Un anno fa si celebrarono in Italia le primarie dell’Unione. E’ opportuno ricordare l’enfasi di certi quotidiani per la grande partecipazione di votanti.
La Repubblica on line del giorno delle elezioni, il 16 ottobre 2006, titolava così:
Quasi 4 milioni di elettori, Prodi supera il 73 per cento, Bertinotti 15,4 per cento.
ROMA – Quasi quattro milioni di votanti, il triplo degli iscritti ai partiti dell’Unione. Le primarie del centrosinistra hanno superato qualsiasi previsione. Un successo inaspettato anche per il centrosinistra. Con un risultato chiaro: gli elettori hanno dato a Prodi il 73,5% delle preferenze e a Bertinotti il 15,4%. Più indietro gli altri con un sorprendente Mastella (che si è molto lamentato durante la giornata) al 4,6%.
“Una risposta incredibile – ha detto Romano Prodi – al di là di ogni sogno”. Berlusconi tenta di minimizzare e lo fa attaccando pesantemente: “Prodi può vincere le elezioni solo così: facendo votare esclusivamente quelli di sinistra”. La replica del Professore non si fa attendere: “Questi voti gli dicono che deve andarsene”.
“Già nelle prime ore del mattino si formano lunghe code davanti ai seggi; in alcune sezioni finiscono addirittura le schede: gli organizzatori ripiegano sulle fotocopie. Nel primo pomeriggio il responsabile della comunicazione delle consultazioni, Giuseppe Giulietti, già afferma che è difficile trovare aggettivi per descrivere la grande partecipazione. Le file per votare proseguono fino a tarda sera costringendo la commissione elettorale a prolungare l’orario di voto di un’altra ora. I 9816 seggi chiudono alle 23 anziché alle 22: è un segno inequivocabile del grande successo. Neppure Prodi, forse per scaramanzia, aveva immaginato un’affluenza simile.
La Repubblica del 18 ottobre 2005:
L’occasione dei riformisti
Commento DEL DIRETTORE Ezio Mauro
Nel lungo editoriale si legge il seguente brano:
“Questo nuovo soggetto politico voleva testimoniare con ogni evidenza la sua scelta per Romano Prodi. Perché non dire la verità? La società politica vedeva in Prodi una sorta di leadership obbligata e residuale, un trascinamento senza alternative, senza entusiasmo e senza più Ulivo della vittoria ulivista del 1996. I cittadini elettori – quattro milioni di italiani – vedono invece nell’ex presidente della Commissione Europea il vero antagonista storico di Silvio Berlusconi, l’uomo che lo ha già battuto e che può batterlo, e soprattutto il leader che ha un progetto politico unitario capace di superare divisioni e resistenze interne, quel progetto che si chiama Ulivo.
Tutto questo spiega il terremoto delle primarie. Un terremoto intelligente, perché ha dato senza equivoci a Prodi quel mandato, quella forza e quella rappresentanza che non trovava nei partiti. Ma in più, ha fissato i rapporti interni al di sopra di ogni ambiguità e di ogni strumentalizzazione, perché nessuno potrà più dire che il 15 per cento di Bertinotti condiziona il 75 per cento di Prodi. Infine, e soprattutto, con Prodi ha premiato e ha rilanciato una linea politica che molto semplicemente ha vinto le primarie, e dunque da oggi si imporrà al tavolo delle segreterie e – finalmente – del programma. È la linea che punta ad unire le due culture riformiste disponibili ad una responsabilità di governo europea, occidentale, moderna.
Prodi, l’uomo- si fa per dire- ritenuto allora una sorta di salvatore della patria sta combattendo a destra e dentro l’Unione con grande determinazione.
O cade con tutto il suo governo, oppure precipiterà nel ridicolo.
Un particolare: pare che, anziché un euro fissato come contributo che doveva versare ciascun votante, la media del versamento sia stato di circa 11 euro: Visco sta studiando
Come mettere le mani su quelle offerte.
Pare, inoltre che i votanti anziché 4 milioni siano stati 2 milioni.
“Gli uomini riuniti in gregge sono ancora più ipocriti di quanto non siano quando il loro interesse li spinge a recitare la commedia” Balzac da “Le illusioni perdute”
A cura di Battista l’archivista

certo che quei voti tanto reclamizzati allora
eran fasulli. purtroppo coloro i quali allora
credettero alla bella favola anche oggi son
sempre gli stessi. ripassare la lezione su un
testo sacro, capitolo l’orto dei miracoli in pinocchio…