• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quando una casa è prigione per gli anziani

Il recente convegno a Pistoia promosso dalla Fondazione Turati sensibile all’argomento e al problema della vita degli anziani sugli appartamenti diventano prigioni per nonni fragili e difficoltà deambulatore ha messo in rilievo uno degli aspetti di maggiore rilevanza sociale delle nostre città: la libertà di vivere pienamente l’ambiente da parte di tutti.

di Fabrizio Binacchi | 24 Aprile 2024
from PxHere

è prigione per gli anziani

Siamo sicuri che le nonne e i nonni che ci guardano dalla finestra di un terzo piano in centro a Firenze o Livorno, o da un terzo o sesto piano in viale Talenti o in via Pisana non siano solo curiosi del passeggio ma prigionieri in casa?

Non possiamo, non dobbiamo costringere i nostri nonni e le nostre nonne a stare alla finestra e guardare con nostalgia quello che accade lì in strada.

Il recente convegno a Pistoia promosso dalla Fondazione Turati sensibile all’argomento e al problema della vita degli anziani sugli appartamenti diventano prigioni per nonni fragili e difficoltà deambulatore ha messo in rilievo uno degli aspetti di maggiore rilevanza sociale delle nostre città: la libertà di vivere pienamente l’ambiente da parte di tutti.

E’ garantito a tutte e a tutti fare una passeggiata sotto casa se il nonno abita al terzo piano di un palazzo anni Venti senza ascensore? No! O a che prezzo il sì? Il tema del rapporto città anziani è una sfida di futuro. Più anziani, più fragili, più soli. Servono nuovi modelli abitativi che assicurino assistenza e contrasto alla solitudine. E’ la sintesi dell’incontro pistoiese di Fondazione Turati onlus realizzato con la compartecipazione del Comune di Pistoia, il patrocinio della Società della Salute pistoiese e in collaborazione il Laboratorio Percorsi di secondo welfare di Milano. “L’abitare di anziani e fragili, verso una proposta di co-programmazione”

Un obiettivo, questo, raggiungibile solo con l’impegno di tutti, dagli stessi anziani agli enti pubblici, dal Terzo settore al volontariato, dalla cooperazione al privato.

Non è uno scherzo, è un problema vero. E con gli anni può diventare il problema dei problemi. Diventiamo sempre più vecchi, i vecchi in molte città e in molti paesi saranno un numero molto più alto dei giovani e le case in cui abitano possono diventare delle prigioni.

Perché? Perché non hanno gli ascensori, e un anziano su tre con problemi motòri (cioè di movimento e di articolazione non di rombo da gran premio) preferisce non uscire e affidarsi ad altri per fare la spesa o far sbrigare faccende in cui non è necessaria la sua presenza.

Ci vorrebbe dunque un grande piano di adeguamento strutturale delle nostre case, come da tempo sottolineano anche gli Imprenditori delle Costruzioni,  per consentire ai nostri nonni e alle nostre nonne che abitano al terzo al quarto e al sesto piano di uscire e andare al bar, fermarsi sotto il portico e bagolare con il conoscente, fermarsi a vedere cosa succede in un cantiere vicino, di andare all’edicola e comprare il giornale, fare vita sociale come se non  avessero problemi al ginocchio e all’anca.

Le statistiche sono crudeli: nel giro di 30 anni in molte comunità gli over 65 saranno quattro volte gli under trenta, in altre solo (si fa per dire) tre volte ma l’emergenza non cambia. E’ una emergenza non solo economica perché come si può immaginare aumentano i carichi pensionistici e di assistenza, ma anche i carichi sociali perché un cosiddetto anziano con ridotta capacità di movimento autonomo, sviluppa una predisposizione piuttosto comprensibile a non uscire di casa se deve fare tre quattro rampe di scale. “Chi me lo fa fare di scendere per quattro piani, ma anche tre, e poi risalire altri 30 o quaranta gradini per andare a fare un giro al parco o prendere il giornale”.

Le case vecchie senza ascensori diventano o possono diventare automaticamente delle prigioni in città che imprigionano cittadini: non è una bella prospettiva.

La statistica pone una riflessione sull’adeguamento abitativo: diventiamo vecchi ma le nostre case lo sono già. Soprattutto nei centri storici delle nostre amate città, che diventano loro stesse per molte classi di età over 65 delle prigioni.

Mi è capitato di entrare in un grande palazzo del centro storico di Bologna e solo per arrivare dal piano stradale al grande atrio colonnato, da dove si diramano i corridoi e le altre scale padronali, ho contato 12 gradini, anzi gradoni. E lì non c’è ascensore che tenga. Ma anche nei palazzi meno nobiliari e più popolari, le scale e l’assenza dell’ascensore sono un problema: case popolari attorno all’Ospedale Sant’Orsola sempre a Bologna con 16  gradini per rampa/piano non sono uno scherzo. Case di cento anni, abitazioni fatte tra le due guerre del secolo scorso e quindi con sistemi e requisiti che non prevedevano quello che sarebbe successo: e cioè che i nonni sarebbero stati più dei ragazzi, che le nonne sarebbero state più delle giovani.

Già la vecchiaia per molti è una mezza prigionia, evitiamo di farla doppia solo perché ci avvolge l’indolenza o non abbiamo idea da dove cominciare.

Riqualificare e rigenerare le case del centro che non hanno elevatori e ascensori per consentire a tutti gli abitanti di avere le stesse possibilità di vita: cioè vivere senza limitazioni.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, anni venti, anziani, bologna, emergenza, firenze, fondazione turati, futuro, giovani, livorno, milano, movimento, pistoia, secolo scorso

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti