Prime verifiche all’interno del centro sinistra. L’assegnazione dei sottosegretari ha scontentato alcune formazioni minori. Non avendo avuto nessun riconoscimento formale della loro partecipazione all’Unione, vincitrice delle elezioni, non va dimenticato per 24mila 724 voti, i socialdemocratici di Giorgio Carta e i repubblicani europei della Sbarbati hanno preso le distanze dal governo. Carta chiederà alla direzione del suo partito se votare la fiducia alla Camera e la Sbarbati, dopo aver candidamente detto che è stata sbagliata la sua partecipazione all’alleanza di centro sinistra, ha comunque ripiegato sull’avvio di un serrato confronto con Romano Prodi. Tradotto dal politichese le due posizioni vanno interpretate nel senso che socialdemocratici e repubblicani si apprestano a chiedere a Prodi alcune compensazioni nel sottogoverno perché solo così sarà possibile rendere veramente “plurale e democratico” il cammino verso la costruzione del partito democratico.
A repubblicani e socialdemocratici, noi, nel nostro piccolo, vogliamo proporre una strada diversa. Partiti di così grande tradizione e cultura politica non possono stare a ricoprire ruoli che è eufemistico definire marginali. L’appiattimento in simili posizioni serve solo ai capi del momento. E’ dall’appiattimento che costoro possono lucrare, per loro, non per il partito, qualche prebenda. Ma il ruolo politico, anche giustamente, va a farsi benedire. Molto meglio allora navigare in mare aperto verso la costruzione di una posizione che sia davvero figlia del filone politico-culturale laico e riformista. Non ci saranno è vero poltrone e strapunti. Ci sarà solo la soddisfazione di contribuire all’affermazione di un progetto politico non solo in linea con la storia e la tradizione di queste forze politiche ma anche con i bisogni del Paese. E scusate se è poco.
PSDI e Repubblicani, rimasti senza posti nel governo, aprono la prima verifica. Sarà una tempesta in un bicchiere d’acqua?
A repubblicani e socialdemocratici, noi, nel nostro piccolo, vogliamo proporre una strada diversa. Partiti di così grande tradizione e cultura politica non possono stare a ricoprire ruoli che è eufemistico definire marginali.

Vorrei risponderle semplicemente… lei parla di chi fa politica o di ben altro? mi può indicare un partito o un politico che fa politica e non interessa una poltrona? ma questa poltrona le pesa molto? bisognerebbe sapere che l’ambizione (non è un delitto) è nel dna di tutti anche nei meandri di ogni lavoro, ma se si parla di politica sembra più scorretto, piuttosto che l’ambizione di diventare un qualsiasi funzionario.
comunque se rilegge il mio comunicato precedente indicavo prima degli incarichi di governo la necessità di formare un polo laico e questo perchè nel mio pensiero vi è sempre l’intenzione di unificare le idee laiche che in altri partiti non troviamo, vedi appunto nel caso del governo il non riconoscimento politico del nostro partito.
cordialmente la saluto
Bisognerebbe cominciare a pensare che il far parte di una coalizione non significa partecipare alla spartizione del bottino (manuale cencelli) , ma significa condividerne gli ideali, gli intenti, le mete da raggiungere; non i posti da occupare.
I “posti” vanno assegnati a chi ha le capacità richieste per lo specifico incarico, indipendentemente dalle “quote partito”.
Dove sta scritto che tutti sono competenti per far tutto?
Se non siabbandona questo modo di pensare,non se ne esce.
Non volendo offendere nessuno, il mio commento non può che essere:”utili idioti”.
Ancor prima delle assegnazioni Ministeriali scrissi a pensalibero quanto fosse importante costituire un polo Laico riformista.. appoggiando pienamente l’idea.. questo perchè il nostro paese ha sempre più bisogno di una forza Laica che protegga il popolo, i pensieri e le religioni, ricordo che siamo in uno stato Repubblicano Laico Liberal Socialista, ed è per questo che non può e non potrà mai essere rappresentato “lo stato” da quel duo polio DS e Margherita. con preconcetti stanilisti e poco Democratici.. per ultimo, il mancato inserimento di un Repubblicano all’interno del Governo è un attentato alla libertà di pensiero… meditiamo
Accettiamo volentieri l’invito al confronto
Cordialmente
Paolo Manneschi
Segretario Prov. di Firenze MRE
il partito esiste solo quando vi e’ un collegamento con il paese e non solo quando si stabiliscono degli organigrammi.