Quando portava i calzoni corti, Tuttocchiali risucchiato dal vortice della passione politica trovò la formula per il benessere e la felicità del popolo. Frequentò sezioni e comizi per illustrarla invocando corsie preferenziali sembrandogli che la questione rivestisse somma urgenza. Ma dovette convenire su ciò che gli si obbiettava: la democrazia in pericolo non ammetteva distrazioni ed era impellente difenderla dichiarando se si stava con l’America o con l’Unione Sovietica. In entrambi i casi il risultato era assicurato e la questione della felicità e del benessere scivolava al piano sottostante. Schiacciato dal peso della formula della felicità del popolo, Tuttocchiali ritenne di avere gli strumenti per potersene sgravare dopo essersi insediato sui banchi del consiglio comunale della sua città. Ignorava di essere stato eletto per fare fronte a responsabilità di gran lunga maggiori e dette il suo contributo alla pace nel mondo proponendo e contrastando ordini del giorno e mozioni. Ancora non si spiega come i popoli apostrofati da quei documenti zeppi di virgole messe, tolte e spostate non rivolsero contro la sua città i loro cannoni. Ma è un fatto che la formula del benessere e della felicità del popolo rimase un suo punto prioritario in attesa di attuazione.
E nemmeno oggi che gli Italiani sono assillati da tasse, mutui e poco lavoro, si sente di tirarla fuori. Piuttosto, Alfredo Milioni, con gli incartamenti della lista PDL, dove si trovava alle 12 del 28 marzo? Di qua o di là della linea rossa?
PRIORITA’
Quando portava i calzoni corti, Tuttocchiali risucchiato dal vortice della passione politica trovò la formula per il benessere e la felicità del popolo. Frequentò sezioni e comizi per illustrarla invocando corsie preferenziali sembrandogli che la questione rivestisse somma urgenza. Ma dovette convenire su ciò che gli si obbiettava: la democrazia in pericolo non ammetteva distrazioni ed era impellente difenderla dichiarando se si stava con l’America o con l’Unione Sovietica. In entrambi i casi il risultato era assicurato e la questione della felicità e del benessere scivolava al piano sottostante. Schiacciato dal peso della formula della felicità del popolo, Tuttocchiali ritenne di avere gli strumenti per potersene sgravare dopo essersi insediato sui banchi del consiglio comunale della sua città. Ignorava di essere stato eletto per fare fronte a responsabilità di gran lunga maggiori e dette il suo contributo alla pace nel mondo proponendo e contrastando ordini del giorno e mozioni. Ancora non si spiega come i popoli apostrofati da quei documenti zeppi di virgole messe, tolte e spostate non rivolsero contro la sua città i loro cannoni. Ma è un fatto che la formula del benessere e della felicità del popolo rimase un suo punto prioritario in attesa di attuazione.
E nemmeno oggi che gli Italiani sono assillati da tasse, mutui e poco lavoro, si sente di tirarla fuori. Piuttosto, Alfredo Milioni, con gli incartamenti della lista PDL, dove si trovava alle 12 del 28 marzo? Di qua o di là della linea rossa?

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