• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

QUARTIERINO MALATO

Di Davide Giacalone La malattia morale e mentale che ha colpito il nostro paese. Finiamola con il continuo sconcio delle cronache giudiziarie alimentate solo con le accuse.

di Davide Giacalone | 28 Febbraio 2011

Il pubblico ministero chiede tre anni di carcere per Antonio Fazio, ex governatore della Banca d’Italia. La notizia, naturalmente, rimbalza dalle agenzie ai notiziari e da qui ai giornali, rinfrescando la memoria di quanti avessero posto nel dimenticatoio lo scandalo di quella scalata. Siccome è oramai chiaro che sul nostro naso si trovano occhiali diversi da quelli che usano altri, le considerazioni che ne ricavo sono diverse da quelle a piene mani diffuse.

1. Prima di tutto sarebbe ora di finirla con questo sconcio delle cronache giudiziarie alimentate solo con le accuse, come sarebbe ora di smetterla di dare informazioni utili solo a consolidare il pregiudizio colpevolista. Si comincia con le indagini, si prosegue con l’avviso di garanzia, poi la richiesta di rinvio a giudizio, quindi il rinvio, cui segue l’esposizione del pubblico ministero, per giungere alla richiesta di condanna. Prima di avere ascoltato un verdetto, provvisorio per giunta, l’imputato è già stato condannato una decina di volte.

2. Sia i fatti che l’inchiesta in questione risalgono al 2005. Sono passati cinque o sei anni per arrivare alla conclusione dibattimentale. Dopo le repliche delle difese (di cui nessuno pubblicherà alcunché) ci sarà la sentenza di primo grado. Questa verrà appellata, ovviamente. Poi, dopo il secondo grado, si chiederà alla Corte di cassazione di porre la parola “fine”. Tempi previsti, a volere fare in fretta, complessivi dieci anni. E mi tengo basso. Fuori dalla civiltà. Per giunta su un tema, relativo al mercato, in cui la realtà viaggia bruciando i minuti.

3. La mia opinione è che, in quella vicenda, Antonio Fazio abbia sbagliato. Non dico e non scrivo nulla sulla questione penale, perché conservo un (inutile) rispetto della legge e mi ripugna la sola idea che le colpevolezze e le innocenze si commercino fuori dalla sede dovuta. Ma ritengo che abbia sbagliato: quale che sia fine non poteva giustificare una condotta così poco conforme alla funzione. Detto questo, però, occorre ricordare che se, oggi, il nostro governo può andare in giro per l’Europa dicendo che la crisi è prevalentemente bancaria e che, pertanto, l’Italia ha colpe minime e le nostre banche sono messe cento volte meglio di quanto non siano conciate quelle degli altri, ciò lo si deve anche a Fazio.

4. Così come il processo di concentrazione bancaria, di cui quella scassatissima scalata era una delle tessere, è stato un fatto positivo. E lo dobbiamo, anche questo, a Fazio.

5. Gli ultimi due punti non devono servire per sostenere che le eventuali colpe penali si compensano con altri meriti, giacché le une non hanno nulla a che vedere con gli altri. Sono cose diverse e vanno mantenute separate. Ma dobbiamo piantarla di leggere, esaminare e ricordare la nostra vita collettiva solo alla luce delle carte processuali. E’ diventata una malattia, morale e mentale.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti