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Quando la concorrenza è solo un appannaggio
Cosa determina il caro greggio?

Salgono le bollette, ma la colpa non è l’aumento del petrolio. di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 5 Giugno 2008

Lo sanno tutti: aumenta il prezzo del petrolio e, conseguentemente, quello dei combustibili e dell”energia. E se questa cosa ovvia non fosse affatto vera? Come molti italiani, detentori di partita Iva, ho ricevuto una lettera dell”Enel, con la quale mi si offre di “bloccare subito il prezzo dell”elettricità, per due anni”, in modo che non si debba più “preoccuparsi dei continui aumenti del prezzo del petrolio”. Forse un qualche garante dovrebbe provare ad occuparsi di questa straordinaria offerta commerciale. Facciamo due conti, facilissimi. Nel 2000 il valore di 1 dollaro era di 1,2 euro, ed un barile di petrolio costava 60 dollari. Erano 72 euro a barile. Oggi 1 dollaro vale 0,62 euro, mentre il prezzo del petrolio è cresciuto a 115 dollari. In euro fanno 71,3 a barile.

Detto in parole diverse: dal 2000 ad oggi il prezzo del petrolio, calcolato in dollari, è molto cresciuto, ma contemporaneamente, è cresciuto il valore dell’euro, al punto che, in euro, un barile costa oggi meno di otto anni fa. Dato che uso gli euro come, come si fa a dirmi: paga di più perché il petrolio costa di più? E’ evidente che sono altre le cause degli aumenti.

E non basta, perché Enel mi suggerisce: impegnati ora a pagare per due anni lo stesso sproposito che paghi oggi, essendo il cittadino più elettricamente tartassato d’Europa, ma se dovesse crescere il prezzo del “dispacciamento”(!?), del trasporto o della commercializzazione dell’energia, noi ti faremo pagare di più, mentre se dovesse decrescere non è previsto nulla, quindi paghi come se niente fosse. Non è neanche un patto leonino, è proprio che credono noi si abbia l’anello al naso.

O meglio, sanno che il vocabolo “concorrenza” popola solo i discorsi della domenica, che, al più, si passa dal monopolio all’oligopolio, con accordi di cartello, mentre i garanti sonnecchiano in attesa di più prestigiosi e remunerati incarichi ed il cittadino che si rivolge alla giustizia vuol sol far sapere che intende campare almeno altri quindici anni.

Pertanto, dal primo aprile ( e non è uno scherzo) le nostre bollette sono più salate e la colpa è ufficialmente attribuita al petrolio. Quando l’Istat ribadisce che c’impoveriamo, ricordiamoci di lettere e calcoli come questi, tanto per sapere quali sono le cause e com’è che gli altri si arricchiscono.

Davide Giacalone ( da Terza Repubblica, quotidiano di Società aperta)

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

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