Firenze, 18 novembre 2008. Come sempre Graziano Cioni, in quel momento, forse, l’uomo più popolare di Firenze, sommando ai tantissimi che lo apprezzano in città anche i non pochi che lo maledicono, varca il portone di Palazzo Vecchio. E’ certamente il primo fra gli assessori della giunta di Leonardo Domenici: Cioni è mattiniero di abitudine. Massimo alle 8, tutti i giorni è in ufficio, ma non prima di avere già stretto la mano o scambiato battute salaci con decine di fiorentini: amici e avversari, senza distinzioni o discriminazioni. Per questo, per una lunga carriera alle spalle come amministratore e uomo di partito, per una serie di provvedimenti che hanno spaccato l’opinione pubblica ma anche raggiunto risultati concreti (Zona a traffico Limitato, sostegno all’accoglienza ma nella legalità, lotta ai comportamenti che infastidiscono i cittadini, etc.) ha un seguito larghissimo. Dentro il suo partito, il PD è già in corso la lotta per la candidatura a sindaco, visto che Domenici non potrà ricandidarsi. In corsa c’è anche Graziano. Ma non è il solo. C’è Lapo Pistelli, parlamentare, dirigente nazionale e uomo forte del PD fiorentino. Ma si stanno scaldando anche il presidente della Provincia, un giovane scalpitante, di nome Matteo Renzi. E, ancora, Daniela Lastri, assessore comunale molto forte tra i vecchi iscritti al PCI, ai quali si aggiungerà, all’ultimo tuffo e inatteso, il parlamentare, ex vice-sindaco ed ex assessore regionale, Michele Ventura.
Non sono in pochi a pensare che il favorito sia proprio Cioni, a coronamento di una carriera che lo aveva visto ricoprire una lunga serie di incarichi: assessore provinciale, più volte assessore al comune di Firenze e vice-sindaco, deputato, senatore. Ma soprattutto per la sua popolarità, che nessuno dei politici in corsa eguaglia in quel momento.
Ma quel giorno, poco dopo aver raggiunto il suo ufficio al terzo piano di Palazzo Vecchio, per Graziano cambia la vita. Altro che ambizioni di Sindaco. In ufficio si presentano tre agenti dei ROS: gli consegnano un avviso di garanzia e perquisiscono, poi, ufficio ed abitazione. A pochi giorni di distanza, il partito, in una riunione tesissima, voterà per l’esclusione di Graziano Cioni dalle primarie per la carica di Sindaco di Firenze. E in quel momento non cambierà solo la storia personale di Cioni ma anche la storia d’Italia. Perché sarà Matteo Renzi a vincere le primarie. Diventerà sindaco di Firenze, non senza subire “l’onta” del ballottaggio con Giovanni Galli candidato del PDL che i dirigenti del partito avevano fatto di tutto per “ammosciare” con un lungo tira e molla che aveva reso incerta fino all’ultimo la sua candidatura.
Si tratta di un “passaggio” molto delicato della storia di Firenze e non solo. Cioni, come è noto, venne assolto in primo grado, condannato in appello, e definitivamente prosciolto “perché il fatto non sussiste” in Cassazione, dopo otto anni di comprensibili sofferenze.
Ora, sta per pubblicare un libro che contiene passaggi interessanti, molti anche divertenti, della sua vita. Si intitola “Cioni ti ama” e fa il verso a quello che si intitola “Cioni ti odia”, pubblicato anni addietro. Comprensibilmente c’è ampio spazio anche per la inquietante vicenda giudiziaria che lo tolse di mezzo dalle elezioni a sindaco di Firenze in quel drammatico 2008. Che ebbe coincidenze inquietanti. Il libro sarà presentato a Firenze alla fine di aprile. Sarà Pensalibero ad organizzare la presentazione. E sarà l’occasione non per fare dietrologia, ma chiarezza fin quanto è possibile, chiamando a discutere protagonisti e testimoni di quelle vicende. E, perchè no, per ribadire che lottare per la verità e la giustizia è cosa di cui vale sempre la pena. Insomma, ci piacerebbe che la presentazione di “Cioni ti ama” fosse un messaggio di speranza per quanti hanno subito storie analoghe (sono molti, troppi). Ed anche per tutti coloro che si trovano a lottare contro altri tipi di difficoltà che purtroppo capita spesso di incontrare nella vita.
N.C.

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