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QUANDO L’EURO SCHIZZA I PREZZI

Evviva da ieri possiamo andare a Tallin e pagare in euro. Anche in Estonia è arrivato l’euro, ma la moneta unica europea che tanto bene ha fatto all’Europa unita non sempre ha fatto lo stesso effetto ai portafogli degli europei dei vari paesi. Di Fabrizio Binacchi

di Fabrizio Binacchi | 3 Gennaio 2011

Evviva da ieri possiamo andare a Tallin e pagare in euro. Anche in Estonia è arrivato l’euro, ma la moneta unica europea che tanto bene ha fatto all’Europa unita non sempre ha fatto lo stesso effetto ai portafogli degli europei dei vari paesi. Inutile nasconderlo: non siamo tutti allineati. L’euro di per sé non ha colpa, ma non in tutti i paesi dell’euro zona i portafogli e le economie hanno reagito allo stesso modo. Colpa dei sistemi, dei regimi di imposte, delle abitudini commerciali fatto sta che mediamente noi italiani con l’euro spendiamo dalle 3 alle 4 volte in più rispetto a quando avevamo le lire per comprare la stessa cosa. Speriamo che a Tallin, capitale dell’Estonia, se ne accorgano per tempo e non cadano negli stessi errori. Noi abbiamo avuto la sfortuna di far coincidere senza troppo pensarci l’unità euro con l’unità mille lire, senza tener conto che l’unità euro ne valeva quasi il doppio. Così siam partiti subito al trotto. Ma sì arrotondiamo. La nostra italica idiosincrasia ai centesimi e ai decimali ha fatto il resto. Forse pure la monetizzazione dell’euro come unità ha impresso piccolo un colpo. Così non solo nella nostra mente ben presto l’euro valeva come mille lire invece che duemila. Avere anche in tasca le monete ce le faceva rassomigliare alle 500 lire. Un colpo tecnico monetario per cui alla fine davvero ci siamo abituati a pagare tutto al quadruplo senza nemmeno accorgercene. Un ero 4 volte le vecchie 500 lire, ma tanto erano quasi simili. Lo vediamo dai prezzi quotidiani. Mediamente rispetto alle lire paghiamo per la stessa merce prodotti e servizi 4 volte in più. La pizza, ad esempio. La mitica pizza margherita che prima del 2002, cioè prima dell’euro, era proposta in moltissime pizzerie italiche a 3.500 – 4.000 lire, (e chi se lo ricorda più?) ora viene servita mediamente a 6 euro, a volte 7, in alcune pizzerie di grido perfino otto euro. Quasi 16 mila lire, esattamente il quadruplo. Quando l’euro schizza i prezzi, e non ce ne accorgiamo. Telefoniamo agli estoni e mettiamoli sul chi va là. Non so quanti rubli ci vogliono per fare un euro ma certo devono abituarsi a sistemi commerciali a volte rischiosi. Fine 2010, media pizzeria di una media città italiana: una pizza gorgonzola senza mozzarella, una pizza salame piccante peperoni (non per me , assicuro) e due birre medie, totale 28 euro. Sembran pochi, sembran 28 mila lire, no signore e signori sono quasi 55 mila lire. Se solo otto anni fa ci avessero chiesto più di 40 mila lire per due pizze e due birre ci saremmo scandalizzati, adesso siamo felici. Col problema che il potere d’acquisto e la ricchezza (si fa per dire) delle famiglie è rimasta o tornata indietro a quella del 2000, cioè due anni prima dell’euro. Abbiamo progressivamente perso l’idea di corrispondenza con la lira, e tutto ci sembra più facile, salvo scoprire anche al 21 del mese che gli euro dello stipendio o del salario sono finiti, salvo a scoprire che non si risparmia più come una volta. Per forza mediamente, anche se non vogliono pubblicizzarlo, l’euro ci ha costretti a un regime di spesa più caro di 3 – 4 volte. E’ la stampa bellezza!, diceva il film. E’ il prezzo che i cittadini e le nazioni pagano all’europa unita, dicono i banchieri. Un giorno in una trattoria dell’Appennino bolognese incrocio le due simpatiche attrici della pubblicità della Sigma, quelle che “sopa Wanda bevi come un camello”. L’euro era arrivato da 4 mesi. Al tavolo vicino le arzille simpatiche nonne bolognesi mangiucchiano due piatti di tagliatelle e poi fettine di pollo con verdura grigliata e mezzo vino. Chiedono il conto. Arriva, 48 euro. Trattoria buona e senza pretese tariffarie. “Sopa si paga poco dice l’amica, 48 euro solo 24 mila lire”. Parlando bolognese: Ma si divide o si raddoppia. Si raddoppia. “Sopa Wanda son 96 mila lire alòra”. . E’ l’euro bellezza. Auguri cari compagni estoni.

Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

Pubblicato in : CornerBlogTag: anni, euro, la stampa, lira, moneta unica, regime

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Matteo

    4 Gennaio 2011 alle 21:49

    A proposito, suggerirei la lettura di un libro appena reso disponibile dal von Mises Institute, in inglese, di Philipp Bagus, “The tragedy of the Euro”. Il link: http://mises.org/resources/6045 il libro è disponibile liberamente il file in formato PDF. Buona lettura.

    Rispondi

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