Marco Ferrando, capo di una delle minoranze di Rifondazione comunista, ha detto, su Hamas e sui carabinieri italiani uccisi a Nassirya cose non solo sbagliate ma, soprattutto aberranti.
Tanto basta a Tuttocchiali per dismettere qualsiasi tentativo di connotare di lievità queste poche righe.
Ma quando sostiene che la sua esclusione dalla candidatura non può essere decisa da un semplice tratto di penna del segretario Bertinotti, ha ragione e porta allo scoperto – magari senza volerlo – il vero difetto della nuova legge elettorale.
Che non è quello di moltiplicare i partiti o minare la stabilità dei governi: tutte balle per non credere alle quali è sufficiente ripensare agli ultimi dodici anni.
Il baco (scusate il termine) sta nell’abolizione della preferenza. Se questo sacrosanto diritto fosse stato mantenuto, avrebbero potuto decidere gli elettori se mandare o no Ferrando al Parlamento.
Mentre le modalità della sua esclusione, in spregio alle più elementari regole di democrazia interna ai partiti, esaltano un tratto che lega saldamente centro-destra e centro-sinistra: che hanno litigato sul dilemma maggioritario-proporzionale ma sono uniti nel negare al cittadino l’ultima parola sui candidati. Circostanza che, unita alla mancanza di democrazia interna permette di tenere in vita un sistema oligarchico.

Condivido le osservazioni sulla nuova legge elettorale. La cosa che preoccupa è che nessun partito, grosso o piccolo, abbia avvertito la necessià e il pudore di fare rilevare l’antidemocraticità della legge stessa.
Questo breve contributo è più una prova per vedere se riesco ad inserirmi nel forum.
Un saluto
Domenico Civitano -Bitetto (BA)
Non è possibile, purtroppo, dire a favore di FERRANDO perchè è vero che la guerra in IRAK è stata la più colossale fesseria fatta da Berlusconi insieme a Bush ma, siamo seri, dobbiamo anche capire che tutte quelle armi non potevano più stare negli arsenali americani. Le casse delle imprese amiche languevano. E poi, comunque, Bush aveva bisogno di un Pied a terr in Medio Oriente e Berlusconi aveva bisogno di esportare la Democrazia e la Civiltà ( anche se votare non è democrazia e le TV di Berlu non sono certo la civiltà ma la “Fede” ). Ma, per essere seri, bisogna riconoscere che le dichiarazioni di FERRANDO sono la dimostrazione di una incontenibile puerilità politica e sono anni luce lontane dal buon senso. I soldati in Irak sono stati mandati dal Governo ed hanno fatto bene o male quello che gli è stato ordinato. Ed anche la morte che ha colpito non è riconducibile a loro responsabilità Tanto più se si considera che molti di questi ragazzi se non fanno ” il soldato” fanno “il disoccupato” ed allora FERRANDO voleva forse dire che anche quegli Italiani morti a decine nelle miniere Belghe se la sono cercata e meritata? Non credo.
Mi trovo pienamente concorde con l’intento dell’autore e proprio per questo vi richiamo all’incontro che ho organizzato per mercoledì 15 marzo ore 21,30 presso la libreria Edison.
Partecipate numerosi.
Andrea
Seppur concorde con l’articolo, e su chi dichiara l’atto teso a “estromettere un cittadino a scegliere un proprio rappresentante” – anche se la legge senza il voto di preferenza già è atta a ciò… – sono forse per la prima volta in vita mia concorde con Bertionotti: Ferrando non deve stare alla camera. E tanto meno Caruso, Tighler, Saya… e vorrei aggiungerci anche Vladimir Luxuria che, ci mancherebbe altro, non offende nessuno ma a mio giudizio non può essere rappresentativa… può entrare se si presenta col suo vero nome ed il suo vero aspetto.. altrimenti questa camera diventa davvero una grande burla per diamine!!
Da questa distanza le cose si vedono con chiarezza. La congrega dei furbi ha approvato una legge per espropriare i cittadini italiani del diritto a scegliere i propri rappresentanti. Ed ora, la stessa congrega resta impiccata alla sua astuzia e non riesce a sbrogliare la matassa dei candidati impresentabili che affollano entrambi gli schieramenti.
Adelante!