Il giornale in lingua russa (con sunti in lingua italiana) “La Nostra Gazzetta”, che è in vendita nelle edicole di tutta Italia, nel numero ultimo del 21 dicembre ha pubblicato una intervista a Gino Di Maro, vicepresidente de La Rondine e membro della Direzione Nazionale del Polo Laico e Liberalsocialista. Di Maro ha colto l’occasione per fare una forte denuncia sui diritti calpestati agli extracomunitari clandestini.
Ne riportiamo una parte tradotta in italiano.
Domanda: Cosa è cambiato per gli extracomunitari negli ultimi anni?
Di Maro: Tranne che a Napoli che è una realtà diversa dal resto dell’Italia perché Napoli ha problemi irrisolti per gli stessi napoletani, è cambiata soprattutto l’idea sull’immigrazione sia negli stessi immigrati che negli italiani. Lavoro a Milano e conosco bene la realtà del nord Italia ove l’integrazione, che è lo scopo principale per cui si batte la Rondine, se prima sembrava irraggiungibile oggi può essere una realtà anche se da costruire con molti sacrifici.
Ma tale rinnovamento è offuscato dalla piaga del lavoro “a nero” che si allarga sempre più soprattutto a causa di leggi che non sono adeguate.
Domanda: Lei mette subito il dito nella piaga, è la Legge Bossi/Fini l’origine di tutti i mali?
Di Maro: No. La denuncia che faccio dell’inadeguatezza delle leggi è più antica. Non dimentichiamo che il testo unico sull’immigrazione fu varato sotto il governo D’Alema, nel 1998, ed in questo testo è contenuta quella norma ipocrita (l’art. 22) che prevede che un datore di lavoro che ha necessità di assumere personale extracomunitario non può procedere all’assunzione di un extracomunitario che già si trova in Italia e di cui può verificare le capacità lavorative, ma deve ricorrere necessariamente alla c.d. “chiamata diretta” cioè all’assunzione di un lavoratore extracomunitario che si deve trovare nella propria nazione di origine.
L’emergenza è che centinaia di migliaia di extracomunitari, che sono entrati in Italia senza la “chiamata diretta” che è assurda perché nessuno ovviamente li chiamava nel paese di origine e lavorano in Italia producendo ricchezza. Essi sono costretti ad essere “clandestini” e costretti ad ingrossare le file del lavoro “a nero”.
Clandestini dunque non si è per sfida all’Italia o alla legge dell’Italia, ma si diventa per la legge dell’Italia!
Domanda: Come si può superare l’attuale emergenza? Lei che consigli darebbe al Governo Prodi?
Di Maro: Oltre ad essere un’emergenza è un andazzo ed è realtà di tutti i giorni che il centrosinistra continua a mantenere in vita queste norme con tutte le contraddizioni dette e le ipocrisie e chi beneficia di questo stato dei fatti nella fase finale, che è quella che conta, è la lobby del lavoro “a nero”.
Ho già scritto in più riprese al Ministro Amato segnalando i punti cardini da affrontare sottolineando l’urgenza, ma inutilmente.
Anche la presidente della Rondine, Alla Hrytsay, che è ucraina e clandestina, ha rivolto un appello ai Ministri dell’attuale Governo Prodi chiedendo i diritti previsti dalla Costituzione Italiana ed dalla Convenzione Europea che sostanzialmente vengono calpestati ogni giorno.
Domanda: La Rondine ha come Presidente una clandestina?
Di Maro: Si e non è colpa Sua se è clandestina.
La Rondine è da anni l’associazione capofila di chi si batte in Italia per i diritti dei clandestini. Gli avvocati della Rondine, che sono in diverse località italiane, hanno anche redatto un informale statuto dei lavoratori clandestini.
Domanda: Tecnicamente quale sarebbe la soluzione migliore?
Di Maro: L’emergenza si supererà se sarà introdotto il “permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro” accanto alla possibilità del datore di lavoro di assumere direttamente anche un clandestino nei limiti dei flussi, ma non vedo la volontà politica di questo centrosinistra.
Per queste ragioni rivolgo un appello a tutti i clandestini presenti in Italia a fare un gesto concreto e forte presentando la Domanda di permesso di soggiorno direttamente al Ministro Giuliano Amato che non potrà cestinare le domande e dovrà assumersene le conseguenze.
Se entro fine anno il centrosinistra non adotta un provvedimento d’urgenza la Rondine, insieme ad altre associazioni e forze politiche, adotterà una forte iniziativa. Per ora non mi faccia anticipare altro!

Sui concetti di fondo da tè espressi non si può che essere d’accordo.
Ciò non toglie, però, che oggi, nonostante l’obbrobrio della “Bossi – Fini” non mi sembra che “il minimo richiedibile ed il massimo concedibile”sia una regola rispettata. Io sono stato un campeista e ti assicuro che ovunque mi fermavo, pulivo l’area dai rifiuti e dai detriti che ovunque si trovano, mi appartavo dove potessi non dare fastidio, nonostante ciò, dopo qualche ora arrivava il “solito” vigile molto solerte e mi invitava ad andarmene. Come mai lo stesso parametro non viene applicato per quei nomadi che arrivano in comitiva, si accampano alla rinfusa, aggiungono sporcizia a sporcizia?
Lo stesso discorso vale per molti extracomunitari”stanziali” che si insediano in un quartiere “dignitoso, e lo riducono in un immondo vivaio di topi, con l’immaginabile felicità di chi ha investito i risparmi di una vita per farsi la casa.
Oggi finalmente si parla di andare a vedere da dove arrivano i soldi per costruire le moschee, considerato che gli adepti in Italia sono per lo più poveri e/o nulla tenenti, può essere lecito chiederselo.
Qui sta allora il mio “il minimo richiedibile ed il massimo concedibile”.
Accoglienza ed integrazione non vuol dire essere liberi di fare ciò che agli “indigeni” non è permesso fare, vuol dire semmai inserirsi senza turbare usi e costumi .
Chi si integra o vuole integrarsi non si vede, non appare, chi invece pretende di arrivare in un paese e prevaricare usi e costumi, non assoggettarsi a regole fino ad ora condivise, chi si erge a detentore del “verbo”, è dirompente, che sia clandestino o “regolare” e porta a quelle sollevazioni di popolo e al “dagli allo straniero” che noi tutti deploriamo.
In Italia non abbiamo bisogno di “corti islamiche, ne buddiste, ne cristiane, ne di nessun’altra specie.
In Italia abbiamo bisogno di convivenza, di condivisione, di rispetto delle persone, delle leggi , delle religioni e delle regole.
Il minimo richiedibile ed il massimo concedibile!
Ps. Ho fatto dei banalissimi esempi che portano però ad inquadrare il problema, non razzismo, non qualunquismo, non integralismo, ma semplice buon senso.
Caro Malabrocca,
c’è chi parla come un libro stampato, chi come il compagno Civitano non detiene il verbo della verità e chi ripete il verbo leghista.
Per Tua norma non la mia intervista, ma la legge italiana prevede che lo straniero che è in Italia ha gli stessi diritti e doveri degli italiani con tutto ciò che comporta per questi ultimi. “…il minimo richiedibile ed il massimo concedibile…”!
Detti i doveri, su cui non si transige, il punto è che, con la legge che ho citato nell’intervista, pazza ed ipocrita, agli extracomunitari vengono calpestati i diritti sanciti nella Costituzione Italiana scritta da Persone un po’ diverse da Bossi e Fini.
Nella mia intervista si lascia capire, ma è bene che lo sottolineo specificamente, che ci batteremo fino in fondo per una battaglia di verità sui diritti negati restando chiaro che ci battiamo per l’extracomunitaria/o che è venuta/o in Italia per lavorare mentre devono essere mandati a casa gli altri (zoccole, ubriaconi e spacciatori ecc.) con un calcio nel sedere.
Sulla Tua preoccupazione dell’allargamento dell’Europa alla Bulgaria e Romania voglio rassicurarTi perché anche per i Bulgari ed i Rumeni sui doveri non si faranno sconti né li chiediamo noi della Rondine. Puoi dormire tranquillo!
Sulla guerra tra poveri, piuttosto, Ti invito ad unirTi alla denuncia sul nuovo muro che è stato elevato in Europa. Valga quanto già denunciato nel maggio 2004 con il mero allargamento a Polonia, Ungheria ecc. che l’Europa una volta aveva il muro di Berlino mentre oggi ha il muro di Brest.
Gino Di Maro
P.S.: Caro Malabrocca, nei “salotti” milanesi che contano fino a non molto tempo fa si faceva il tifo per un certo leghismo di stretta osservanza bossiana. Oggi lo ripete solo qualcuno a malapena perché ha dato ben poco alla laboriosità lombarda.
Nei prossimi mesi il “problema” dei clandestini è destinato ad allargarsi in modo esponenziale, perché migliaia di Rumeni e di Bulgari , per via dell’accordo di Schengel ,cesseranno di essere considerati clandestini nel modo attuale per diventare “clandestini regolari” , ai quali si aggiungeranno i 40000 arrivi preventivati nella sola Lombardia.
Li chiamo “clandestini regolari”, perché non saranno più clandestini per la legge ma saranno clandestini per la società civile che non saprà, e forse , come nel caso dei Rom, non vorrà prendersene carico.
Ieri sera ho seguito a “Prima Serata”, su TL, un dibattito a dir poco demenziale sia da destra che da sinistra, basti pensare che l’unico che ha fatto un discorso intelligente, il chè non è affatto scontato, è stato il rappresentante leghista.
Si disquisiva su come accogliere il flusso preventivato in arrivo e su che regole applicare per l’accoglienza e l’ eventuale integrazione. All’ordine del giorno i campi d’accoglienza per i Rom, “non nel mio giardino” il senso di tutti gli interventi ben sapendo che così il problema si incancrenisce anzicchè risolverlo.La soluzione radicale della questione , è già scritta nelle leggi italiane, si tratta solo di applicarle.
1° bisogna ben definire chi sono i Rom echi sono gli stanziali.
I Rom sono coloro che fanno una vita itinerante, tutti coloro che hanno una permanenza continua in un luogo, sono
stanziali.
2° gli stanziali sono soggetti alla legge come tutti noi, domicilio e recapito fisso, bollette luce, gas, acqua, ici, Irpef.
3° Per gli itineranti, campi di accoglienza, sul tipo dei camper service , identificazione all’arrivo, n° massimo di
giorni di permanenza, pulizia ed igiene garantita con controlli giornalieri, a disposizione servizi igienici , acqua ,
Fognature, raccolta rifiuti ecc.
4° comportamenti in ottemperanza alle leggi italiane.
In buona sostanza, stessi diritti e stessi doveri degli italiani.
Vi sembra troppo , vi sembra poco ?
A me sembra il minimo richiedibile ed il massimo concedibile.Per tutti gli altri, i clandestini extracomunitari, la vita si farà certamente più difficile, inizierà una guerra tra poveri, se non si cambierà la legge, chi intende assumere avrà a disposizione migliaia di persone per le quali non ci saranno più complicazioni di tipo burocratico, quindi i clandestini extracomunitari verranno ancor più emarginati e rischieremo di fornire alla malavita un serbatoio do manovalanza a basso costo , pressocchè infinito.