Alla fine dopo venti giorni di delegittimazioni reciproche e accuse incrociate di brogli, sembra che la sinistra napoletana ce l’abbia fatta ad uscire dal pantano. Andrea Cozzolino ha sciolto la sua riserva e si è dichiarato ufficialmente disponibile a mettere da parte il risultato delle primarie, precisando subito che non si tratta di un passo indietro ma di una scelta “per chiedere scusa a Napoli e in primo luogo ai cittadini che hanno risposto all’ appello partecipando alle primarie”.
A questo punto si potrebbe pensare che l’uscita di scena del contestato, sebbene ancora non proclamato vincitore, abbia risolto tutti i problemi. In realtà siamo solo al primo passo dell’affannosa ricerca di una exit strategy dal caos primarie. Ora bisogna trovare un nome capace di unire le sempre più frammentate e litigiose anime della sinistra e magari riuscire persino a convincere l’elettorato.
La trattativa con i due magistrati napoletani Paolo Mancuso e Raffaele Cantone sembra su di un binario morto e, almeno di imprevedibili colpi di scena, si dovrebbe concludere con un nulla di fatto. Altrettanto complessa pare la scelta di individuare un nome interno al Pd. Per quanto il commissario Orlando ce la stia mettendo tutta per trovarne uno di alto profilo che possa accontentare tutti, pare che al momento nessun big voglia cimentarsi con una sfida tanto insidiosa.
A complicare ancora di più la già caotica situazione si è messo anche l’europarlamentare dell’Idv Luigi De Magistris che è tornato a manifestare pubblicamente la sua intenzione di assumersi l’impegno di presentarsi come candidato sindaco della sinistra almeno che non si arrivi: “a una risposta seria, capace di unire tutti e subito”.
Insomma, paradossalmente, l’unica certezza rimasta è che il caos regna ancora sovrano e che si è tornati esattamente ai concitati mesi precedenti le primarie quando tutta la sinistra era impegnata in un affannosa quanto infruttuosa ricerca di un nome spendibile per il post Iervolino. L’unica differenza sostanziale è che il tempo per la ricerca stringe e le elezioni si avvicinano.
L’affaire primarie ha dunque scoperchiato un vaso di Pandora che rischia di travolgere tutto il centro sinistra napoletano ed avere delle pesanti ripercussioni su di un quadro politico cittadino già particolarmente traballante.
In questo contesto l’errore più grave che potrebbe essere commesso dal Pd e dalle altre forze della sinistra è quello di sottostimare la portata dirompente dello tsunami primarie che si è abbattuto sul Napoli, derubricando la questione ad una semplice disputa interna tra candidati. Il che vorrebbe dire affidarsi alla solita strategia di non fare una immediata chiarezza e imboccare la via all’apparenza più semplice e cioè quella di nascondere tutto sotto il classico tappeto, magari facendo finta di niente e accontentandosi del passo indietro di Cozzolino.
L’impressione che si ha, del resto chiara anche agli stessi protagonisti, è che il tempo delle battaglie tattiche e delle lunghe mediazioni sia finito. Più passeranno i giorni e più insanabile si farà la frattura tra la classe politica e gli elettori fino a scenari imprevedibili. Dopo la fine ingloriosa del bassolinismo e le ultime notizie delle inchieste sui rifiuti, è chiaro che l’elettorato napoletano, compreso quello più politicizzato, mostra un fisiologico allontanamento dai partiti e non sembra più disposto a fare sconti ad una classe politica considerata litigiosa ed inconcludente.
In questo contesto molti ritengono che una delle poche strade percorribili, vista la cronica mancanza di dibattito sui problemi della città, sia quella di fare appello al recupero della legalità ed affidare a un nome dal forte impatto mediatico le sorti della coalizione. E’ ovvio che un’operazione del genere non può limitarsi soltanto alla ricerca di un nome. In uno scenario in cui una politica cittadina già ampiamente delegittimata dall’opinione pubblica continua a delegittimarsi da sé, non sarebbe molto credibile uno schieramento che non faccia chiarezza con il proprio elettorato e, soprattutto non specifichi quella che dovrebbe essere la nuova gestione dei problemi della città e la squadra che se ne dovrebbe prendere carico.
Fulvio Tudisco
www.leragioni.it

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