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Quale sarà, per la Cina, il costo economico della deposizione di Maduro in Venezuela? 

Francesco Sisci : “Non sappiamo in realtà cosa farà la nuova amministrazione venezuelana e cosa pensa l’America di fare. Sappiamo che il debito venezuelano verso la Cina potrebbe andare, secondo varie stime, da 20 a 200 miliardi: dipende da cosa viene calcolato. Di certo, però, il colpo per Pechino c’è stato”.

di Marco Mayer | 20 Gennaio 2026

A tu per tu con il sinologo Francesco Sisci.

La tariffa aggiuntiva del 25%, decisa ieri da Trump per le nazioni che commerciano con l’Iran, quanto potrebbe incidere sulla bilancia dei pagamenti Usa-Cina?

Ancora è tutto molto incerto. Dobbiamo aspettare l’evoluzione della situazione in Iran, che resta incerta. Il presidente americano Donald Trump aveva promesso un intervento a favore dei dimostranti e ora invece sembra essersi tirato indietro. Ma la situazione resta fluida e ci potrebbe essere ancora un suo cambiamento di posizione. Di converso, le tariffe hanno un impatto nel medio, lungo termine. Direi che occorrerà vedere i prossimi giorni, per prima cosa.

È probabile che salti la tregua sui dazi di un anno concordata tra Washington e Pechino qualche mese fa?

Non credo, per il momento. Il prossimo appuntamento è il vertice di aprile, dove tutto andrà benissimo (altrimenti non si incontrerebbero). In realtà l’America non ha alternative alle importazioni di terre rare cinesi, né i cinesi hanno alternative alle esportazioni nel mercato americano, quindi nel breve ci sarà una specie di tregua vigilante tra i due, in attesa di evoluzioni nei tanti altri fronti aperti.

Perché e come la Cina è riuscita a coinvolgere il Canada in una partnership significativa e insolita?

La questione del Canada, come anche l’accordo della Ue, credo che abbiano a che fare con Trump. L’assertività americana ha lasciato scoperti e nervosi tanti partner commerciali americani che si sentono trattati dagli Usa come e peggio di un avversario/rivale come la Cina. Quindi cercano spazi di manovra propri. La Cina poi sta riuscendo a sfruttare bene questi spazi e ciò si vede anche dai dati del commercio. Il surplus cinese verso l’America è diminuito del 20% ma il surplus complessivo cinese verso il mondo è aumentato di un 20% in totale, passando da un trilione di dollari nel 2024 a 1,2 trilioni di dollari nel 2025. Questo significa che molti dei partner commerciali americani stanno aumentando i loro scambi con la Cina e in parte c’è anche un commercio triangolare, beni cinesi vanno prima altrove e poi finiscono in America.

La grande novità è, appunto, che gli alleati americani stanno cercando spazi di commercio propri al di là dell’America. Se l’America non affronta presto e bene questo aspetto, la situazione potrebbe degenerare in direzioni inattese.

Quale sarà il costo economico per la Cina dell’uscita di Maduro in Venezuela?

È incerto. Non sappiamo in realtà cosa farà la nuova amministrazione venezuelana e cosa pensa l’America di fare. Sappiamo che il debito venezuelano verso la Cina potrebbe andare, secondo varie stime, da 20 a 200 miliardi: dipende da cosa viene calcolato. Di certo, però, il colpo per Pechino c’è stato.

Perché la diplomazia cinese non è riuscita a riavvicinare Arabia Saudita e Iran e neppure a mediare tra Anp e Hamas per la Palestina? Quali sono i limiti dell’ approccio negoziale del Dragone sulla scena internazionale ?

Nel dettaglio non lo so. Ma credo che la Cina abbia avuto un approccio molto ingenuo e ideologico alle questioni medio orientali e ad Hamas. Pensava che tutti i musulmani si sarebbero uniti contro Israele. Non ha visto invece che che c’era in Medioriente una guerra sotterranea ma profonda tra Iran e tutti gli altri. Tutti erano così contenti che l’influenza dell’Iran venisse erosa o eliminata da Israele; Israele in realtà faceva la guerra sporca contro l’Iran e i suoi alleati nella regione.

Confondendo quindi la logica profonda della regione, Pechino ha perso la bussola. Senza idee autentiche della realtà non si riesce a intervenire. Ora per Pechino recuperare sarà molto difficile.

Come valuti le recenti scelti dell’Unione europea rispetto alla Cina nei settori dell’auto elettrica e dei pannelli solari? Più in generale, è prevedibile una crescita delle importazioni e del peso economico della Cina nell’Unione europea?

Come ho già accennato sopra, i tradizionali alleati degli Stati Uniti reagiscono all’atteggiamento assertivo di Trump cercando nuovi spazi commerciali oltre gli Usa, e questa tendenza probabilmente porterà ad una crescita degli scambi Cina-Ue.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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