• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quelli che volevano Rodotà…

di Roberto Riviello | 28 Aprile 2013

Napolitano ha arricchito il ruolo del Presidente di nuovi significati e funzioni che ormai non potranno più essere rimossi, ma che dovranno necessariamente tradursi in una curvatura presidenziale (o meglio ancora semipresidenziale) del  sistema.

Stefano Rodotà al Teatro Petruzzelli a BariEccoli finalmente pubblicati i risultati delle favolose Quirinarie del Movimento 5Stelle. Così adesso abbiamo capito  cosa  diceva  la mitica vox populi sulla questione del presidente della Repubblica: i cittadini, la gente comune, le persone perbene, quelli che nel Palazzo non hanno mai messo piede, gli onesti e i puri di cuore che hanno votato per Stefano Rodotà, l’ uomo più nuovo d’ Italia, sono stati nientepopodimenoche 4.677. Aggiungiamo a tale cifra i trecento circa voti che  ha preso dagli onorevoli grillini, vendoliani e da qualche democrat col mal di pancia; consideriamo tutti quelli che si sono uniti all’ onda montante come i cervelloni del Fatto quotidiano e i sindacalisti rossi di oggi e di ieri (per esempio il cardinalizio-siberiano Cofferati) e persino i gruppi che sventolavano bandiere con falce e martello e bandiere a cinque stelle appassionatamente uniti davanti a Montecitorio (gli stessi pacifisti che poi si sono divertiti a dare la caccia ai “traditori” nei ristoranti romani), ebbene stiamo pur sempre parlando di una stra-straminoranza.

Quelli che volevano Rodotà, come avrebbe detto Jannacci, oh ye…

Allora come stanno le cose? Non avevano gridato al golpe, al tradimento della volontà popolare? Non avevano scritto, sempre sul Fatto quotidiano, che la democrazia era stata assassinata, che il suo funerale ormai già celebrato?

Ma cosa pensano questi della democrazia? Che bastano cinquemila clic fatti comodamente da casa  sul proprio portatile, qualche centinaio di portabandiere sbraitanti a spasso per la capitale e un paio di articoli di giornale che incitano alla violenza per esprimere la volontà sovrana del popolo italiano?

Ma lo sanno costoro che la nostra è  una democrazia parlamentare e che, pertanto, è nel Parlamento che si esprime la volontà popolare attraverso i suoi rappresentanti, democraticamente eletti, i quali hanno ancora una volta democraticamente eletto Giorgio Napolitano e per giunta con una ampissima maggioranza?

La violenza verbale che è seguita alla legittima e sacrosanta elezione del Presidente, quella sì è stata una vera manifestazione di intolleranza antidemocratica: i deputati grillini che uscivano da Montecitorio per aizzare la piazza, Grillo stesso che ha parlato di colpo di stato e annunciato una marcia su Roma, le dichiarazioni inviperite di Vendola e gli articoli deliranti di Travaglio hanno contribuito a creare un clima pericolosissimo che soltanto l’autorevolezza e la compostezza con cui Napolitano ha parlato alle Camere è riuscito a disinnescare.

Rodotà, con tutto il rispetto che merita, non era affatto l’uomo nuovo che si voleva far credere; come non era, visti i numeri, il candidato del popolo italiano. E’ invece un politico nato con la prima Repubblica, che ha alle spalle ben quattro legislature e tutto un cursus di incarichi, presidenze e onorificenze che  gli hanno procurato una ricca pensione certamente non inferiore a quella di Amato, per la quale  i grillini si sono tanto scandalizzati.

Rodotà era dunque il candidato del movimento 5stelle e della sinistra radicale, e Bersani almeno questo l’ha capito: che sostenere il vecchio presidente dei Ds riciclato in versione noglobal   avrebbe significato consegnare praticamente l’ Italia a Beppe Grillo, colui che oggi  continua  la sua attività di  s-fascista rilasciando alla stampa tedesca previsioni da calendario Maya sui conti dello stato italiano.

Non c’è dubbio che, a questo punto, la vera priorità è dare respiro alla gente, e quindi, detto in parole povere,  meno tasse e più soldi in busta paga. Questo non è un sogno impossibile: Giavazzi e Alesina sul Corsera l’ hanno spiegato chiaramente calcoli alla mano. Ma il governo del Presidente, quel governo di larghe intese che abbiamo sempre auspicato e che grazie a Giorgio Napolitano è diventato possibile, ora deve affondare il bisturi con coraggio e fare quelle riforme economiche ed istituzionali che gli italiani aspettano da troppo tempo.

God save the Queen, cantano gli inglesi con orgoglio, mentre gli americani e i francesi  riconoscono alla figura del Presidente il ruolo guida della nazione. E’ evidente che Napolitano, già durante il primo settennato e ancora di più con la sua rielezione, ha arricchito questa istituzione di nuovi significati e funzioni che ormai non potranno più essere rimossi, ma che dovranno necessariamente tradursi in una curvatura presidenziale (o meglio ancora semipresidenziale) del  sistema.

Lunga vita al nostro Presidente, dunque.

Pubblicato in : Editoriale

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    30 Aprile 2013 alle 00:04

    Rodotà non sarebbe stato per niente male, e i 4677 voti che ha avuto, sono comunque superiori a quelli ottenuti da Napolitano.
    Se ci fossero state le elezioni dirette del Capo dello Stato, non avrebbe vinto Rodotà, ma ancor meno Napolitano!
    Solo Emma Bonino avrebbe avuto i voti necessari per essere eletta.

    Rispondi
    • Silla Cellino

      30 Aprile 2013 alle 11:32

      Paolo Francia, ogni tanto a chetarsi si fa più bella figura

      Rispondi
  2. marisa brambilla

    29 Aprile 2013 alle 21:16

    Ben detto, caro Riviello! Concordo su tutto, e ancor più rafforzo il tuo giudizio sul M5S dopo i gravi fatti di ieri mattina avvenuti davanti a Palazzo Chigi e le parole insensate del grillino che è intervenuto oggi pomeriggio durante le dichiarazioni di fiducia al governo presentato da Enrico Letta. Parole offensive per il Parlamento e per le istituzioni, che, come è stato rimarcato in aula, il vicepresidente di turno, grillino per l’appunto, non è stato capace di fermare. Non voglio ripetere quanto detto, a caldo, dal sindaco Alemanno, (dalle parole alle pietre il passo è breve, e da queste alle pallottole. . .) ma rifiuto con forza l’idea che con gli insulti e le volgarità si possa cambiare l’italia e dare una mano a risolvere i problemi degli italiani. Grazie.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti