Sembra incredibile, eppure è successo ancora. Tutte le volte che una decisione, una proposta di legge o una trattativa segnano il passo, ovvero si risolvono in un niente di fatto, per nascondere l’insuccesso, si comunica al mondo che “politicamente sono stati compiuti importanti passi in avanti. Questa volta la simpatica locuzione infratta-insuccessi è stata usata (abbondantemente) a proposito dell’incontro tra il nostro presidente del consiglio, Renzi e la cancelliera Angela Merkel. Sul tavolo piccoli problemi che da troppo tempo creano frizioni tra Italia e Germania. Quisquiglie come i migranti (che ognuno vorrebbe a carico dell’altro) e i parametri dei bilanci statali (che la Germania vorrebbe rigidi e noi, al solito, elastici). Nessuno si è schiodato dalla posizione. Eppure i commentatori servizievoli e quelli distratti ci hanno tenuto a tranquillizzarci: ci sono passi in avanti sul piano politico.
Insomma: Italia e Germania, dalla fine della Grande Guerra in poi, poco meno di un secolo, stanno dalla stessa parte; alleati nella seconda guerra mondiale; assieme nella Nato e nella UE; uniti nella moneta e riescono a fare passi in avanti politici. Chè, altrimenti, si sparavano.
E non è stato l’unico cazzeggio della settimana trascorsa. Subito a ruota, alcune dichiarazioni nell’ambito delle varie cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario. In quasi tutte le sedi di Corte d’Appello è risuonato nuovamente il grido di dolore sui tempi da lumaca della Giustizia. Che non sono semplici ritardi: il più delle volte sono, di per se, clamorosa e dolorosa ingiustizia. Ecco, un magistrato assai noto per i suoi clamorosi insuccessi accompagnati da inchieste e processi durati più lustri, ha trovato la medicina: allungare i tempi della prescrizione. Quale? Solo la penale o anche la civile? Di studiare il modo di sveltire i tempi della giustizia non se ne parla nemmeno. Anche per non turbare l’ineffabile ministro Orlando tutto lieto perché – ha annunciato festante – “la Giustizia ha dei problemi, ma non c’è più il rapporto conflittuale tra politici e magistrati”. Forse la politica si è arresa…
Ma quello di Orlando, a ben vedere, non è cazzeggio. E’ solo una barzelletta.

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