• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Putin capace di controllo in Russia ma paria nel resto del mondo

Con il controllo quasi ferreo dei media e della comunicazione Putin riesce a creare una realtà convincente per mantenersi in potere. Questa visione si scontra con quella fuori del Paese che lui non può dominare. Di Domenico Maceri

di Domenico Maceri | 18 Aprile 2022

“Perché i democratici vogliono farvi odiare Putin?” Questa la domanda retorica di Tucker Carlson, conduttore di un popolare programma alla Fox News, 2 giorni prima che iniziasse l’invasione russa dell’Ucraina. Carlson ha continuato domandandosi in che modo Putin avesse influito negativamente sugli americani. La lode di Carlson mirava anche ad avvicinarsi al leader russo sperando che accettasse la richiesta per un’intervista che sarebbe stata un colpo mediatico per lui e la rete conservatrice di Rupert Murdoch. I cittadini russi hanno potuto vedere i commenti positivi di Carlson sul loro leader alla televisione poiché alcuni clip del programma sono stati trasmessi con sottotitoli dalla televisione russa.

Nonostante la retorica favorevole di Carlson gli americani non sono stati convinti. La Russia è adesso vista come nemica degli Stati Uniti dal 70% degli americani, un aumento di 29 punti dal mese di gennaio. In effetti, la guerra in Ucraina è riuscita ad unificare gli americani almeno su un tema. Ciononostante, l’indice di gradimento di Joe Biden rimane basso al 45% anche se vi è stato un leggero aumento negli ultimi giorni, secondo un sondaggio della Reuter/Ipsos. Putin, invece, riceve l’approvazione dell’83% dei suoi cittadini, un aumento di 12 punti dal mese di febbraio. Fuori casa Putin è divenuto un paria ma quando gioca in casa stravince con il controllo dei media e anche per il modo in cui i sondaggi vengono condotti. Le cifre di approvazione di Putin saranno gonfiate ma con ogni probabilità riflettono almeno una verità parziale anche quando si tiene in conto del controllo delle informazioni disponibili ai russi.

Partecipare ai sondaggi in tutti i Paesi spesso non è fatto volentieri. Nel caso della Russia le agenzie che conducono i sondaggi, anche quelli come Levada, considerato indipendente dal governo, hanno le loro difficoltà. I cittadini russi con frequenza hanno una certa dosi di apprensione di rispondere a domande su politica, sospettando possibili ritorsioni per le loro risposte. In alcuni casi le agenzie di sondaggi chiedono ai partecipanti se accettano di registrare le interviste per mantenere un alto controllo di qualità. Ciò ovviamente aumenta i sospetti e non pochi si rifiutano.

Chi risponde dunque alle domande dei sondaggisti? In linea generale si tratta di una minoranza di cittadini che spesso hanno idee consone a quelle del regime. Non sorprende dunque che i risultati siano favorevoli a Putin. Ciononostante, alcuni punti emergono con notevoli differenze che suggeriscono una certa affidabilità. Un sondaggio della Russian Field ci informa che fra gli over 60 l’83% approva la guerra in Ucraina. Fra i giovani al di sotto di 30 anni la cifra scende al 50%. Inoltre per quelli che ricevono le loro informazioni dalla televisione, rigidamente controllate dal governo di Putin, il 79% approva la guerra. Fra quelli che non guardano la televisione e ricevono le informazioni da altre fonti il 52% non approva la guerra. In sintesi i giovani che vivono nelle zone metropolitane tendono a essere contrari mentre i loro genitori e nonni appoggiano il governo di Putin.

Il leader russo ha “venduto” l’idea della guerra etichettandola “operazione militare speciale” spiegandola come una denazificazione dell’Ucraina. Il nesso fra nazismo e la guerra risuona con i russi che ricordano molto bene la Seconda Guerra Mondiale dove persero più di due dozzine di milioni di vite umane nella guerra contro Hitler. Dopo il loro notevole contributo come alleati dell’Occidente nella sconfitta di Hitler i sovietici divennero poi nemici con la lunga guerra fredda. Lo sgretolamento dell’Unione Sovietica e il ridimensionamento del potere russo non quadra con la nostalgia per la gloria passata. Putin ha coltivato per anni questa idea e si è presentato come il leader che sta spingendo per riportare il suo Paese in prima linea negli affari mondiali ritornando alla gloria d’antan.

Il problema però è che lo fa in buona parte controllando i mezzi di comunicazione, eliminando quelle fonti che potrebbero presentare una visione che non quadra con la sua. La recente approvazione di una legge che imporrebbe 15 anni di carcere a coloro che usino fake news nella sua operazione speciale in Ucraina ci fa capire il suo controllo ma anche le sue paure che non ammettono dissensi.

Le informazioni con diversi punti di vista sono poco accessibili e quindi falsificano la verità. Se la guerra in Ucraina consiste di denazificare il Paese, come si spiega che il presidente Volodymyr Zelenski è di religione ebraica? Per quanto riguarda i nazisti bisogna anche ricordare che nelle ultime elezioni vinte da Zelenski i partiti di ultra destra hanno ottenuto solo il 2 percento dei voti. E nel caso della storia bisogna anche tenere presente che per sconfiggere i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale anche 5 milioni di ucraini vi persero la vita.

Con il controllo quasi ferreo dei media e della comunicazione Putin riesce a creare una realtà convincente per mantenersi in potere. Questa visione si scontra con quella fuori del Paese che lui non può dominare. Il Senato americano che riesce a trovare compromessi con grandissime difficoltà ha però votato all’unanimità (100 sì, zero no) per abrogare alla Russia lo status di Most Favored Nation (Clausola della Nazione più Favorita) che agevola gli scambi commerciali. Anche le Nazioni Unite hanno appena approvato l’esclusione della Russia dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu (voto 93 sì, 24 no). Putin rimane popolare in Russia, ma i massacri dei suoi soldati, potenziali crimini di guerra, lo hanno convertito in paria fuori dei confini del suo Paese.

Domenico Maceri

=============
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, elezioni, genitori, giovani, governo, guerra mondiale, intervista, mondo, nazione, nazisti, punti di vista, putin, regime, religione, rupert murdoch, seconda guerra mondiale, soldati, stati uniti

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti