Tra Carpi e l’innesto sull’A1, Autostrada del Sole, tratto finale dell’Auto Brennero in zona Modena, sono più i giorni e le ore in cui si sta in coda rispetto ai giorni e alle ore in cui il flusso è regolare. Mica male. Dieci anni fa non accadeva con questa frequenza. Due o tre chilometri di coda sono quasi normali in certi orari, e in certi giorni.
Ma si arriva anche a quattro chilometri di coda. Tanto è vero che la società che gestisce l’autostrada ha collocato segnalatori che avvertono delle code anche ai lati della strada oltre a usare i panelli fissi di informazione, quelli che stanno lassù. Ma perché ci sono sempre le code? Si è ristretta l’autostrada? Siamo aumentati noi?
Ovviamente concorrono più fattori. E’ normale che quando da un flusso di veicoli che viaggiano su due corsie si arriva a una corsia soltanto con rallentamento per lo svincolo si affronta un effetto tappo che inevitabilmente crea rallentamenti e coda.
Ma è anche vero che il traffico è aumentato di suo e quindi più auto e più camion che arrivano nello stesso punto fanno effetto dogana nell’innesto che dovrebbe invece essere libero e bello. L’effetto non è bello. Il tappo di Campogalliano è funesto per il sistema economico e sociale del territorio. Strade e autostrade nascono e si sviluppano per favorire gli spostamenti non per frenarli o bloccarli.
Un nodo che blocca il flusso per due o tre chilometri nelle ore più diverse diventa un problema per chi deve spostarsi tra Carpi e Modena ma anche per chi deve raggiungere Bologna da Verona utilizzando appunto la Brennero.
Ci sono altri nodi di accesso simili che risultano punti critici come le autostrade e le superstrade della Toscana che si innestano sulla A1 in zona fiorentina: parliamo della Lucca Firenze Est che riversa fiumi di traffico in entrata e uscita così come fa l’Autopalio la Siena Firenze con code che spesso arrivano a quattro sei chilometri.
Insomma c’è un problema di innesti e di connessioni. Ci si augura che nei piani di ammodernamento allargamento delle corsie di marcia della Autostrada de Brennero sia previsto un intervento specifico per il collegamento direzione Sud della Brennero alla Sole perché questa ormai quasi costante coda sull’immissione crea problemi anche per chi fa le medie percorrenze. Mezzora in più mezzora in meno può fare la differenza per certi trasporti.
Spesso con la coda sulla immissione molti camionisti e automobilisti preferiscono uscire a Carpi e raggiungere Modena Nord attraverso la strada di Soliera ovviamente rischiando l’intasamento sulla cosiddetta viabilità ordinaria. Camion e smog tra Soliera, Ganaceto e Lesignana non sono proprio quello che invocano gli abitanti di questa zona a ridosso della tangenziale di Modena.
Da molti anni si parla della necessità di realizzare la bretella autostradale Campogalliano – Sassuolo che dovrebbe unire questo importante snodo della viabilità italiana A1-Autobrennero con il celebrato distretto delle mattonelle e delle ceramiche.
Si studia e si progetta da anni e decenni questa Campogalliano-Sassuolo ma il traffico di camion e auto è ancora tutto sulla strada ordinaria con gli effetti che tutti possiamo immaginare tra campi e case, tra cortili cascinali e centri abitati. Insomma il quadrante Carpi Sassuolo Rubiera Modena Nord è uno snodo nevralgico del traffico nazionale e internazionale a cui va data una sistemazione organica e moderna.
Non possiamo pensare che la connessione tra la principale direttrice nord sud della montagna, cioè la Brennero, e la principale autostrada italiana, la A1 detta anche la Sole, con quattro corsie in quel tratto possa essere basata e risolta sullo svincolo a 1 una corsia lenta pensata 40 anni fa. Le infrastrutture invecchiano: non solo i ponti, anche gli svincoli.
Fabrizio Binacchi

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