
“Mannucci vai e vinci a Mediglia, ma tagliati i capelli, sono troppo lunghi di dietro.”
Cinque novembre 1996 al teatro Manzoni convention dei candidati sindaci di Forza Italia per la tornata elettorale anticipata del 17 novembre per i comuni dell’Hinterland milanese.
Tutti riuniti nel tempio della Fininvest e della futura Mediaset.
Sala gremita, al centro del palco Lui sull’immancabile sgabello in doppio petto blu scuro.
A semicerchio, dietro, lo stato maggiore del partito in Lombardia.
Cesare Cadeo, speaker di eccezione, professionale da televendita della politica ci chiama ad uno ad uno per stringere la mano al Cavaliere, ricevere un incoraggiamento da lui e una pacca sulla spalla come le dava a Gullit, Van Basten a Paolo Maldini e capitan Baresi prima di una finale di Champions e ricevere l’ovazione della platea.
Siamo una ventina. Io sono il numero 12 (il mio destino eterno da secondo portiere), ora tocca a me. Ho 33 anni, emozionato, ma anche sfodero un tracotante mix di arroganza ed incoscienza. Vesto rigorsamente giacca blu, pantaloni grigio antracite, camicia azzurra e cravatta a righe.
Cesare Cadeo: “presidente, Cesare Mannucci, candidato sindaco a Mediglia”.
Stretta di mano forte e calorosa e il Presidente mi sussurra in un orecchio: “Mannucci ma lo sai che una volta avevo una fidanzata a Mediglia?”….Poi a microfono aperto: “E quella cos’è?” “Presidente Lei mi può chiedere tutto ma non di togliere la spilla della mia Inter”. “Va bene, nessuno dei candidati di Forza Italia è perfetto. Bravo lo stesso, mi raccomando vai a vincere. Ah…tagliati quei capelli sono troppo lunghi di dietro, vero Signore, cosa dite voi li in sala?” Applauso da stadio e risate da Zelig.
Il 17 novembre ho vinto togliendo dopo 50 anni esatti il comune alle giunte frontiste e la sera mi arrivò il telegramma di rallegramenti del Presidente Berlusconi.
Primavera 1998, elezioni amministrative sempre nell’Hinterland milanese, questa volta da sindaco in carica sono tra il pubblico delle prime file riservate al Manzoni.
E’ candidato a Melegnano Massimo Codari, commercialista e nostro collaboratore.
Stesso copione, stessi “attori sul palco”. Tocca a lui.
“Ah Codari, ma lo sai che una volta avevo una fidanzata a Melegnano?”
Massimo me lo racconta a fine convention… e io di botto: “Cazzo ma Silvio si è scopato tutte le gnocche del Sud Milano?”
E’ stato un grande, con grandi luci ed enormi ombre.
Ma a me piace ricordarlo cosi….il tombeur de femmes del Sudmilanese.
Ciao Silvio, addio Presidente.
Cesare Mannucci

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