La mia proposta di un ritorno al proporzionale purissimo nell’articolo di ieri ha scatenato diverse perplessità tanto quanto diversi apprezzamenti.
Vorrei soffermarmi qui sulle perplessità: mi si dice che con il proporzionale purissimo ci sarebbe una proliferazione incontrollata di partiti.
Rispondo allora che questa proliferazione è avvenuta (avviene tutt’ora) anche in un sistema al 75 % maggioritario e proseguirebbe anche in un sistema maggioritario ben più puro.
La questione della proliferazione dei partiti mi pare lampante, ovvero essa è dovuta ad un vergognoso ed indiscriminato finanziamento pubblico ai partiti che andrebbe abolito (come peraltro sarebbe già dovuto avvenire per mezzo del disatteso referendum abrogativo del ’93) e completamente riformato concedendo ai partiti unicamente spot gratuiti sulle reti televisive pubbliche e mediante un rimborso spese minimo (che non può eccedere un tot) previsto ad esempio per la stampa di un tot numero di manifesti elettorali e per la loro affissione.
Punto e stop.
Per il resto che i partiti si arrangino a procacciare danaro per mezzo dei loro sostenitori come avviene in tutti i Paesi democratici. Portando così alla luce anche i finanziamenti provenienti dalle varie lobbies.
La seconda perplessità che viene sollevata relativamente ad un sistema proporzionale puro è la cosiddetta ingovernabilità.
Faccio notare che anche con l’attuale sistema maggioritario (per quanto non purissimo) non mi pare che la governabilità sia garantita al 100 %.
Dal ’94 ad oggi sono cambiati ben sette governi !
E questo anche perché il maggioritario costringe l’aggregazione di partiti, movimenti e personale politico in due grandi calderoni.
Chi infatti può impedire al deputato tale, eletto nelle file del Partito Democratico di votare a favore di un provvedimento proposto dal Partito delle Libertà o viceversa ?
La storia e la cultura del nostro Paese non consentono affatto il costituirsi di due grandi partiti tutto sommato omogenei.
Perché ad esempio il sottoscritto che è laico per quanto concerne i diritti civili dovrebbe aggregarsi al Pd con nelle sue fila teodem (cattocom) come la Binetti ?
E viceversa perché un liberale dovrebbe aggregarsi ad un fantomatico Partito delle Libertà che vieta la ricerca scientifica sulle cellule staminali e che sotto il profilo economico fa fatica a proporre reali progetti di riforma avendo al suo interno personale politico proveniente dalla protezionista Lega Nord e dalla statalista An ?
Questo solo per fare dei banalissimi esempi.
Mi pare insomma di essere stato sufficientemente chiaro rimarcando il fatto che non considero minimamente il proporzionale puro la panacea di tutti i mali (che non si risvolvono certo con il cambio di legge elettorale come qualcuno illusoriamente potrebbe pensare), ma semplicemente uno strumento di chiarezza e nel contempo di democrazia partecipata.
Aspetto che nel nostro Paese manca da più d’un decennio.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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