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Quell’odioso tintinnar di manette…

Anni fa, sull’emotiva ed irrazionale onda populista italica che ancora continua fu deciso che l’Italia era un Paese molto corrotto! Proprio così! E agli scettici come chi vi scrive veniva mostrata la classifica di un’agenzia internazionale in cui l’Italia risultava essere al 53° posto mondiale per la corruzione che potete leggere. Questa cosa dava forza e vigore agli urlatori e forcaioli nostrani, 5 stelle ed affini in testa, che si distinguono sempre con una loro caratteristica frase: “Metteteli in galera e buttate via le chiavi!”.

di Raffaele Romano | 1 Ottobre 2023
1992 l’allora parlamentare Dc Enzo Carra viene portato in aula in Tribunale a Milano ammanettato
(fonte Wikimedia Commons)

Anni fa, sull’emotiva ed irrazionale onda populista italica che ancora continua fu deciso che l’Italia era un Paese molto corrotto! Proprio così! E agli scettici come chi vi scrive veniva mostrata la classifica di un’agenzia internazionale in cui l’Italia risultava essere al 53° posto mondiale per la corruzione che potete leggere. Questa cosa dava forza e vigore agli urlatori e forcaioli nostrani, 5 stelle ed affini in testa, che si distinguono sempre con una loro caratteristica frase: “Metteteli in galera e buttate via le chiavi!”.

Il 28 gennaio 2021 è stato pubblicato dall’Agenzia internazionale Transparency International la classifica del famoso “Corruption Perceptions Index – CPI”. Nel leggerlo resto basito perché scopro che un’agenzia mondiale si basa non su dati certi ed empirici ma sulla “percezione” di essi. La cosa divertente se non fosse tragica è che tutti la prendono come una fonte divina ed inappellabile anche qui in Italia dove un Presidente dell’Anac, Busia ha dichiarato a tal proposito che “…………Dobbiamo guardare a questo dato con l’ottimismo della volontà, necessario a ripartire per guadagnare migliori posizioni in tale classifica. Per fare ciò è necessario – come giustamente raccomanda il rapporto di Transparency International – accrescere il livello di trasparenza sulla spesa pubblica ed in particolare sui contratti pubblici. In questo è assolutamente centrale il ruolo di ANAC…………”. Chiedo: cosa c’entra il dato empirico dei contratti pubblici con la percezione su cui si basa l’Agenzia?

Proprio nulla in quanto ci possiamo inventare miracoli di trasparenza ed onestà ma se “percettivamente” rimaniamo il Paese della mafia e della corruzione non scaleremo mai quella bugiarda classifica. A ruota è intervenuto Virginio Carnevali, il presidente italiano della citata organizzazione mondiale che, in spregio a qualsiasi forma raziocinante, ha dichiarato dal suo pulpito che “la criminalità organizzata ancora spadroneggia nel nostro Paese, preferendo spesso l’arma della corruzione che oggi ha assunto forme nuove, sempre più difficili da identificare e contrastare efficacemente” embè?

Nella classifica che vi mostro potrete notare molte incongruenze se non proprie falsità, infatti l’Italia starebbe indietro a moltissime nazioni ma qui voglio prenderne solo alcune: Saint Vincent e Grenadine, il Ruanda, la Corea del sud ed il Qatar. 

Saint Vincent e Grenadine hanno un’esenzione totale dalle tasse, secondo il regolamento ufficiale, non è richiesta la presentazione di conti o la presentazione di dichiarazioni annuali dopo che l’offshore è stato incorporato. La legge sulla riservatezza adottata nel 1996 offre una vera privacy totale alle aziende e ai loro proprietari per la costituzione di società offshore. Si possono costituire compagnie ai sensi del Companies Act che, al capitolo 143 delle leggi di Saint Vincent e delle Grenadine, consentono l’assoluta riservatezza. Questa legge garantisce di non avere nessuna tassa, nessuna contabilità ed Azioni al portatore.

Nel Ruanda vi pare credibile che alle elezioni presidenziali del 2017 Paul Kagame è risultato nuovamente vincitore con oltre il 98% dei voti? Ed il milione di persone appartenenti all’etnia Tutsi che vennero trucidati? Speranza di vita alla nascita: 39 anni per i maschi, 40 per le femmine ed il tasso di mortalità infantile al 10,36%.

Se passiamo alla Corea del sud si scopre che economicamente e finanziariamente sono intrappolati nei “chaebol” che sono dei veri e propri conglomerati familiari (Hyundai, Samsung, LG Group, ecc.) che hanno beneficiato di sovvenzioni pubbliche, protezione dalla concorrenza internazionale, terreni messi a loro disposizione, bassa tassazione e norme specifiche. Il governo non riconosce un salario minimo o un congedo settimanale e i giorni lavorativi sono di 12 ore. Inoltre, i sindacati e gli scioperi sono vietati. A marzo 2018 l’Assemblea nazionale di Seoul ha approvato il taglio della settimana di lavoro da 68 a 52 ore. Peraltro alcuni grandi conglomerati sono stati al centro di inchieste sulla corruzione che ne hanno sconvolto la dirigenza. Per chiudere con il Qatar che è stato accusato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Egitto e le Maldive di dare sostegno ai gruppi integralisti come Hamas, dell’appoggio alla destabilizzazione iraniana della regione e dei Fratelli Musulmani in Egitto arrivando a rompere i rapporti diplomatici, per non parlare dei mondiali di calcio per il 2022. Mi chiedo se l’Italia e/o altri Paesi non partecipino ai costi di quest’agenzia, perché sarebbe a dir poco delittuoso.

Vittorio Feltri si è posto, in un interessante articolo, alcune domande su questo argomento a cui ha dato puntuali riposte. Feltri parte dall’angoscia che prova Giovanni Busia il presidente dell’Anac l’Autorità anticorruzione perché le sue attribuzioni sono state ridotte in quanto Mario Draghi doveva fare in modo che il flusso di danaro del Recovery Fund non venisse interrotto dai soliti lacci e lacciuoli italici altrimenti l’UE bloccherebbe tutto e, a tal riguardo, i controlli sono passati ad uffici governativi. Ricordo a tutti che l’ANAC è stata istituita partendo dal principio inoculato a livello planetario per cui l’Italia è un paese corrotto e quindi bisogna fare tutto per prevenire la corruzione. Questa preoccupazione ha fatto sì che più di metà del tempo necessario a completare un’opera se ne va in scartoffie burocratiche e che “È come se, per preservare la mia salute, non soltanto smettessi di fumare, ma anche di prendere l’auto perché ci sono incidenti stradali, non uscissi di casa perché dai davanzali talvolta cascano vasi di gerani, e mi rinchiudessi in camera per non fulminarmi in cucina col tostapane…………………..e Secondo questo ragionamento, c’è un sistema infallibile per cancellare la corruzione e le infiltrazioni mafiose: non fare niente, ed è un po’ quello che è successo al sud e non solo.” Feltri docet!

Raffaele Romano

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, conti, costi, costituzione, dichiarato, disposizione, draghi, elezioni, giorni lavorativi, governo, incidenti, italia, lavoro, mario draghi, milano, percezione, persone, populista, sindacati, sostegno, speranza, spesa pubblica, tassa, tasse

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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