• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quaresima social digitale

C’è un uso, anche nel clero, talvolta senza misura dei social network, dice l’arcivescovo Zuppi. Ma un po’ di digiuno da schermo farebbe bene a tutti.

di Fabrizio Binacchi | 4 Febbraio 2019

Stiamo troppo a chattare e a navigare, a commentare e  a postare? Dipende dalle categorie e dal tempo. Ma in generale passa l’immagine che ormai siamo quasi tutti ingabbiati nell’ossessione digitale e passiamo le nostre ore tra Whatsap e Facebook, tra Instagram e Google Maps e via postando.

Non c’è categoria esente. Persino i preti. Ormai ci siamo abituati al “don” e al “monsignore” che postano pezzi e foto, che commentano e condividono che registrano e fanno selfie. Ma pare che da qualche parte si esageri. L’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, l’altro giorno non è andato per il sottile : “A qualcuno che ci passa troppo tempo o commenta i fatti di politica taglierei le mani”. Ovviamente è una immagine iperbolica, diciamo una efficace metafora.

Ma che il capo della Chiesa bolognese, che è riconosciuto come uno dei vescovi più progressisti ed aperti  dell’attuale intera compagine episcopale italiana, arrivi ad ammonire i suoi sacerdoti in questo modo la dice lunga.  C’è un uso, anche nel clero, talvolta senza misura dei social network. Ovviamente succede a Bologna come a Firenze, succede a Mantova come a Cosenza. Anche i preti sono uomini e tutto mondo è paese, giusto per usare due modi di dire  francamente universali.

Le esagerazioni social-digitali sono in tutte le categorie dai medici ai professori, dai politici ai giornalisti,  dagli architetti ai piloti ma forse per i sacerdoti fa più impressione, forse per specifica percezione culturale. Si pensa e si dice: un prete dovrebbe essere più sobrio in tutto. Anche nel digitale.

Fatto sta che Zuppi ha invocato una quaresima social digitale per quei preti che passano più tempo in Rete che a parlare con i loro parrocchiani. Direi che questa invocata “quaresima social digitale” potrebbe essere benissimo estesa anche a tutti noi, in qualche maniera social-dipendenti.

Un po’ di astinenza da chat, un po’ di digiuno da bacheche e like di certo  non ci farebbero male. Come digiuno e astinenza a tavola, e dalla tavola. Non a caso c’è un dibattito molto acceso e aperto, anche di carattere pedagogico e non solo comportamentale,  sul divieto di telefonini in classe. C’è chi dice che è meglio lasciarli fuori sia per professori che per gli studenti, c’è chi dice che ormai il telefonino è un mezzo per studiare e ricercare, sia tra studenti sia tra professori.

Ovviamente la salvezza sta nel giusto mezzo (est modus in rebus) perché se chatti e guardi video per tutta la lezione non va bene, se whatsappi e  instagrammi a tutte le ore perdi solo tempo e non impari. Dovremmo percepire in certe occasioni il valore di “ausilio” dello smartphone e non di guida, di assistenza e non di dipendenza.

A parte le categorie professionali che sono obbligate per lavoro a stare incollate ad uno schermo, speriamo con pausa almeno ogni due ore come prescritto e caldamente consigliato, i facoltativi del digitale potrebbero davvero approfittare della stagione di quaresima per fare dei bei fioretti, come si diceva una volta. Pianificarsi un’ora di social network al giorno e non di più, evitare di stare con gli occhi incollati allo schermo a tavola e al cinema, spegnere il cellulare un giorno alla settimana e riempire il vuoto del digitale con il pieno di un libro, cartaceo, con pieghe alle pagine, appunti sottolineature e orecchie da uso e riuso. Almeno provare e vedere l’effetto che fa.

Di sicuro ci guadagnano gli occhi, che non devono fissare sempre uno schermo, e le mani che non devono sempre mutuare la stessa identica impugnatura, la stessa articolazione di scrittura e lo stesso gesto di scrollatura. Guarda come siamo arrivati a scrivere e a parlare.

Il digitale impone anche un tema di memoria. E riguarda chi, come tanti di noi, invece di vivere un evento lo fotografa, invece di ammirare a pieni occhi inquadri a occhi socchiusi. Ci sono studi psicologici, diffusi anche di recente, che spiegano come la nostra ossessione di fotografare tutto quello che vediamo cambia la nostra modalità di ricordare gli eventi. Non c’è dubbio che dopo una certa età sentiamo il bisogno di ricorrere a “memorie esterne” e il telefonino è un buon rifugio, ma ricordare solo attraverso quelle foto può averci fatto dimenticare i suoni, le voci, i profumi, le sensazioni di contesto che quell’evento -che siamo stati intenti solo a fotografare- poteva produrre.

Insomma anche qui:  meglio guardare e vivere in diretta, cioè fotografare di testa, che vivere in differita, cioè fotografare di smart. Poi ci penserà il cervello a selezionare ciò che davvero valeva la pena ricordare e ciò che sarebbe andato comunque nel cestino cerebrale. Buona quaresima digitale a tutti.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: bologna, cellulare, chiesa, cinema, firenze, impressione, lavoro, mantova, medici, mondo, percezione, professori, studenti

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti