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Pronto Soccorso allo stremo: aiutiamo chi ci può salvare la vita

In Italia la situazione dei Pronto Soccorso è diventata insostenibile. Da mesi viviamo immersi in un paradosso che non ha bisogno di essere enfatizzato con virgolette o toni sensazionalistici: è tutto vero, tutto sotto gli occhi di chiunque voglia guardare. Siamo di fronte ad una realtà incomprensibile, eppure reale, che coinvolge tutti noi. E in questo contesto, lo scaricabarile delle responsabilità – sport nazionale – non ha più alcun senso. Non importa più chi ha sbagliato. Perché se un Pronto Soccorso non funziona si muore. E basta. Chiunque può trovarsi coinvolto in un incidente, vittima di un malore, trasportato incosciente nel primo punto di emergenza disponibile. Vale per tutti, da Nord a Sud, da Est a Ovest, indipendentemente dalla classe sociale.

di Angelo Santoro | 23 Marzo 2026

In Italia la situazione dei Pronto Soccorso è diventata insostenibile. Da mesi viviamo immersi in un paradosso che non ha bisogno di essere enfatizzato con virgolette o toni sensazionalistici: è tutto vero, tutto sotto gli occhi di chiunque voglia guardare. Siamo di fronte ad una realtà incomprensibile, eppure reale, che coinvolge tutti noi. E in questo contesto, lo scaricabarile delle responsabilità – sport nazionale – non ha più alcun senso. Non importa più chi ha sbagliato. Perché se un Pronto Soccorso non funziona si muore. E basta. Chiunque può trovarsi coinvolto in un incidente, vittima di un malore, trasportato incosciente nel primo punto di emergenza disponibile. Vale per tutti, da Nord a Sud, da Est a Ovest, indipendentemente dalla classe sociale. Anche i medici, quando non sono in servizio, diventano pazienti. Se accade qualcosa mentre sei in vacanza o in viaggio per lavoro sarai portato nella struttura più vicina. E lì la tua vita potrebbe dipendere dal caso. Se sei fortunato e trovi una struttura funzionante, con medici competenti e attrezzature adeguate, puoi essere salvato. Altrimenti le conseguenze possono essere fatali. Solo dopo, eventualmente, potrai ricorrere ai tuoi mezzi o ai tuoi contatti per farti trasferire in una clinica privata, anche all’estero. Ma se chi ti ha accolto per primo non era in grado di affrontare l’emergenza a quella clinica non saresti arrivato mai. Un esempio emblematico: qualche tempo fa a Napoli è stato riattivato un servizio di Pronto Soccorso richiamando in servizio medici già pensionati, alcuni ultra settantenni e perfino un ottantacinquenne, affiancati da professionisti stranieri o a contratto. È davvero questo il modo di affrontare un sistema al collasso? Non servono grandi analisi per capire che siamo in emergenza. Eppure, dopo mesi di questa situazione, sembra che l’opinione pubblica si sia quasi abituata al disastro. Ma non possiamo permettercelo. Dobbiamo reagire. Il Parlamento, i ministri, i viceministri, chiunque abbia potere decisionale, deve intervenire. Non per altruismo o senso del dovere, ma per egoismo: perché anche noi e i nostri cari possiamo finire in un Pronto Soccorso. E non vogliamo affidarci alla sorte, ma sapere di essere nelle mani di professionisti motivati, rispettati, messi in condizione di fare il proprio lavoro.

Speriamo di non averne mai bisogno. Ma nel momento in cui succede, un buon medico e un buon Pronto Soccorso fanno la differenza tra la vita e la morte. Aiutiamoli.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale, Salute & Benessere

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

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