Scommessa: vivere e abitare città che fanno i conti con il tragico ma ineludibile evento della riduzione e della fine, prima o poi, delle risorse di petrolio.

Scommessa: vivere e abitare città che fanno i conti con il tragico ma ineludibile evento della riduzione e della fine, prima o poi, delle risorse di petrolio.

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Caro Fabrizio,
Capisco che ti piace sognare e che sei completamente fuori dalla realtà da almeno cinquant’anni, beato te!
Vedi il petrolio non serve per far spostare noi, ma per sostenere i Governi con le tasse che gli pongono.
Negli anni 60 ancora la tua visione di Cowboy e indiani aveva un senso, oggi il coltivatore d’orto, deve mantenere un sindaco e vari assessori, provincia e regione, Roma e Papato, forze dell’ordine e della finanza, con carcerati relativi e costo giornaliero doppio del Four Seasons hotel, unione Europea, nato, ONU e tante di quelle ong, che nessuno ne sa il numero.
Poi il restante va ulteriormente tassato per gli sprechi, pensi di potercela fare coltivando l’insalata?
Hai capito perché i tuoi cowboy non ci sono più nemmeno nei film?
Se cessiamo di farlo? Olocausto.
Mi dirai che allora è inevitabile e ti rispondo, perché credi che non si veda in giro nessun ET, perché è così facile farcela, che basta coltivare l’insalata?