Caro Direttore,
Se ci guardiamo intorno ed osserviamo con onestà, potremo notare come l’umanità e la moralità del mondo giovanile odierno non stia particolarmente evolvendo rispetto a quella già troppo spesso vacillante delle generazioni precedenti.
Reati d’ogni tipo continuano a verificarsi (circa 3.000.000 di denuncie di fatti delittuosi ogni anno, 8000 ogni giorno), reati di violenza e di disonestà, dal ferimento alla truffa, dall’omicidio allo sfruttamento della persona, ma anche stupri, separazioni spietate, sequestri e rapine, droga, omissioni di soccorso, menzogna e falsa testimonianza dilaganti.
Ciò che stupisce è la frequente gratuità delle motivazioni ed inconsistenza morale dietro a questi fatti, si sfascia una famiglia alle prime difficoltà, si accoltella perché non si è d’accordo col nostro interlocutore, si uccide per un posto auto.
Dai rilevamenti appaiono sempre più giovani e sempre più inconsapevoli coloro che compiono i suddetti reati.
Di fronte all’impotenza ed una insufficiente coesione sociale vanno crescendo e formandosi sul territorio sempre più numerosi gruppi e associazioni di vittime di reati della follia, di morti assurde, della strada, di pallottole vaganti, o semplicemente cittadini che aprono gli occhi e si uniscono per riuscire a trovare soluzioni ad una qualità della vita insufficiente.
Quello che possiamo dedurre osservando la società oggi è che lo Stato non può fare tutto da solo, non può caricare sulla scuola o rimediare con pene e controllo (tra l’altro non si può rimediare ad una persona che non c’è più, ad una gamba persa, ad una famiglia sfasciata, ad una mente ammalata) lo Stato ha bisogno del cittadino quanto il cittadino ha bisogno dello Stato, una collaborazione e partecipazione che deve essere rinverdita, riavviata, anche attraverso quello strumento primario che si chiama Famiglia.
In origine c’era la famiglia, e dopo ci fu lo Stato, lo Stato senza le persone, senza le famiglie, diventa inconcludente, inefficace, ma anche insensato in termini di principio.
Ma negli ultimi quarant’anni abbiamo saputo spingere solo su nuovi diritti, nuove libertà, dimenticandoci di accostarvi di pari passo anche nuovi doveri, limiti e regole perché avessero un equilibrio, un senso, senza diventare estremismi, esagerazioni, senza balzare agli opposti.
Frasi come “i figli li cresce il mondo” o “crescono da soli” o “un genitore o due è uguale” ma anche genitori che sempre più frequentemente vanno in TV e di fronte a crimini gravissimi dei loro figlioli ventenni o trentenni dichiarano senza pudore “mica ho compiuto io il reato” o “io non ho nessuna colpa” o “il mio bambino..” o “sono ragazzi bisogna capirli” e tante altre affermazioni che suonano come una volontà di non vedere e davvero sono ciò che di più lontano c’è dall’essere educatori quale è il compito, il primo o secondo più importante, del genitore.
Eppure, se già il buon senso non ci ha fatto rabbrividire, abbiamo un articolo della Costituzione (il numero trenta: “dovere e diritto a mantenere ed educare i figli”) che però è rimasto solo il DIRITTO ad essere genitori ma non il DOVERE.
Ancora oggi come un tempo si verifica troppo spesso lo sfruttamento affettivo, fisico, economico dei figli, figli usati e poi lasciati ineducati ed allo sbando nel mondo senza risponderne.
C’è bisogno fermare questa emorragia, e trasformare circolo di violenza e disonestà in un circolo virtuoso di rispetto e moralità essenziale, diritto dei figli e della società odierna e futura.
Sono due i punti importanti per realizzare questo scopo:
– la BIGENITORIALITA’ PER TUTTI I FIGLI, perché è ingiusto ed impensabile che alcuni possano avere la maggiore opportunità morale ed economica di due genitori, ed altri non possano averla.
– la RESPONSABILITA’ CIVILE ALLARGATA dei genitori ANCHE DOPO LA MAGGIORE ETA’ dei figli, a decadere in modo graduale almeno fino al compimento del quarantesimo anno.
Essendo questa una proposta di evoluzione culturale (e non di repressione) questa responsabilità dovrà essere introdotta prim’ancora che nei tribunali nella cultura attraverso spot, campagne sociali, informazione e comunicazione mirata e diversificata a seconda delle età, dei luoghi e delle consuetudini.
Successivamente l’introduzione della pena pecuniaria e morale per i genitori (equa per entrambi, padre e madre, separati e non separati) dovrà essere applicata proporzionale in particolar modo nei reati penali più gravi, come l’omicidio, il ferimento grave, la truffa aggravata, il furto grave, gli investimenti gravi con omissione di soccorso, i reati con gravi lesioni della persona compiuti sotto effetto di alcool o stupefacenti.
E’ solo ricollegando Stato e Famiglie, solo ridando responsabilità ed importanza ai genitori, che si può ricreare una società, un tessuto sociale basato sul reciproco rispetto, sull’onesta e su quella lungimiranza che deve contraddistinguere ogni persona adulta che procrea e cresce dei figli con lo scopo e ruolo insostituibile di trasmettere ed essere esempio di quei saperi che fanno alta e pacifica una società umana.
FABIO BARZAGLI
resp. portale nazionale
www.infanzia-adolescenza.info

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