Cari leaders e quadri della sinistra riformista e moderata, nonché dei liberali, repubblicani, democratici in genere, cristiani e non, e cari orfani dei partiti della prima repubblica distrutti dalla seconda, vorrei fare un appello. Un appello per la redazione di un programma elettorale di governo che vada a favore del 65% dei cittadini italiani e che sia sottoposto al giudizio dell’elettorato dalle prossime consultazioni politiche con l’intento di ottenere il 65% dei consensi. Non credo che il nostro paese possa permettersi ancora partiti sclerotizzati che non si sa più chi e che cosa rappresentino e che si lasciano immaginare a difesa di chissà quali interessi settari o addirittura loschi. E non credo neanche ai tentativi di tanti ex e nuovi leaders di riunire i resti di partiti un tempo gloriosi, che si propongono ognuno come punto di riferimento della riunificazione sulla base non delle cose da fare ma su quella delle passate glorie e della collocazione nello scacchiere politico. Non ci credo perché prima di tutto quando si è in tanti a dire unifichiamoci e venite da me, si sostiene una contraddizione in termini ed è questo quello che accade, in secondo luogo non ci credo perché il cosiddetto scacchiere politico non esiste più. Guardate che l’idea che si è fatta il cittadino comune come me è che dietro gli schieramenti, ovvero dietro ai due poli del bipolarismo italiano ci siano differenti e antagonisti gruppi economico-finanziari e che la battaglia per il governo del paese è tra di loro e i cittadini elettori servono solo a legittimare tale governo. Non voglio fare l’estremista, ma credo che il rinnovamento possa avvenire solo dal basso con una forte domanda di democrazia e con leaders che siano svincolati dalle potenze economiche e che stabiliscano i giusti rapporti con queste perché, come tutto il resto, anch’esse vanno governate e non può essere il contrario. In proposito non pensate che i fatti di cronaca riguardanti le recenti vicende dei vari Fiorani, Ricucci, Fazio, ecc., siano la parte affiorata per caso oggi come affiora periodicamente con caratteristiche pressoché identiche, vedi Tanzi, Cragnotti, ecc., di un sistema che funziona così dappertutto e sempre e che dimostra come sia la politica ad essere governata dall’economia e non il contrario, come sarebbe salutare che fosse? E’ per questi motivi che credo che il momento nuovo di aggregazione del consenso possa essere il programma redatto in forma chiara e comprensibile e diretto a convincere il 65% degli elettori sulle cose da fare e costruito da chi ci sta senza pregiudiziali di sorta.
Cordiali saluti.
Danilo Di Mambro

Stai a vedere che salta fuori il nuovo “uovo”…di Colombo !In effetti tutti sono a pensare a chi possano essere trascinatori ,mentre gli illusionisti si accalcano sul palco ,ed il belletto scorre a fiumi ( o a palate ,meglio)…..ma al programma non pensa nessuno . Eppure leggere non è in fondo,una grande fatica . Programma allora semplice nell’espressione, ma atto e teso a governare anche l’economia; e non come proprietà personale o di parte , ma come ricchezza della cittadinanza. Questo sarebbe il modo anche di presentarsi davvero agli elettori nel loro insieme ,e non solo ai fedelissimi di “destra” o “sinistra”,che percentualmente la spuntano ormai ,ma di poco, sulle schiere degli “astenuti”…
Solo un punto resta problematico ,e tanto : …..dove lo troviamo il “Colombo”?
…………”ma il dramma è che i nostri politici non possono costruirlo (un programma di governo comprensibile ) perché gli interessi che difendono non glielo consentono.”……………Infatti è un dramma,che non può essere superato in stretti termini di tempo.
Ma –una volta per tutte -occorre pensarci !