Facciamo un gioco, virtuale e a distanza ovviamente. Giochiamo alla giornata intelligente. Diamo, o cerchiamo di dare, un senso a questa parolina che da anni usiamo: “smart”. Ma solo in questi ultimi giorni, settimane, in emergenza covid-19, sta assumendo il suo significato più profondo: smart, l’intelligenza di adeguarsi. Non solo smart working. Occorre lo smart day.
Lavoro intelligente, telefono intelligente, casa intelligente, auto intelligente direi che adesso è il caso di imboccare la fase del comportamento generale intelligente. Ora per esempio la vera intelligenza passa dalla consapevolezza di stare in casa, per noi, per gli altri, per tutti. Non è difficile da capire. Casa.
Casa non è il giretto, casa non è spese inutili, casa non è servizi non indispensabili. Insomma chi non lavora in sanità e chi non lavora negli altri servizi pubblici essenziali, chiaramente definiti, deve stare a casa. Già questo è smart.
E giocare alla giornata intelligente, perché non basta stare in casa occorre stare in casa con consapevolezza e determinazione. Il processo ovviamente è prima di tutto mentale. Direi che nella nostra giornata intelligente possono guidarci tre parole-chiave: prudenza, motivazione, conoscenza. Mica poco.
Prudenza nelle scelte grandi e piccole: le uscite indispensabili, ma veramente indispensabili, le distanze protette, la scelta dei consumi, l’interazione corretta tra familiari, l’uso separato di oggetti e strumenti per essere cauti nel rispetto di tutti.
La motivazione: sentirsi chiamati ad una missione, piccola e grande, sentirsi partecipi di un progetto collettivo che passa anche attraverso il nostro minimo atto, tipo stare a casa, tipo non avere comportamenti distorti rispetto alle necessità essenziali. Può essere la motivazione per la tutela della nostra salute, che è una bella motivazione, alla quale si può aggiungere la motivazione altissima di salvare il mondo e l’umanità, che passa dalle scelte quotidiane sempre dal rispetto delle regole, e del comportamento corretto tipo stare in casa.
Poi la conoscenza: che non è rincorrere ogni voce ma che è selezionare le notizie, leggere i siti del grande mare web che hanno la certificazione della fonte, allertarsi per i dati letti correttamente e non cedere ad un allarmismo fine a sé stesso. Conoscenza è informarsi ma anche riflettere, è leggere ma anche pensare. La giornata intelligente ha bisogno di pensiero e di ragionamento, non di fughe virtuali e tanto meno fisiche. Stiamo in casa e stiamo in noi.
In psicologia si studia la piramide dei bisogni che Abraham Maslow, uno dei più importanti psicologi del Novecento, ha ben illustrato e sviluppato: alla base i bisogni primari fisiologici tipo sete, fame, equilibrio dell’organismo. In cima ci sono i bisogni del sé, il riconoscimento del potenziale, la bellezza, la bontà. In mezzo (dal basso all’alto) la sicurezza e protezione (ci siamo in pieno) l’amore e l’apprezzamento, e (subito sotto la cima) autorealizzazione, stima, indipendenza.
Nella giornata intelligente ci potremmo fare uno schemino con cinque domande tipo perché volevo uscire, che cosa ho fatto per gli altri, quante volte mi sono lavato le mani, quando mi sono ricordato di non toccarmi gli occhi, quante volte ho pensato al nonno e al bambino prima di fare una cosa. E a fine giornata barrare le caselle dei comportamenti che abbiamo avuto e delle scelte che abbiamo fatto. E poi ci diamo un voto. Facciamo girare il cervello, giriamo con le gambe in casa, e non facciamo inutili giri fuori. E ci sentiremo maggiormente motivati.
Fabrizio Binacchi

Lascia un commento