• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Democrazia “malata”

di Livio Ghersi | 14 Ottobre 2012

Ci vorrebbe non il comico Grillo, ma dei redivivi Robespierre e Saint Just (a proposito di un editoriale di Ezio Mauro)

Anche i giornalisti che scrivono per i quotidiani più diffusi fanno parte, a pieno titolo, della classe dirigente di un Paese. Svolgono il fondamentale compito di orientare l’opinione pubblica. Ezio Mauro, direttore del quotidiano “La Repubblica”, è calato perfettamente nel ruolo del “grande” intellettuale che orienta; si intende che la grandezza va valutata in relazione al livello attuale della classe politica investita di responsabilità istituzionali. E’ un “Maître a penser” perfetto per questi tempi di decadenza. Il suo ultimo editoriale, “Come difendere la democrazia malata” (del 12 ottobre 2012), affronta un argomento che dovrebbe far tremare le vene ai polsi. Le condizioni in cui si trova l’Italia dovrebbero indurre un democratico sincero e sufficientemente “colto” a considerazioni molto pessimistiche. Per intenderci, non oso pensare quali analisi potrebbe fare oggi un Gaetano Salvemini. Lui che, nella crisi del 1922, pensò inizialmente che non fosse cattiva cosa che l’ex socialista massimalista Mussolini svolgesse la funzione storica della “scopa” che fa pulizia. Farei torto alla memoria di Salvemini se non ricordassi che, nel giro di un paio d’anni, valutata più attentamente l’esperienza fascista, divenne l’intransigente e coerente antifascista che conosciamo. Ho l’impressione che il sentimento profondo del Paese chieda soprattutto una cosa: bisogna finalmente punire in modo esemplare, punire con tutta la durezza necessaria, punire in modo tale che se fra trecento anni esisterà ancora il genere umano i libri di storia continuino a parlarne, la classe dirigente che ha portato l’Italia nella miserabile situazione in cui versa oggi. Questo desiderio che chi ha mal governato e mal amministrato, oppure si è approfittato del pubblico denaro, abbia una punizione esemplare, viene prima di qualsiasi altra esigenza: prima della ripresa dell’economia, prima della creazione di nuove opportunità di lavoro, prima del ritorno ad un benessere diffuso. Perché è la pre-condizione affinché tutti gli altri obiettivi possano realizzarsi. Ci vorrebbe non il comico Grillo, ma dei redivivi Robespierre e Saint Just. La “democrazia malata” continuerà a trascinarsi stancamente e continueremo tutti a galleggiare nella melma, soltanto perché, al momento, non ci sono alternative realistiche. La logica spartitoria, propria della partitocrazia, ha pervertito e corrotto tutti gli apparati dello Stato; dunque, è inconcepibile un colpo di stato. Del resto, che cosa ci si può aspettare da “servitori” dello Stato che trattavano con la mafia di Reina, per il tramite del “politico” Ciancimino? La politica di austerità imposta dall’Unione Europea e la logica predatoria propria della finanza internazionale suscitano malcontento sociale e sempre più ne susciteranno con il passare del tempo; ma mancano i quadri di un partito rivoluzionario. Ci vorrebbe gente “seria”, gente temprata nell’acciaio: i Lenin ed i Trockij possono essere espressi soltanto da un pensiero che abbia una sua consistenza teorica e che sia animato da genuina passione ideale. Lo scadimento del nostro sistema educativo, scolastico e universitario, fa sì che nell’Italia odierna non si possa disporre neppure di rivoluzionari credibili, determinati ed efficienti. Tutto ciò premesso, l’editoriale di Ezio Mauro persegue un compito piccino piccino, a servizio degli interessi del Partito Democratico (PD): «come si può riportare sulla scheda elettorale le preferenze»? Se non fossimo in piena tragedia, ci sarebbe da ridere. Contro le preferenze, Mauro ricorda gli ultimi scandali in ordine di tempo: il malcostume riscontrato nella gestione del denaro pubblico da parte dei Gruppi del Consiglio regionale del Lazio; il voto di scambio in Lombardia, laddove a vendere i pacchetti di voti era la ‘ndrangheta calabrese. Possibile che gli Italiani siano privi di memoria? Non è forse vero che, durante la lunga stagione berlusconiana, proprio il quotidiano “La Repubblica” non ha perso occasione di stigmatizzare comportamenti non virtuosi di politici membri del Parlamento? E quei politici come erano stati eletti? Con le preferenze? No, grazie alla oculata ed illuminata scelta delle Segreterie dei vari partiti. Ad esempio, il tesoriere dell’ex partito della Margherita era un parlamentare “nominato”, o era stato eletto con le preferenze? Sarebbe stucchevole fare l’elenco dei deputati e dei senatori che negli ultimi anni sono stati protagonisti (negativi) delle cronache, anche giudiziarie. Mauro lo sa bene; ma se ne ricorda soltanto nei confronti del Partito dell’Italia dei Valori: «Di Pietro dovrebbe prima o poi spiegare alla sua gente quel tocco di Re Mida che gli fa scegliere ogni volta ladroni o voltagabbana da infilare sorridendo nelle sue liste». Affermazione da sottoscrivere; ma questa circostanza dimostra proprio che il metodo della nomina dei parlamentari non dà alcuna garanzia, meno che mai dal punto di vista dell’esigenza di consolidare l’etica pubblica.

Pubblicato in : Editoriale

Info Livio Ghersi

Livio Ghersi, laureato in giurisprudenza, è stato funzionario dell’Assemblea regionale siciliana, con la qualifica di Consigliere parlamentare. Oggi, pensionato, si dedica a studi di storia, filosofia, teoria politica.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    16 Ottobre 2012 alle 23:20

    Il problema è che siamo un popolo di vecchi facilmente intimidibili, quindi ricattabili e politicamente succubi, previa la rivalsa antipolitica da consumare con rancore nel privato familistico. In Italia manca l’energia umana, perciò siamo abbagliati da chi starnazza d’essere giovane e nuovo, ma niente può fare perché in un popolo di vecchi non c’è più terra per seminare. Ringraziamo chi chiamandola emancipazione della società lavorò perché i nati fra gli anni trenta e ottanta giudicassero ininfluente fare figli. Il suicidio è già avvenuto, l’Italia esiste solo nella retorica d’un Napolitano, una coda di paglia fra tante.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti