• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quando lo capiremo, sarà troppo tardi

Per pochi minuti, l’altro ieri, 174 persone hanno viaggiato dentro un aereo che avrebbe potuto trasformarsi in un’arma. Il volo Flydubai FZ1073, diretto da Dubai a Tel Aviv e con a bordo in larga parte cittadini israeliani, ha rischiato di diventare il teatro di una strage. Il copilota, cittadino omanita, avrebbe accoltellato il comandante indiano Smit Machchhar e tentato di far precipitare il velivolo, che in meno di trenta secondi ha perso quasi 14.000 piedi. Passeggeri ed equipaggio sono riusciti a neutralizzarlo e altri piloti presenti a bordo hanno ripreso il controllo dell’aereo, atterrando in emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita.

di Piero Terracina | 2 Ottobre 2026

Per pochi minuti, l’altro ieri, 174 persone hanno viaggiato dentro un aereo che avrebbe potuto trasformarsi in un’arma. Il volo Flydubai FZ1073, diretto da Dubai a Tel Aviv e con a bordo in larga parte cittadini israeliani, ha rischiato di diventare il teatro di una strage. Il copilota, cittadino omanita, avrebbe accoltellato il comandante indiano Smit Machchhar e tentato di far precipitare il velivolo, che in meno di trenta secondi ha perso quasi 14.000 piedi. Passeggeri ed equipaggio sono riusciti a neutralizzarlo e altri piloti presenti a bordo hanno ripreso il controllo dell’aereo, atterrando in emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita. Le autorità israeliane stanno trattando l’accaduto come un possibile attentato jihadista, mentre il movente resta formalmente sotto indagine.

Ma il punto non è soltanto ciò che è accaduto. È ciò che sarebbe potuto accadere. Se quel disegno criminale fosse riuscito e quell’aereo fosse stato trasformato in un’arma contro Israele, ci saremmo trovati davanti alla stessa logica dell’11 settembre: un aereo civile carico di persone utilizzato per provocare una strage. Questa volta non è successo perché qualcuno a bordo ha avuto il coraggio e la lucidità di intervenire. È mancato pochissimo perché una normale rotta commerciale diventasse qualcosa di infinitamente più grave.

Ed è qui che torna il problema che l’Occidente continua a non voler affrontare fino in fondo. Da anni il fondamentalismo islamico cresce dentro un clima di indulgenza culturale nel quale ogni episodio viene immediatamente sommerso da distinguo, spiegazioni, contesti e giustificazioni. Il fanatismo viene tollerato finché non esplode, la propaganda viene sottovalutata finché non produce radicalizzazione e l’odio viene relativizzato finché qualcuno non prende un coltello, una bomba o, come ieri, il controllo di una cabina di pilotaggio. Abbiamo paura di chiamare il fenomeno con il suo nome perché siamo diventati più preoccupati di apparire intolleranti che di capire cosa abbiamo davanti.

Poi naturalmente dare la colpa a Netanyahu è facile. È diventato il passepartout con cui spiegare praticamente qualsiasi cosa accada in Medio Oriente, quasi che il fondamentalismo jihadista fosse nato con il suo governo e non avesse alle spalle decenni di attentati, organizzazioni terroristiche e stragi ben precedenti all’attuale guerra di Gaza. Le politiche di un governo possono essere contestate quanto si vuole, ma trasformarle nella spiegazione automatica del terrorismo significa confondere deliberatamente causa e contesto. L’11 settembre avvenne nel 2001, molto prima del 7 ottobre, della guerra di Gaza e dell’attuale governo israeliano. Il problema esisteva già, ed era sotto gli occhi di tutti.

Abbiamo volutamente inghiottito un virus che ci sta divorando dall’interno. Non perché qualcuno abbia conquistato militarmente l’Occidente, ma perché siamo stati noi a convincerci che bastasse tollerare tutto, comprendere tutto e contestualizzare tutto affinché il problema si dissolvesse da solo. Non è successo. Il fondamentalismo ha invece imparato a utilizzare le nostre libertà, le nostre esitazioni e perfino i nostri sensi di colpa. Ieri 174 persone sono tornate a casa. La prossima volta potremmo non essere altrettanto fortunati. E quando capiremo che la tolleranza verso il fanatismo non lo disarma ma lo incoraggia, potrebbe essere troppo tardi.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Esteri, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti