Un nuovo intervento pubblico per salvare aziende tecnologicamente avanzate come la Delphi.
Così Aldo Manetti, consigliere del Gruppo di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea in Regione Toscana durante il dibattito nel parlamento regionale su quella crisi aziendale.
“Esprimiamo la nostra forte solidarietà ai lavoratori dell’azienda livornese, ai quali è stata prospettata la perdita del lavoro. Il caso Delphi va però letto nell’ottica della crisi industriale italiana e toscana, dove aziende non decotte ma con un forte know how, maestranze altamente specializzate e commesse già ottenute per molti mesi, si trovano a rischio chiusura.
E’ di conseguenza necessario che il prossimo governo, speriamo di segno diverso all’attuale – ha proseguito Manetti – metta in campo un intervento pubblico – una sorta di nuova IRI riveduta e corretta – per sostenerle dato che, superati momenti difficili, queste realtà produttive sono in grado di essere competitive sul mercato e di mantenere l’occupazione, che ha nostro avviso è la priorità assoluta.
Nella fase di difficoltà, nell’immediato, è invece imprescindibile il coinvolgimento delle istituzioni, dagli enti locali sul territorio fino al governo nazionale, per attivare il piu’ ampiamente possibile gli ammortizzatori sociali e studiare strategie di ricollocazione di quella parte di lavoratori che non sarà possibile mantenere in forza alla Delphi.
Per fare questo il primo attore da coinvolgere è certamente uno dei committenti maggiori dell’azienda labronica, cioè Fiat, che fra l’altro è anche proprietaria degli immobili aziendali, immobili per i quali va mantenuto, nell’ottica non di dismissione ma di rilancio dell’azienda, il vincolo ad attività industriale scongiurando così di aprire le porte al fatto che destinazioni urbanistiche diverse mettano de facto la parola fine all’attività produttiva della Delphi.”
L’addetto stampa del Gruppo
Leonardo Becheri

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