri Paesi socialisti ove ancora oggi la maggioranza rimpiange quei governi che garantivano piena occupazione, istruzione gratuita e socialità a differenza di quanto accaduto dopo, il che ha aperto la strada ai nazismi.
          Penso che in Europa poco si voglia approfondire la est e la sua cultura, che è cultura nazionale e identitaria, che il Socialismo valorizzò superando assurdi sciovinismi e xenofobia, oltre che differenze di classe. Aspetti che il liberalismo imposto ha però fatto esplodere.
          L abbiamo visto in particolare in Jugoslavia.
          Al nazismo e al liberalismo io preferirò sempre il socialismo, adattato alla mentalità e cultura di ciascun popolo.
          Negli Usa il socialismo sarebbe impossibile. Lo disse anche Castro. È un problema loro, ma diventa problema nostro quando il loro modello socio economico viene imposto anche a noi.
          I Macron e compagnia sono un prodotto del capitalismo assoluto.
          Nemmeno Salvini o i cinque stelle però ne sono estranei.

          Rispondi
          • Paolo Francia

            25 Luglio 2018 alle 10:44

            Concordo sulla parte centrale e finale del tuo post, anche sulla situazione polacca, c’é da capirli, vista la loro storia violenta. Su Stalin farei un passo indietro, vero che anche nei processi c’é una verità giuridica e un’altra, ma insomma…non son certo io a aver messo sul podio dei peggiorri assassini della storia Mao, Stalin e Hitler, nelle posizioni che scrivo per numero di morti. Revisionare Stalin….le uccisioni, torture e deportazioni sono cose note, basta vedere quanti scienziati, ballerini, musicisti, furono costretti a scappare da quel regime, segno che anche sulla cultura, ci sarebbe molto da dire. Conosco, essendo musicista, molti musicisti di quei Paesi, certo bravi, ma soprattutto all’epoca, la musica era un’arma in piu per sfuggire, e i metodi di studio militareschi, fanno dei bravi musicisti, ma spesso distruggono la persona. Ricordo una soprano rumena, all’epoca del Comunismo, che venica a cantare a Livorno Traviata, fece amicizia coi miei andando nella loro gioielleria, le mancavano i soldi per comprarsi le calze, la nipote non poteva mettere alcun segno religioso, e chiese a mio padre una croce d’oro minuscola, quasi invisibile, c’é purtroppo poco da revisionare Luca.
            C’é anche chi vuol revisionare Hitler, o chi afferma che l’attentato alle Torri gemelle fu voluto da Bush, o che l’atterraggio lunare sia pura fiction…..evitiamo, per favore, altri sono i problemi che incombono. Lasciamo i morti e le ideologie morte, tutte, la dove sono.
            Su tutto il resto hai ragione, nei Paesi dell’est son passati dalla padella comunista alla brace capitalista e questo fa rinascire i nazismi, concordo peffettamente, anche le politiche dei Renzi o dei Macron, spingono il popolo ad andare in quella direzione! Per questo ero un sostenitore della Le Pen, politicamente scorretta, come Trump e May o Salvini, ma proprio quel fronte repubblicano, oggi qui impersonato dai tanti Nicola Cariglia, le impedi di accedere al potere, lasciando il novello Napoleone impadronirsi di tutto. Allora a chi oggi critica aspramente Macron, qui in Francia, dico, ve lo siete voluto e votato, tenetevelo, ormai lui e l’imperatrice di Francia si sono insediati.

          • Luca Bagatin

            25 Luglio 2018 alle 11:50

            Caro Paolo, non si tratta di revisionare ma approfondire. Sia le figure di Stalin che di Mao.
            Che non possono essere paragonate a Hitler.
            Grazie a Stalin Berlino fu liberata dal nazismo e grazie a lui l URSS divenne una potenza industriale.
            Ci sono vari saggi che parlano Delle sue opere. Uno è dell ottimo Ludo Martens e poi ve ne sono molti altri.
            Idem di Mao.
            Avendo tempo li recensirei tutti.
            Io ho una amica bulgare, ballerina di fama internazionale che ho intervistato anche per Pensalibero. La sua è una famiglia di artisti e tutti loro si sono formati grazie alle scuole bulgare socialiste. Ancora oggi rimpiangono quei governi.
            La perfezione non esiste. Però possiamo tentare di combattere l egoismo umano e la malattia umana del voler accaparrare beni materiali a discapito del prossimo.
            Per questo, su questa terra, io sono e rimarrò socialista. Ovvero anticapitalista.

          • Luca Bagatin

            25 Luglio 2018 alle 11:54

            Sulla Le Pen concordo e ne ho scritto anche su Pensalibero.
            Avrei auspicato e auspicherei una alleanza fra il suo Rassemblement National (ha cambiato nome) e il Fronte de Gauche di Mélenchon. Una alleanza sociale contro non già un fronte repubblicano, ma un fronte capitalista assoluto, che con Macron ha già fatto troppo danni in Francia.

  15. Giacomo Properzj

    24 Luglio 2018 alle 09:43

    Ok

    Rispondi
  16. luciano gianfilippi

    24 Luglio 2018 alle 06:01

    Il Casaleggio pensiero su democrazia diretta e azzeramento del parlamento stimola subito tre osservazioni:
    prima, una riflessione sul caso Cambridge Analytica
    seconda, duemila anni fa il popolo votò a favore di Barabba e contro il povero Cristo
    terza, chi ha finanziato e chi paga ora il M5S?
    ps: qualcuno crede ancora alla favola che sia una forza politica basata solo sui fondi statali elettorali e
    sulle trattenute dei propri parlamentari?

    Rispondi
    • Riccardo Bassi

      24 Luglio 2018 alle 18:19

      a me stimola una denuncia per affermazioni eversive

      Rispondi
  17. LFR

    24 Luglio 2018 alle 04:05

    NON credo che molta genta abbia capito il significato di “Democrazia costituzionale” e non credo conoscano il contenuto della Costituzione italiana.
    Se tra il 1948 e il 1949 qualcuno si preoccupò di scrivere la Costituzione italiana e definire il Parlamento, un motivo ci sarà stato, non credete?
    La Costituzione è l’unico baluardo che abbiamo contro il ritorno alla dittatura, sia essa fascista oppure comunista o di altro tipo, è la nostra unica garanzia di democrazia!
    GUARDA CASO – in questi ultimi anni gran parte dei politici di grido hanno tentato di indebolirla e CI SI SONO MESSI PURE I TEDESCHI DELLA UE a tentare di azzerarla!
    Adesso ci mancavano pure i Casaleggio SpA…
    La gente NON ha capito che la cosiddetta “democrazia diretta” NON funziona in ambito democratico perché NON media le esigenze del popolo: un deputato di un partito tradizionale deve avere almeno 20.000 voti per entrare in Parlamento, quindi deve essere “gradito” a più persone e in Regioni differenti.
    Secondo i canoni Rousseau, in M5S vince chi arriva primo e, sappiamo, sono sufficienti 150 voti, cioè il candidato è probabilmente gradito ai suoi parenti e ai suoi amici ma è totalmente sconosciuto al resto della nazione, quindi in realtà non rappresenta quasi nessuno!
    In M5S gli iscritti accettano l’eletto perché così vuole il “patron” e le conseguenze le leggiamo tutti i giorni sui giornali…
    Così anche “virtualizzare il Parlamento”, impedirebbe il confronto verbale diretto e il Parlamento diverrebbe una specie di blog senza alcuna utilità: su “Le conseguenze della Modernità”, scriveva Antony Giddens: “…la comunicazione di oggi spesso avviene tra persone assenti…”, i parlamentari già sonnecchiano in Aula, c’è da immaginare se le risposte devono essere telematiche…
    M5S rimane un partito-famiglia molto a digiuno di esigenze e di conoscenze politico – sociali e non ha capito che governare a “colpi di mano” e farsi pubblicità di tipo “demagogico” nel tempo condannerà l’Italia ad una “decrescita felice”, peggio di quanto si sta subendo ora!
    Quindi, caro “patron” M5S, lascia perdere il televoto, può andar bene per il Festival della canzone di Sanremo ma non certamente per guidare 60 milioni di persone…

    Rispondi
    • Orazio

      24 Luglio 2018 alle 07:58

      Che il m5s, di origine massonica, persegue tale indirizzo antidemocratico, non dovrebbe… Stupire nessuno, visto i suoi precedenti.
      Ma guardando le “ultime votazioni” penso che molti lo abbiano relegato nella immondizia.

      Rispondi
  18. Aldo Piombino

    23 Luglio 2018 alle 23:33

    la democrazia diretta presenta al giorno d’oggi un gravissimo problema rispetto al passato: la complessità delle cose.
    Per cui il sottoscritto, che si ritiene dotato di una cultura generale decente e di ottimo livelo delle cose di cui si occupa (Scienze della Terra, evoluzionismo, e paleoantropologia) non se la sentirebbe di prendere decisioni che riguardano altri campi, dall’economia all’energia alla sanità.
    Scrive un grande scienziato sulla mia pagina:

    Credo infine che le argomentazioni (di un altrol lettore, NdR) sulla ‘Democrazia’, la ‘Scienza’, i ‘Vaccini’, i ‘Ricercatori Indipendenti’ e quant’altro, siano un esempio eclatante di Ignoranza e Supponenza, che purtroppo, per l’assoluta mancanza di pudore con cui temi così importanti vengono banalizzati, testimoniano un clima culturale ormai inaccettabilmente deteriorato nel nostro paese.

    Ecco, io temo che la democrazia diretta possa generare dei mostri devastanti anche perchè le ultime uscite in campo scientifico del putinino di casa nostra (ringraziare appellandoli grandi scienziati due mentecatti o la questione dell’ossitocina, per non parlare di quando, da parlamentare europeo, fece una interrogazione sulle scie chimiche scrivendo che una vasta parte del mondo scientifico ha paura di questo fenomeno) dimostrano che si guarda alla pancia che va contro la Scienza. E questo è gravissimo… vedere decise “dal popolo” questioni come vaccini, abusivismo edilizio e assetto del territorio, politica energetica, politica estera ed altro mi terrorizza per la mancanza di conoscenze unita alla supponenza di sapere e allo sfruttamento da parte di questi personaggi dell’ignoranza della popolazione

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      24 Luglio 2018 alle 09:22

      Per evitare questo potrebbe essere interessante che si costituissero scuole di formazione politica.
      Magari partendo dai partiti, che, dismessa la loro funzione elettoralistico, potrebbero fungere da scuole di cultura e formazione.
      È così i vari enti sociali e culturali.
      La scuola, in generale e in particolare dovrebbe essere il fulcro di una società fondata sulla democrazia.
      Oggi non è così e, in questo senso, i politici di professione non possono dirsi affatto preferibili al popolo, il quale sceglierebbe unicamente il suo destino, facendosi carico dei suoi problemi.
      Come avviene in ogni famiglia.
      Affinché la democrazia diretta o, meglio, aitogestita, possibilmente attraverso comunità socialiste, occorre un federalismo molto spinto: dai quartieri in poi.
      Pochi sanno che ad esempio un sistema di questo tipo esisteva nella Libia di Gheddafi e per molti versi a Cuba e in diverse realtà socialiste latinoamericane.

      Rispondi
  19. Luca Bagatin

    23 Luglio 2018 alle 22:11

    In una lettera aperta a Casaleggio pubblicata anche da Pensalibero mi complimentai con lui per l’idea di voler superare elettoralismo e parlamentarismo attraverso la democrazia diretta.
    Che trovo potrebbe essere attuata attraverso assemblee pubbliche aperte in ogni realtà locale (con anche il bilancio partecipativo) è una assemblea nazionale estratta a sorte.
    Superando così ideologismi, partitocrazia e lobbismo, vero male della democrazia.
    Mi spiace anche che Nicola parli di “democratica” relativamente ad alcuni Paesi perché magari non ama la loro politica (personalmente non amo l attuale governo polacco in quanto sta perseguitando ingiustamente i comunisti , nel silenzio di tutti i media mainstream e non amo il governo Putin, ma solo perché sta innalzando età pensionabile e aumentando l iva, con la sola opposizione dei Partiti Comunisti russi), ma non citi affatto gli USA, che sono una pseudo democrazia ove i politici sono eletti dichiaratamente dalle lobby.

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      23 Luglio 2018 alle 22:15

      Usa che peraltro provocano e hanno provocato ingerenze in tutto il mondo a loro esclusivo interesse e in barba alla loro stessa Costituzione.
      I pericoli per la democrazia sono altrove.
      Sarebbe ora di iniziare a vederli.

      Rispondi
  20. Luca Bagatin

    23 Luglio 2018 alle 21:55

    Scrissi una lettera aperta pubblicata anche da Pensalibero a Casaleggio: http://www.pensalibero.it/lettera-aperta-a-gianroberto-casaleggio/
    In essa rilevavo assonanze e dissonanze.
    Fra queste il superamento dell elettoralismo e del parlamentarismo, in favore della democrazia. Ovvero della partecipazione diretta dei cittadini in apposite assemblee, anche estratte a sorte come nell antica Grecia.
    Superando ideologie e soprattutto partitocrazia e interessi di parte.
    Non mi pare però che i cinque stelle siano stati conseguenti. Meglio del Pd o di forza Italia, ma ci voleva poco. Come Salvini rimangono tutto sommato dei liberal moderati legali all attuale stato di cose presenti.

    Rispondi
  21. Luca Bagatin

    23 Luglio 2018 alle 21:50

    Scrissi a Casaleggio questa lettera aperta, pubblicata anche da Pensalibero: http://www.pensalibero.it/lettera-aperta-a-gianroberto-casaleggio/
    Nella stessa rilevavo ciò che mi vedeva in sintonia e ciò che non lo era con il suo pensiero.
    Fra le sintonie proprio il superamento dell elettoralismo e del parlamentarismo in favore della estrazione a sorte e della partecipazione diretta dei cittadini. Ovv ro in favore della vera democrazia.
    Superando ideologie e partitocrazia.
    Non ho visto in ciò coerenza nei Cinque stelle che mi appaiono, come Salvini, dei liberal moderati. Migliori del Pd e di forza Italia, ma nulla di più e non ci voleva poi molto.

    Rispondi
  22. Paolo Francia

    23 Luglio 2018 alle 21:27

    Non agitarti Nicola, ti stai agitando, perdi la bussola e il self control, fai un cartellone di firmatari, agitati, sul pericolo della democrazia, no? Proponi il Patto Repubblicano, tanto di moda in Francia, tranne che ora si sono accorti che il dittatore di turno, Macron, è proprio frutto di quel patto di agitati della democrazia a intermittenza!
    Perché no, abolire tra 100 anni il parlamento, o anche prima? La gente deciderà con un clic su smartphone, e non è detto che sia una cattiva idea, ma semplicemente un evolversi dei costumi e delle epoche, cosa che ti riesce difficile nonostante tu utilizzi, piu di me, gli strumenti attuali, io non ho facebooj, ne istagram, né twitter, ma son forse piu avanti. Penso che il governo stia facendo benissimo, sia sul lavoro, che sugli immigrati, tant’é vero che la Lega e i 5 stelle conservano la fiducia degli elettori, anzi, avrai saputo che i 5 stelle sorpassano di poco la Lega, attestandosi al 32 % circa delle intenzioni di voto. Gli agitati, di cui con questo pezzo sancisci l’appartenenza, quelli del PD invece perdono altri 2% di intenzioni di voto.
    Agitati e agitatevi, porterete ancora piu voti dall’altra parte, mentre Di Maio cerca di far diventare il lavoro piu umano e piu di sinistra, Nicola e gli agitati di turno sono timorosi e increduli faccia a un governo che , dopo decenni, cerca con onestà di attuare il programma, non si capisce cosa ci sia da agitarsi, semmai rallegrarsi!
    Rientro adesso dalla Polonia, difendono i loro slotis con coraggio, Paese in ripresa e gente con voglia di fare, ma non cedono all’euro, una bello schiaffone anche a quelli dell’Euro o la morte!
    Agitatevi tra di voi, ma lasciate fare questo governo.

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      23 Luglio 2018 alle 22:33

      Non sono un fan dei cinque stelle, che secondo me poco hanno capito del pensiero di Casaleggio e trovo Salvini un liberal capitalista moderato, però concordo tutto sommato con te Paolo.
      Dall’ altra parte è peggio e sicuramente non c’è nessuna alternativa credibile.
      L unica in Italia personalmente la ravviso nel Partito Comunista di Marco Rizzo. Perché pone una radicale alternativa al sistema economico e sociale dominante.
      In Polonia ci sono terribile persecuzioni contro i comunisti. Non è paese sicuramente un paese demoocratico, come non lo è l Ucraina ove i nazifascisti prevalgono.

      Rispondi
    • Marco Bonavia

      24 Luglio 2018 alle 08:18

      Caro Direttore, il contributo offerto dal collega (di web) Paolo Francia al quale evidentemente va tutta la mia condivisione, è un’occasione per ribadire che niente sarà più come prima, a meno che i poteri conniventi con i precedenti governi, soprattutto di sinistra, non riescano a tornare in possesso dell’Italia. AD esempio: rimettere in discussione il contratto che avrebbe dovuto salvare l’ILVA, perché carente nelle componenti OCCUPAZIONE e TUTELA DELL’AMBIENTE, merita dieci minuti di silenzio prima di alzare critiche e polemiche. Minuti necessari a riflettere e scegliere tra due opzioni: una, il ministro DiMaio si diverte a fare il bastian contrario senza rispetto verso la città di Taranto, i suoi cittadini, i suoi operai. Due, la gara era gravemente penalizzante nelle parti citate e forse “piegata” alle volontà dei concorrenti.
      Nel primo caso 11 milioni di italiani sono stati pericolosamente abbindolati, nel secondo abbiamo fatto appena in tempo a mandar via personaggi almeno inadeguati…se non pericolosamente discutibili, diciamo. Da intelligenze manifestatamente acute e attente mi aspetto ANCHE riflessioni di buon senso verso quei provvedimenti che possono andare a favore degli Italiani. Lo pretendo per il tempo che dedichiamo alla causa del nostro paese!
      Cordialmente sempre

      Rispondi
  23. luciano pallini

    23 Luglio 2018 alle 21:24

    otttimo.
    Serve iniziativa pubblica promossa da soggetti della società civile da voci libere come è PENSALIBERO

    Rispondi

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